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Olio di oliva, la Spagna prepara il nuovo raccolto con oltre 470mila tonnellate ancora disponibili

Olio di oliva, la Spagna prepara il nuovo raccolto con oltre 470mila tonnellate ancora disponibili

Il mercato spagnolo arriva alla vigilia della nuova campagna con scorte superiori a quelle dello scorso anno. Ad agosto le uscite si sono fermate a 94mila tonnellate, mentre per settembre si attende una ripresa dei consumi e delle vendite

14 settembre 2026 | 16:00 | T N

I dati provvisori dell’Agencia de Información y Control Alimentarios (AICA) relativi ad agosto 2026 confermano sostanzialmente le attese degli operatori del settore oleicolo spagnolo. Il mese estivo, tradizionalmente caratterizzato da una minore attività commerciale, ha registrato uscite di olio di oliva pari a 94.083 tonnellate, al netto delle importazioni.

Si tratta di un livello in linea con quello osservato negli ultimi anni durante il mese di agosto e che va letto considerando anche il possibile contributo delle importazioni, stimate intorno alle 20mila tonnellate.

Sul fronte produttivo, la campagna 2025/26 si chiude con una produzione complessiva di 1.301.761 tonnellate, un volume che consente al mercato spagnolo di arrivare al passaggio tra le due campagne con una disponibilità significativa di prodotto.

Oltre 470mila tonnellate ancora sul mercato

La fotografia delle scorte al 31 agosto evidenzia 264.799 tonnellate presso i frantoi e altre 206.615 tonnellate detenute dagli operatori dell'industria di confezionamento. A queste si aggiungono 4.020 tonnellate presso le PCO.

Nel complesso, le disponibilità superano quindi le 475mila tonnellate, un livello che lascia al mercato un margine di sicurezza importante in vista dell'avvio della nuova campagna.

La stima degli operatori è che, con il normale ritmo di commercializzazione di settembre, le giacenze possano scendere intorno alle 370mila tonnellate a fine mese. Il dato sarebbe comunque superiore di circa 100mila tonnellate rispetto allo stesso momento dell'anno precedente.

Il livello delle scorte va però interpretato anche nella sua composizione. Particolarmente significativo è il quantitativo relativamente contenuto nelle mani degli imbottigliatori, poco sopra le 206mila tonnellate, mentre circa 265mila tonnellate risultano ancora stoccate nei frantoi

Settembre decisivo per il passaggio di campagna

Il comportamento delle vendite nelle prossime settimane sarà determinante per definire l'equilibrio del mercato. Se a settembre le uscite dovessero tornare sui livelli dei mesi precedenti, gli operatori stimano un movimento nell'ordine delle 115-120mila tonnellate.

In questo scenario, il livello delle scorte residue dovrebbe risultare sufficiente a garantire un passaggio di campagna senza particolari tensioni. L'arrivo dei primi quantitativi della nuova produzione potrebbe quindi avvenire in un mercato già adeguatamente rifornito, evitando una brusca competizione tra prodotto vecchio e nuovo.

Il punto centrale, dunque, non sarebbe tanto la disponibilità fisica di olio quanto la velocità con cui il mercato riuscirà ad assorbire le scorte ancora presenti nella filiera.

Prezzi in origine, il mercato mostra prudenza

Un segnale interessante arriva intanto dalle quotazioni all'origine. Nella seconda settimana di settembre i prezzi hanno mostrato una sostanziale stabilità, accompagnata persino da alcuni recuperi nel segmento dei lampanti.

Il movimento assume particolare rilevanza perché il lampante rappresenta una delle categorie più sensibili alle dinamiche di disponibilità e di domanda. Una sua maggiore tenuta può riflettersi positivamente anche sulle categorie superiori, contribuendo a sostenere le quotazioni degli oli vergini ed extravergini.

Il mercato sembra quindi aver iniziato a gestire il passaggio tra le campagne con una certa cautela, evitando reazioni eccessive nonostante il progressivo avvicinarsi del nuovo raccolto.

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