Mondo
Produzione Ue di olio d’oliva a 2,4 milioni di tonnellate nel 2026/27
Il Consiglio Oleicolo Internazionale ha presentato le prime stime della prossima campagna olearia. Italia a 280 mila tonnellate, mentre la domanda mondiale potrebbe continuare a crescere. Disponibile a livello internazionale anche la nuova calcolatrice per il bilancio del carbonio degli oliveti
06 novembre 2026 | 09:00 | C. S.
La produzione di olio di oliva nell’Unione europea potrebbe raggiungere i 2,4 milioni di tonnellate nella campagna 2026/2027. È questa una delle principali indicazioni emerse dalla 67ª riunione del Comitato consultivo del Consiglio Oleicolo Internazionale (COI), che ha riunito circa 80 rappresentanti di un organismo composto da oltre 180 membri, oltre a una trentina di osservatori provenienti da 12 Paesi.
L’incontro ha coinvolto produttori, trasformatori, commercianti e rappresentanti dei consumatori, offrendo un'occasione di confronto sulle prospettive del comparto oleicolo internazionale, sull'evoluzione dei mercati e sulle priorità della filiera.
Produzione europea: Spagna a 1,6 milioni di tonnellate
Le prime stime per la campagna 2026/2027 sono state presentate dal direttore esecutivo aggiunto del COI, Abderraouf Laajimi. Le previsioni indicano una produzione complessiva dell'Unione europea intorno a 2,4 milioni di tonnellate, con una netta prevalenza della Spagna.
Nel dettaglio, i volumi stimati per i principali Paesi produttori sono:
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Spagna: 1,6 milioni di tonnellate;
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Grecia: 300 mila tonnellate;
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Italia: 280 mila tonnellate;
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Portogallo: 195 mila tonnellate.
Si tratta di valutazioni preliminari, che potranno essere aggiornate nel corso della campagna sulla base dell'evoluzione delle condizioni agronomiche e delle nuove informazioni disponibili.
Le stime delineano un quadro produttivo europeo significativo, con la Spagna ancora protagonista assoluta e l'Italia distante dai livelli dei principali concorrenti mediterranei.
La domanda mondiale può continuare a crescere
Oltre alle prospettive produttive, il Comitato consultivo ha analizzato il potenziale di espansione della domanda mondiale di olio di oliva. Il COI ha evidenziato le opportunità offerte dallo sviluppo di nuovi mercati e dalla progressiva diffusione dei consumi in aree geografiche dove l'olio di oliva non rappresenta ancora una componente consolidata delle abitudini alimentari.
Il confronto tra i rappresentanti dei Paesi produttori ha permesso di mettere a sistema le diverse previsioni nazionali e valutare le possibili conseguenze sull'equilibrio del mercato internazionale.
Bilancio del carbonio: disponibile la calcolatrice del COI
Tra le novità più rilevanti presentate durante la riunione figura la disponibilità internazionale della calcolatrice del bilancio del carbonio per gli oliveti, sviluppata nell'ambito del Progetto Carbon Balance del COI.
Dopo una fase di validazione condotta utilizzando dati provenienti da oliveti, lo strumento è ora accessibile per l'utilizzo su scala mondiale. L'obiettivo è consentire alle aziende olivicole di misurare le emissioni di gas serra e la capacità di assorbimento del carbonio delle proprie superfici, con un'analisi riferita alla singola parcella.
La metodologia considera sia le emissioni legate alle pratiche agronomiche, sia gli assorbimenti di carbonio. Tra i fattori analizzati figurano l'impiego di fertilizzanti, i consumi energetici e il pascolamento, oltre alla capacità di accumulo della biomassa degli alberi e alle variazioni del carbonio organico presente nel suolo.
La disponibilità dei dati a livello di singola parcella permette di ottenere una valutazione più aderente alle caratteristiche aziendali e alle specifiche tecniche di gestione dell'oliveto.
Uno strumento per misurare gli effetti delle pratiche agronomiche
La calcolatrice è disponibile in spagnolo, inglese e francese e consente di inserire i dati annuali relativi a ciascuna parcella. I risultati possono essere esportati in formato PDF ed Excel, facilitando la conservazione delle informazioni e il confronto tra diverse campagne.
Un'ulteriore funzionalità permette di consultare i rapporti degli anni precedenti, così da costruire una situazione di riferimento e valutare nel tempo gli effetti delle modifiche alle tecniche di gestione.
Durante la riunione è stato presentato anche un caso applicativo per illustrare come le scelte agronomiche e le condizioni specifiche dell'oliveto possano incidere sul bilancio netto del carbonio.
Il COI ha invitato i componenti del Comitato consultivo a promuovere l'utilizzo della piattaforma presso le rispettive organizzazioni e reti professionali, raccogliendo osservazioni e suggerimenti per migliorarne ulteriormente l'applicazione.
La misurazione del bilancio del carbonio rappresenta infatti un tema destinato ad assumere un'importanza crescente per il settore olivicolo, anche in relazione alla sostenibilità delle produzioni, alla valorizzazione delle pratiche agricole e alla capacità delle aziende di documentare il proprio contributo ambientale.
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