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La Spagna investe sempre più nell'olivicoltura irrigua: 9000 ettari in Castilla La Mancha
Il governo regionale ha presentato alla Confederazione Idrografica del Guadalquivir un progetto per trasformare tra 6.000 e 9.000 ettari di oliveto da asciutto a irrigato. L’intervento, sostenuto da un investimento di 15 milioni di euro
03 agosto 2026 | 11:00 | C. S.
La Castiglia-La Mancia punta sull’irrigazione per rafforzare il futuro dell’olivicoltura nel Campo de Montiel. Il governo regionale ha infatti chiesto alla Confederazione Idrografica del Guadalquivir la trasformazione in regadio di una superficie compresa tra 6.000 e 9.000 ettari di oliveto, considerandola un’azione strategica per aumentare la produttività delle aziende agricole e garantire una gestione più efficiente dell’acqua.
La proposta è stata inserita nel pacchetto di oltre cento osservazioni presentate dall’esecutivo autonomico nell’ambito della revisione dei piani idrologici delle diverse demarcazioni che interessano il territorio regionale.
Prima fase da 1.000 ettari e investimento da 15 milioni
Il vicepresidente secondo della Castiglia-La Mancia, José Manuel Caballero, ha spiegato che il progetto prevede un investimento complessivo di 15 milioni di euro e che l’obiettivo iniziale è accelerare l’avvio di una prima fase da circa 1.000 ettari irrigui.
Secondo il governo regionale, l’ampliamento della superficie irrigata rappresenta uno strumento fondamentale per aumentare la resilienza degli oliveti in una zona che negli ultimi anni ha subito gli effetti della siccità e della crescente irregolarità climatica.
L’irrigazione, nelle intenzioni della Regione, dovrebbe consentire una maggiore stabilità delle produzioni, migliorare la redditività delle aziende olivicole e favorire un utilizzo più razionale delle risorse disponibili attraverso sistemi moderni ed efficienti.
Acqua e sviluppo agricolo al centro della pianificazione
Le osservazioni presentate dalla Castiglia-La Mancia riguardano tutte le confederazioni idrografiche con competenze sul territorio regionale, con particolare attenzione ai bacini del Guadiana e del Guadalquivir.
Quest’ultimo interessa direttamente il Campo de Montiel, oltre ad alcune aree della comarca di Puertollano e diversi comuni del sud-ovest della provincia di Albacete.
L’esecutivo regionale sostiene che la pianificazione idrologica debba tenere conto non solo della tutela ambientale, ma anche delle esigenze economiche e agricole dei territori rurali. In questo quadro, la modernizzazione delle infrastrutture irrigue viene indicata come una priorità per garantire competitività e sostenibilità al settore primario.
Richiesta di sostegno per la depurazione nei piccoli comuni
Tra le altre richieste avanzate dalla Regione figura anche una revisione dell’applicazione delle future norme europee sul trattamento delle acque reflue.
La Castiglia-La Mancia chiede che i nuovi obblighi in materia di depurazione siano accompagnati da adeguati finanziamenti nazionali o comunitari, in modo da permettere ai piccoli comuni, soprattutto quelli con meno di 2.000 abitanti, di realizzare gli investimenti necessari senza mettere sotto pressione i bilanci locali.
Trasparenza sulle proposte per il futuro dell’acqua
Caballero ha infine rivolto un appello alle amministrazioni e agli enti coinvolti nel processo di consultazione pubblica affinché rendano note le proprie osservazioni sui piani idrologici.
Secondo il vicepresidente regionale, una maggiore trasparenza consentirebbe di comprendere meglio le diverse posizioni in campo e favorirebbe un confronto più ampio sul futuro della gestione dell’acqua, una risorsa considerata decisiva per lo sviluppo agricolo ed economico della Castiglia-La Mancia.
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