Salute

Poco olio, tanti carotenoidi. I benefici dell'olio d'oliva si estendono sempre più

Condimenti con un elevato tenore di acidi grassi monoinsaturi hanno la capacità di far assimilare molti più carotenoidi, a parità di olio ingerito

21 luglio 2012 | T N

La Iowa State e la Ohio Stata University hanno condotto uno studio, finanziato dal Diperatimento dell'agricoltura americano, per capire come i grassi possano influenzare l'assorbimento di carotenoidi dalle verdure.

Una ricerca importante in quanto i carotenoidi, in particolare luteina, licopene, beta-carotene e zeaxantina, sono associati con un minor rischio per malattie cardiovascolari, cancro e degenerazione maculare.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Molecular Nutrition & Food Research, ha visto coinvolte 29 persone a cui è stata somministrata una diversa dieta.

Le insalate sono infatti state condite con: burro, come fonte di grasso saturo, olio di colza, come fonte di grasso monoinsaturo e olio di mais, come un grasso polinsaturo. Tre i livelli di condimento: 3, 8 o 20 grammi.

I risultati hanno mostrato che già alla dose più bassa, 3 grammi, l'olio di grassi monoinsaturi riusciva a far assorbire la maggiore quantità di carotenoidi. Il burro riusciva ad ottenere lo stesso effetto solo a 8 grammi, mentre l'olio di mais aveva necessità di 20 grammi.

"Se si vuole utilizzare di più frutta e verdura, è necessario abbinarle correttamente con i condimenti a base di grassi - ha detto Mario Ferruzzi, autore principale dello studio e professore associato di scienza dell'alimentazione alla Purdue University – senza condire un'insalata, vi è una riduzione di calorie, ma si perdono alcuni dei benefici salutistici delle verdure".

Bontà loro i ricercatori hanno riconosciuto che anche l'extra vergine è un olio ricco di grassi monoinsaturi. Condire l’insalata con l’olio di oliva ci permette dunque di assorbire tutti i nutrienti della lattuga senza appesantire eccessivamente l’organismo con dosi eccessive di grassi.

 

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