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Olive da tavola spagnole in difficoltà: export in calo del 9%, crollo del mercato Usa

Olive da tavola spagnole in difficoltà: export in calo del 9%, crollo del mercato Usa

Il rapporto del Ministero dell’Agricoltura spagnolo fotografa una fase complessa per la filiera: diminuiscono le esportazioni, aumentano la pressione competitiva di Egitto e Turchia e gli operatori denunciano il peso dei costi produttivi e delle barriere commerciali

02 agosto 2026 | 10:00 | C. S.

Le esportazioni spagnole di olive da tavola attraversano una fase di forte difficoltà. I dati del Ministero dell’Agricoltura spagnolo relativi al periodo dal 1° settembre al 30 aprile confermano una tendenza negativa per uno dei comparti simbolo dell’agroalimentare iberico: le vendite sui mercati esteri sono diminuite del 9% in volume rispetto alla campagna precedente e del 17% se confrontate con la media delle ultime quattro campagne.

Anche il valore complessivo dell’export registra una contrazione, pari al 6%. Un calo che tuttavia si accompagna a un aumento del valore unitario delle spedizioni, cresciuto del 3% rispetto alla precedente campagna e del 28% rispetto alla media del quadriennio precedente. Un incremento legato soprattutto alla crescita dei costi sostenuti dalla filiera, che negli ultimi anni ha dovuto affrontare prezzi elevati delle materie prime agricole, maggiori spese per la manodopera e nuovi oneri legati a sostenibilità e sicurezza alimentare.

Stati Uniti, il mercato più colpito

Tra i fattori che hanno determinato la frenata dell’export spagnolo pesa soprattutto la perdita di competitività negli Stati Uniti, primo mercato mondiale per valore delle esportazioni spagnole di olive da tavola.

Nel periodo analizzato gli Stati Uniti hanno rappresentato 118 milioni di euro di acquisti, pari al 17,7% del totale esportato dalla Spagna. Tuttavia, il segmento delle olive nere ha subito un vero e proprio tracollo: dal 2018 le vendite sono diminuite del 70%.

La quota spagnola sulle importazioni statunitensi di olive nere è passata dal 75% del 2017, quando la Spagna era il principale fornitore del mercato americano, al 22% nel 2026.

A penalizzare il comparto continua a essere soprattutto il mantenimento dei dazi statunitensi sulle olive nere spagnole, una misura che secondo gli operatori crea uno squilibrio competitivo rispetto agli altri Paesi fornitori. Nello stesso periodo, infatti, Egitto e Turchia hanno registrato una forte crescita delle proprie esportazioni verso gli Usa: rispettivamente +310% e +136%.

La concorrenza internazionale mette sotto pressione la filiera

La riduzione delle esportazioni viene attribuita anche alla crescente pressione dei Paesi concorrenti, capaci di offrire prodotto a costi inferiori. Secondo l’industria spagnola, la filiera nazionale sta sostenendo da quattro campagne un livello di costi produttivi molto più elevato rispetto ai competitor.

In particolare, vengono citati i prezzi pagati agli agricoltori, spesso considerati troppo elevati rispetto agli standard internazionali, oltre agli investimenti richiesti per adeguarsi alle normative ambientali, ai sistemi di tracciabilità e ai requisiti di sicurezza alimentare.

Un differenziale che rende sempre più difficile mantenere le quote sui mercati esteri, soprattutto nei segmenti maggiormente sensibili al prezzo.

Crescono le importazioni, Portogallo primo fornitore

Mentre rallenta l’export, aumentano gli ingressi di olive da tavola in Spagna. Le importazioni sono cresciute del 16% in volume rispetto allo stesso periodo della campagna precedente.

Una parte significativa riguarda olive crude o semilavorate destinate a ulteriori processi di trasformazione negli stabilimenti spagnoli, sia per il consumo interno sia per la successiva riesportazione.

Il Portogallo si conferma il principale Paese di origine, con il 48% delle importazioni complessive, anche se registra una diminuzione dell’11% rispetto alla campagna precedente. In crescita invece il peso di Egitto e Grecia, che stanno progressivamente rafforzando la loro presenza sul mercato spagnolo.

Asemesa chiede interventi per recuperare competitività

Secondo Antonio de Mora, segretario generale di Asemesa, l’associazione spagnola dei produttori ed esportatori di olive da tavola, il settore continua a resistere nonostante un quadro economico e commerciale sempre più difficile.

Tra le principali criticità evidenziate dall’organizzazione figurano il mancato superamento dei dazi statunitensi sulle olive nere spagnole e le condizioni dell’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur, ritenute penalizzanti per la produzione europea.

Per la filiera spagnola diventa quindi prioritario recuperare competitività internazionale e garantire condizioni di concorrenza più equilibrate. La difesa dei mercati esteri resta una sfida strategica per un settore che rappresenta uno dei principali pilastri dell’agricoltura iberica.

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