Mondo
Le banche in soccorso di Sos Cuetara. Ok definitivo per Bertolli
Pochi giorni dopo il parere favorevole dell’antitrust, Sos Cuetara ha recuperato i fondi necessari per acquisire i noti marchi italiani Dante, San Giorgio, Mya e Bertolli
20 dicembre 2008 | Graziano Alderighi
Era noto che Sos Cuetara non aveva la liquidità necessaria per acquisire Bertolli, tanto che, immediatamente dopo la conferma dellâaccordo con Unilever, furono anche confermati i rumors sullâintenzione di Sos di sbarazzarsi di alcuni asset ritenuti non più strategici dal gruppo.
Tra questi il settore dei biscotti, con cui la famiglia Salazar si è lanciata nel business agroalimentare. Il valore di questo comparto è stimato in 200-250 milioni di euro, comunque circa 400 milioni in meno di quanto necessario per lâacquisto di Bertolli da Unilever.
Fino a pochi giorni or sono era tutto irrealmente fermo, in attesa, ufficialmente, del vi libera dellâAntitrust.
Ricevuto questo non vi erano più valide ragioni per procedere alla chiusura dellâaffare che è rischiato addirittura di saltare se Sos Cuetara, in zona cesarini, non avesse ricevuto il via libera da parte di un pool di banche, tra cui lâitalianissima Intesa San Paolo, per un prestito da 994 milioni di euro.
Un prestito per cui i fratelli Salazar hanno dovuto sudare e per cui hanno ricevuto condizioni tuttâaltro che favorevoli se consideriamo che quasi un terzo dellâintero importo dovrà essere restituito a un anno.
300 milioni di euro che Sos Cuetara conta di recuperare con due maxi aumenti di capitale, di cui uno già operato con lâingresso dellâistituto di credito Caja Madrid nellâazionariato.
La seconda tranche del prestito dovrebbe invece essere rimborsato proprio grazie alla vendita dellâasset biscotti e di altri settori considerati non più strategici.
Questo piano finanziario ha però costretto i fratelli Salazar a rivedere le loro intenzioni di riunire tutti i marchi italiani in unâunica holding da quotare poi a Piazza Affari.
Sos Cuetara rimarrà quindi solidamente in mani spagnole, controllando poco più del 30% del mercato degli oli dâoliva a livello mondiale.
Potrebbero interessarti
Mondo
The World's 50 Best Vineyards 2026, Santiago del Cile ospiterà la cerimonia di premiazione
Per la prima volta i prestigiosi riconoscimenti dedicati all'enoturismo mondiale approdano in Cile. La capitale, porta d'accesso alla Valle del Maipo, sarà il palcoscenico dell'edizione 2026 durante la settimana del 16 novembre
18 agosto 2026 | 16:00
Mondo
L’export di olio di oliva confezionato tunisino accelera: nel mirino Cina, Brasile e Russia
Nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni di olio d’oliva confezionato della Tunisia sono cresciute del 57%, raggiungendo circa 41 mila tonnellate. Ricavi a 666 milioni di dinari. Il Paese amplia la presenza internazionale e punta su nuovi mercati e sulla promozione diretta ai consumatori
17 agosto 2026 | 12:00
Mondo
Export greco di olio d’oliva in caduta: -18,5% nel primo semestre
Le vendite all’estero scendono a 455,6 milioni di dollari. A giugno il calo raggiunge il 21,6%, mentre l’export complessivo della Grecia cresce del 26,3%. Per gli operatori è il segnale di una crisi che potrebbe avere natura strutturale
16 agosto 2026 | 10:00
Mondo
Olio d’oliva, l’Andalusia esporta oltre 1,4 miliardi di euro nei primi cinque mesi del 2026
Il valore delle esportazioni di olio d’oliva ha registrato una flessione del 10,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. La contrazione è riconducibile principalmente alla riduzione dei prezzi dell’olio d’oliva
12 agosto 2026 | 11:00
Mondo
Le frodi dell'olio in Brasile: oli vergini e lampanti venduti come extravergini
Analisi del Ministero dell’Agricoltura brasiliano hanno classificato come vergini alcuni oli commercializzati come extravergini. Altri prodotti sono risultati lampanti, categoria non idonea al consumo diretto. La Procura di San Paolo chiede ora controlli più stringenti sulle importazioni
11 agosto 2026 | 09:00
Mondo
Agricoltura 4.0, l'Europa è spaccata in due: connessa sì, intelligente ancora no
Non basta avere Internet nei campi per fare agricoltura di precisione. Mentre Danimarca e Germania sfiorano il 100% di connettività, solo il 18% delle aziende usa tecnologie avanzate. Ma quelle poche gestiscono già quasi la metà della superficie agricola europea
06 agosto 2026 | 11:00