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La Spagna ritira dal mercato il 12% dell’olio prodotto: stoccaggio obbligatorio fino al 30 settembre 2027
Il Ministero dell’Agricoltura spagnolo ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il provvedimento che impone alle aziende olearie di accantonare il 12% della produzione della campagna 2026/27. La misura riguarda circa 188 mila tonnellate di olio, indipendentemente dalla categoria
06 novembre 2026 | 10:50 | T N
La Spagna attiva il meccanismo di regolazione dell’offerta di olio di oliva. Il Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione (MAPA) ha pubblicato il 6 novembre nel Boletín Oficial del Estado (BOE) la risoluzione che obbliga i frantoi spagnoli a ritirare dal mercato il 12% della produzione cumulata della campagna 2026/27.
Il provvedimento, adottato dalla Direzione generale delle Produzioni e dei Mercati Agricoli, stabilisce che l'olio accantonato dovrà rimanere in stoccaggio fino al 30 settembre 2027. Le aziende potranno utilizzare sia strutture proprie sia magazzini di terzi, mantenendo la libertà di scegliere la categoria merceologica da ritirare.
Il prelievo del 12% si applica a tutte le categorie di olio di oliva, senza distinzioni tra extravergine, vergine e lampante. La percentuale viene calcolata sulla produzione mensile cumulata di ciascun frantoio a partire dall'entrata in vigore della disposizione.
Resta invece escluso il prodotto ottenuto nel mese di ottobre, primo mese della campagna olearia 2026/27. L'obbligo decorre quindi dalla produzione dichiarata a novembre.
Coinvolte 188 mila tonnellate di olio
Secondo le stime del Ministero, la misura interesserà complessivamente circa 188 mila tonnellate di olio di oliva. La produzione mensile e le giacenze finali di ciascun frantoio dovranno essere comunicate attraverso i consueti canali del SIMO, il Sistema di informazione dei mercati oleicoli, secondo quanto previsto dal Real Decreto 861/2018.
Il rispetto dell'obbligo sarà verificato attraverso un gruppo tecnico di monitoraggio, coordinato dal MAPA e operativo con il coinvolgimento delle comunità autonome, alle quali spetterà l'esecuzione dei controlli nell'ambito delle rispettive competenze.
Gli operatori dovranno mettere a disposizione delle autorità tutta la documentazione necessaria a dimostrare l'adempimento della disposizione e consentire eventuali verifiche direttamente presso gli stabilimenti e i depositi.
Il provvedimento non è tuttavia definitivo nella sua entità: il Ministero potrà modificarlo a partire dal 31 dicembre 2026, sulla base dell'evoluzione delle previsioni produttive.
Una produzione prevista di oltre 1,6 milioni di tonnellate
La decisione di attivare il meccanismo di regolazione dell'offerta deriva dalle prospettive di una campagna caratterizzata da un significativo recupero produttivo.
Secondo le stime trasmesse dalle comunità autonome, la produzione spagnola di olio di oliva nel 2026/27 dovrebbe raggiungere 1.602.596 tonnellate, con un incremento del 23% rispetto alla stagione precedente. Se confermato, si tratterebbe della quarta maggiore produzione della serie storica.
A questo quantitativo si aggiungono scorte iniziali pari a 357.040 tonnellate, anch'esse in aumento del 23,3% rispetto all'avvio della campagna precedente. I dati sono quelli del SIMO pubblicati dal Ministero il 28 ottobre.
La combinazione tra maggiore produzione attesa e disponibilità di prodotto proveniente dalla precedente campagna determina dunque un'offerta potenziale particolarmente elevata, che il Governo spagnolo intende gestire attraverso il ritiro temporaneo di una quota dell'olio prodotto.
La soglia del 120% prevista dalla normativa europea
Il meccanismo applicato dalla Spagna discende dall'articolo 5 della norma nazionale di commercializzazione dell'olio di oliva per la campagna 2026/27, introdotta con l'Ordine ministeriale APA/1145/2026 del 29 ottobre.
La disposizione trova fondamento nel Regolamento europeo 1308/2013 sull'Organizzazione comune dei mercati agricoli e prevede la possibilità di intervenire sull'offerta in presenza di condizioni di sovrapproduzione.
In particolare, il ritiro può essere attivato quando la somma tra le previsioni produttive della nuova campagna e le scorte di collegamento della precedente raggiunge almeno il 120% della produzione media delle sei campagne precedenti.
Secondo il MAPA, i dati disponibili soddisfano questo requisito e giustificano pertanto l'attivazione della misura.
L'obiettivo è evitare che la maggiore disponibilità di olio si traduca in un eccesso di offerta sul mercato, con conseguenti pressioni al ribasso sulle quotazioni. Il prodotto non viene distrutto né definitivamente sottratto alla filiera: rimane stoccato fino alla fine di settembre 2027, quando potrà tornare a essere commercializzato.
Il provvedimento rappresenta quindi uno strumento di gestione temporanea delle disponibilità, destinato a incidere direttamente sui quantitativi di olio immediatamente commercializzabili nella principale nazione produttrice mondiale.
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