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Accordo Ue-India, nuove opportunità per l’export di olio extravergine italiano: meno dazi dal 2027

Accordo Ue-India, nuove opportunità per l’export di olio extravergine italiano: meno dazi dal 2027

Uno studio della FIAB, realizzato con il sostegno del Ministero dell’Agricoltura spagnolo, individua nell’olio di oliva uno dei prodotti agroalimentari con maggiori prospettive sul mercato indiano. L’intesa commerciale tra Bruxelles e Nuova Delhi potrebbe ridurre le barriere tariffarie

05 novembre 2026 | 09:00 | C. S.

L’accordo di libero scambio tra Unione europea e India potrebbe rappresentare una svolta per le esportazioni agroalimentari europee e, in particolare, per quelle di olio di oliva. La progressiva riduzione dei dazi doganali, tradizionalmente elevati nel mercato indiano, potrebbe infatti favorire l'ingresso di prodotti trasformati e ad alto valore aggiunto, tra cui l’olio extravergine di oliva.

A evidenziarlo è uno studio realizzato dalla Federazione spagnola delle industrie alimentari e delle bevande (FIAB), con il sostegno del Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione spagnolo (MAPA). Il rapporto analizza 633 voci doganali appartenenti a 18 categorie di prodotti alimentari e bevande, valutando non soltanto gli effetti della riduzione tariffaria, ma anche le condizioni concrete per accedere al mercato indiano.

Secondo le previsioni riportate dalla FIAB, l'accordo si trova nella fase conclusiva dell'iter legale e istituzionale. La firma è attesa entro la fine del 2026, mentre l'entrata in vigore è prevista per i primi mesi del 2027.

Olio di oliva tra i prodotti con maggiori opportunità

Tra i comparti che potrebbero beneficiare maggiormente dell'intesa figura quello dell'olio di oliva. La riduzione dei dazi potrebbe migliorare la competitività delle produzioni europee in un Paese caratterizzato da una popolazione di circa 1,4 miliardi di persone e da prospettive di crescita economica.

Accanto all'olio di oliva, lo studio individua opportunità per le conserve vegetali e ittiche, la pasta, il cioccolato, i prodotti dolciari, i succhi di frutta e gli alimenti per l'infanzia.

Per le aziende interessate, tuttavia, la riduzione delle barriere doganali non sarà sufficiente. L'accesso al mercato richiederà un'attenta gestione degli aspetti normativi e commerciali, a partire dal rispetto delle disposizioni della Food Safety and Standards Authority of India (FSSAI), l'autorità indiana per la sicurezza alimentare.

Particolare attenzione dovrà essere riservata anche all'etichettatura, alla vita commerciale dei prodotti al momento dell'arrivo nel Paese, alla fiscalità, alla struttura distributiva e, per le categorie che lo richiedono, alla gestione della catena del freddo.

India, mercato ancora marginale per l'agroalimentare europeo

Nonostante le dimensioni demografiche ed economiche, l'India rappresenta ancora un mercato relativamente poco sviluppato per le esportazioni agroalimentari europee.

Nel 2025 le esportazioni comunitarie di beni verso il Paese hanno raggiunto 78 miliardi di euro. L'India è il nono partner commerciale dell'Unione europea, ma si colloca soltanto al 29° posto tra le destinazioni dell'export agroalimentare comunitario, con una quota pari a circa l'1% del valore complessivo.

Anche per la Spagna i margini di crescita sono significativi. Tra gennaio e agosto 2026, le esportazioni spagnole di alimenti e bevande trasformati verso l'India hanno superato i 58 milioni di euro, registrando un incremento del 4,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

«La penetrazione degli alimenti e delle bevande, sia europei sia spagnoli, rimane molto bassa, rendendo ancora più necessaria l'attuazione di questo accordo», ha dichiarato Verónica Puente, direttrice dell'Internazionalizzazione e della Politica commerciale della FIAB. L'India, ha aggiunto, è uno dei mercati con il maggiore potenziale di crescita a livello globale.

Uno studio per preparare le strategie di internazionalizzazione

Il rapporto FIAB intende fornire alle imprese uno strumento operativo per individuare le categorie merceologiche con maggiori prospettive, valutare la concorrenza e definire le strategie commerciali più adatte.

«L'accordo Ue-India apre una nuova fase economica per entrambe le aree, con un potenziale particolarmente importante per l'industria alimentare spagnola, considerate le dimensioni del Paese», ha sottolineato Mauricio García de Quevedo, direttore generale della FIAB.

La ricerca è stata presentata durante un webinar che ha coinvolto oltre 150 rappresentanti di istituzioni, associazioni e imprese, con la partecipazione del MAPA, di ICEX España Exportación e Inversiones e della Commissione europea.

Per il settore oleario europeo, l'intesa potrebbe dunque contribuire ad ampliare la presenza in un mercato ancora poco penetrato. Resta da capire quanto la riduzione dei dazi si tradurrà in un effettivo vantaggio competitivo e quali saranno le condizioni tariffarie definitive per l'olio di oliva, in un mercato dove il prezzo, la distribuzione e gli obblighi regolamentari continueranno a incidere sulle possibilità di crescita.

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