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Vendite solide di olio di oliva in Spagna, Jaén si prepara a controllare il 40% delle scorte
Le uscite di giugno sfiorano le 95.100 tonnellate, mentre le giacenze scendono a 683 mila tonnellate. Se il ritmo delle vendite resterà costante, a fine campagna circa 156 mila tonnellate saranno concentrate nelle cooperative e nei frantoi della provincia di Jaén
14 luglio 2026 | 08:30 | T N
Il mercato spagnolo dell'olio d'oliva continua a dare prova di solidità. I dati provvisori relativi al mese di giugno, elaborati dall'Agenzia spagnola per l'Informazione e il Controllo Alimentare (AICA), evidenziano un volume di uscite pari a circa 95.100 tonnellate, al netto delle importazioni. Un risultato giudicato positivo dagli operatori, anche se leggermente inferiore alle aspettative, considerando che giugno ha beneficiato di due giornate lavorative in più rispetto al mese precedente.
Il bilancio conferma comunque la capacità del settore di adattarsi alle attuali condizioni di mercato. A fine giugno, le scorte detenute dai frantoi si attestavano intorno a 420.000 tonnellate, alle quali si aggiungono 258.237 tonnellate nei magazzini degli imbottigliatori e circa 5.900 tonnellate custodite dal Patrimonio Comunale Olivicolo.
Le disponibilità complessive raggiungono così 683.345 tonnellate. Se il ritmo delle vendite dovesse mantenersi invariato fino alla fine di ottobre, il collegamento tra la campagna 2025/26 e la successiva potrebbe attestarsi intorno alle 400.000 tonnellate.
L'elemento più significativo riguarda ancora una volta la provincia di Jaén, destinata a detenere circa il 40% delle scorte nazionali, pari a circa 156.000 tonnellate. Un livello che conferma il ruolo strategico della principale area olivicola mondiale nella gestione dell'offerta fino all'arrivo dei nuovi oli extravergini della prossima raccolta.
Sul fronte dei prezzi, il mercato all'origine sembra aver trovato un nuovo punto di equilibrio dopo i forti ribassi registrati nei mesi scorsi. Secondo gli ultimi dati del sistema POOLred, il prezzo medio dell'olio extravergine di oliva si colloca intorno ai 3,90 euro/kg, mentre il vergine si attesta poco sopra i 3,35 euro/kg. Quotazioni che riflettono un mercato più stabile, sostenuto da una domanda regolare e da una progressiva riduzione delle giacenze, pur restando nettamente inferiori ai livelli record raggiunti nel corso del 2024.
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