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L’Ue apre ai digestati liquidi come fertilizzanti alternativi: consultazione sulla direttiva nitrati
La Commissione europea propone di estendere le deroghe previste dalle norme RENURE a determinate frazioni liquide ottenute dalla digestione anaerobica del letame. L’obiettivo è recuperare l’azoto disponibile, ridurre la dipendenza dai fertilizzanti minerali di sintesi e contenere i costi per le aziende
02 novembre 2026 | 12:00 | C. S.
La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica su una proposta di modifica della direttiva nitrati, con l’obiettivo di consentire agli Stati membri di autorizzare, a determinate condizioni, l’impiego di alcuni digestati liquidi derivati dal letame zootecnico in alternativa ai fertilizzanti azotati di sintesi.
L’iniziativa punta a migliorare il recupero dei nutrienti presenti negli effluenti di allevamento e nei sottoprodotti della produzione di biogas, riducendo al contempo l’esposizione delle aziende agricole alle oscillazioni dei prezzi e alle difficoltà di approvvigionamento dei fertilizzanti sui mercati internazionali.
Le norme RENURE si estendono ai digestati liquidi
La proposta di Bruxelles intende ampliare il campo di applicazione delle norme RENURE, acronimo di Recovered Nitrogen from Manure, che identifica i materiali azotati recuperati dal letame.
Attualmente, la direttiva 91/676/CEE, nota come direttiva nitrati, stabilisce un limite generale di 170 kg di azoto per ettaro all’anno proveniente dagli effluenti zootecnici, compresi quelli trasformati. Le disposizioni europee sui materiali RENURE consentono agli Stati membri di autorizzare, nel rispetto di specifici requisiti e di adeguate misure di protezione ambientale, l’impiego di determinati materiali recuperati oltre questo limite.
La nuova proposta mira a estendere questa possibilità anche a determinate frazioni liquide dei digestati, purché presentino caratteristiche chimiche compatibili con i criteri RENURE. Tra i parametri rilevanti figurano l’elevata proporzione di azoto minerale rispetto all’azoto totale e il basso rapporto tra carbonio organico e azoto minerale.
Non si tratta, quindi, di una liberalizzazione generalizzata dell’impiego dei digestati: l’eventuale esenzione riguarderebbe soltanto i materiali che soddisfano i requisiti stabiliti e le condizioni previste dalla normativa.
Meno fertilizzanti di sintesi e maggiore recupero dell’azoto
La revisione si inserisce nel contesto delle tensioni geopolitiche e dell’instabilità dei mercati internazionali dei fertilizzanti, che continuano a influenzare i costi di produzione agricola e la sicurezza degli approvvigionamenti.
Il recupero dell’azoto contenuto nel letame può contribuire a sostituire una parte dei fertilizzanti minerali di sintesi, la cui produzione richiede grandi quantità di energia. Per le aziende agricole, il beneficio potenziale consiste in una riduzione degli acquisti di concimi commerciali e in una maggiore valorizzazione delle risorse già disponibili sul territorio.
La misura favorirebbe inoltre lo sviluppo di sistemi di fertilizzazione circolare, nei quali i nutrienti contenuti negli effluenti zootecnici vengono recuperati e restituiti ai terreni agricoli. Un modello particolarmente interessante per i territori ad alta concentrazione di allevamenti e per gli impianti di digestione anaerobica che producono biogas o biometano.
L'effettivo vantaggio economico e ambientale dipenderà, tuttavia, dai costi dei trattamenti necessari, dalla composizione dei materiali ottenuti e dalle condizioni agronomiche di utilizzo.
Dai digestati ai fertilizzanti: il ruolo del trattamento
I digestati sono i materiali residui della digestione anaerobica della sostanza organica utilizzata per produrre biogas o biometano. Contengono nutrienti, tra cui azoto, fosforo e potassio, e possono essere impiegati in agricoltura come fertilizzanti organici o ammendanti.
Attraverso processi di separazione e trattamento è possibile ottenere frazioni solide e liquide con proprietà differenti. La proposta europea si concentra su alcune di queste ultime, caratterizzate da una maggiore disponibilità di azoto minerale e da una minore presenza relativa di materia organica.
Queste caratteristiche possono renderle agronomicamente più simili ai fertilizzanti minerali convenzionali, soprattutto per quanto riguarda la disponibilità dell’azoto per le colture.
Il riferimento tecnico della Commissione è il rapporto del Centro comune di ricerca (JRC), dedicato alla valutazione del potenziale impiego sicuro dei digestati agricoli come materiali fertilizzanti: leggi il rapporto del JRC.
Resta centrale la necessità di prevenire le perdite di azoto, la lisciviazione dei nitrati verso le acque e gli altri impatti ambientali legati a un impiego non corretto dei fertilizzanti.
Consultazione pubblica e tempi per l’approvazione
La bozza di modifica sarà sottoposta a una consultazione pubblica della durata di un mese. Successivamente, il testo dovrà ottenere il sostegno di una maggioranza qualificata degli Stati membri in seno al Comitato nitrati.
In caso di esito positivo, si aprirà un periodo di esame di tre mesi da parte del Parlamento europeo e del Consiglio. Al termine della procedura, la Commissione potrà adottare formalmente la modifica, se non interverranno obiezioni secondo le regole applicabili.
La consultazione è disponibile sulla piattaforma europea Have Your Say: consulta la proposta sulla direttiva nitrati.
L’iniziativa attua gli orientamenti del Piano d’azione dell’Ue sui fertilizzanti, adottato nel maggio 2026, e della Strategia europea per il settore zootecnico, approvata nel luglio 2026, che avevano annunciato una valutazione dell’estensione delle norme RENURE a determinate frazioni liquide dei digestati derivati dal letame.
L’obiettivo dichiarato di Bruxelles è arrivare a soluzioni utilizzabili dalle aziende agricole in vista della stagione colturale della primavera 2027. I tempi effettivi dipenderanno però dall’esito della consultazione e dal completamento dell’iter europeo.
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