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Olive da tavola in Spagna oltre le 572 mila tonnellate: cresce il raccolto, ma il caldo penalizza la qualità
Il quarto bollettino previsionale richiesto da Interaceituna stima una produzione di olive da tavola in aumento del 13,7% rispetto alla campagna precedente. Le temperature elevate e la carenza di piogge hanno tuttavia ridotto la quota di frutti con caratteristiche adeguate alla lavorazione da mensa
28 ottobre 2026 | 09:00 | C. S.
Dopo due mesi di raccolta, tra settembre e ottobre, il quadro produttivo delle olive da tavola spagnole si presenta più complesso rispetto alle previsioni iniziali. Le prime stime lasciavano presagire una campagna abbondante e regolare, ma la prolungata assenza di precipitazioni e le temperature elevate hanno compromesso parte della qualità commerciale dei frutti, soprattutto per quanto riguarda il calibro richiesto dall'industria di trasformazione.
Il quarto aforo elaborato su richiesta di Interaceituna indica comunque una produzione potenziale superiore a 572.000 tonnellate, il 13,7% in più rispetto allo stesso periodo della campagna precedente. Il risultato definitivo dipenderà dall'evoluzione meteorologica nelle ultime settimane di raccolta, in particolare per le varietà più tardive, oltre che dalle condizioni economiche e dalle decisioni degli operatori.
Manzanilla: 168.000 tonnellate, ma il calibro resta un problema
La produzione destinata al consumo diretto della Manzanilla è stata progressivamente ridimensionata. Una quota significativa dei frutti non ha raggiunto le dimensioni richieste dall'industria, rendendo necessario il loro eventuale avviamento alla produzione di olio di oliva.
Gli ultimi cambiamenti meteorologici hanno favorito il miglioramento qualitativo di alcune partite. La stima della produzione verdeabile si attesta così a 168.000 tonnellate, il 20% in più rispetto alla campagna precedente.
Gordal: raccolta conclusa, produzione in aumento del 50%
Per la Gordal, la raccolta delle olive verdi è terminata. Il bilancio evidenzia una presenza significativa di frutti azofairón e pelotín, oltre a olive raggrinzite o violacee, deprezzate per la trasformazione da mensa. Non sono mancate, tuttavia, partite di qualità eccellente e con calibri adeguati.
La produzione stimata raggiunge le 35.000 tonnellate, quasi il 50% in più rispetto alla campagna precedente.
Hojiblanca: 267.000 tonnellate, condizionano i ritiri industriali
La Hojiblanca rappresenta una delle componenti più rilevanti del raccolto spagnolo. La maturazione più tardiva, la raccolta meccanizzata e l'ampia superficie coltivata sostengono una produzione elevata.
La destinazione delle olive alla mensa è però condizionata dai limiti imposti dalle industrie, attraverso contingenti di conferimento e restrizioni nei punti di ricevimento. La produzione prevista si colloca a 267.000 tonnellate, il 6% in più rispetto alla campagna precedente.
Cacereña: produzione in crescita fino a 40.000 tonnellate
Le prime piogge autunnali hanno favorito le aree tradizionali di coltivazione della Cacereña, migliorando la raccolta nelle zone più precoci delle comarche di Granadilla e Ambroz, in Estremadura.
Al quantitativo proveniente dagli oliveti tradizionali si aggiungono le produzioni dei nuovi impianti superintensivi realizzati in Andalusia ed Estremadura. La stima sale pertanto a 40.000 tonnellate.
Carrasqueña: recuperano le olive ancora da raccogliere
Anche per la Carrasqueña, le previsioni relative alle olive da mensa sono state progressivamente ridotte a causa del disseccamento dei frutti e del calibro insufficiente di una parte della produzione.
L'ultimo campionamento ha tuttavia individuato un numero significativo di appezzamenti con olive ancora idonee alla raccolta per il consumo diretto. La produzione verdeabile viene quindi stimata intorno a 47.000 tonnellate.
Un raccolto abbondante non significa più olive di qualità
Il quarto aforo mette in evidenza una distinzione importante per il mercato: l'aumento della produzione complessiva non coincide necessariamente con una crescita equivalente delle olive effettivamente utilizzabili per il consumo da mensa.
Il caldo persistente e la scarsità di acqua hanno inciso sullo sviluppo dei frutti, sui calibri e sulle caratteristiche commerciali richieste dagli operatori. Le olive non idonee alla lavorazione da mensa possono essere destinate alla produzione olearia, quando le loro condizioni lo consentono.
Per l'industria spagnola, il bilancio finale dipenderà quindi non soltanto dalle tonnellate raccolte, ma anche dalla distribuzione dei calibri, dalla qualità delle partite e dalla capacità degli impianti di assorbire i conferimenti. Le ultime settimane di campagna saranno decisive per verificare se le condizioni meteorologiche riusciranno a migliorare ulteriormente la qualità delle varietà tardive.
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