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Droni in campo contro la mosca dell'olivo: in Andalusia parte una nuova sperimentazione per una difesa più sostenibile

Droni in campo contro la mosca dell'olivo: in Andalusia parte una nuova sperimentazione per una difesa più sostenibile

La DOP Sierra Mágina amplia i test con i droni per il trattamento fitosanitario degli oliveti. L'obiettivo è aumentare la precisione degli interventi, ridurre il consumo di prodotti fitosanitari e migliorare la gestione delle aree più difficili da raggiungere

10 luglio 2026 | 11:00 | C. S.

La lotta alla mosca dell'olivo entra in una nuova fase grazie all'impiego delle tecnologie di agricoltura di precisione. La Denominazione di Origine Protetta (DOP) Sierra Mágina, in Andalusia, ha avviato una nuova campagna di monitoraggio e controllo del principale parassita dell'olivo, affiancando ai tradizionali sistemi di difesa una sperimentazione sempre più estesa sull'utilizzo dei droni per l'applicazione dei trattamenti fitosanitari.

Dopo i risultati positivi ottenuti nelle prove pilota realizzate lo scorso anno nel comune di Huelma, il progetto coinvolgerà ora nuovi comuni e cooperative del comprensorio. Lo scopo è verificare, su una scala più ampia, l'efficacia delle applicazioni effettuate con i droni rispetto ai metodi convenzionali.

La nuova tecnologia potrebbe rappresentare un'importante risorsa soprattutto per gli oliveti tradizionali situati in aree collinari o caratterizzate da forti pendenze, dove l'accesso con i mezzi agricoli è spesso complesso. Grazie alla capacità di effettuare interventi mirati, i droni consentono di distribuire i prodotti fitosanitari con maggiore precisione, limitando gli sprechi e riducendo il numero di passaggi in campo.

La campagna prevede anche un articolato sistema di monitoraggio della mosca dell'olivo. I tecnici della DOP hanno installato 42 stazioni di controllo distribuite nell'area di produzione, dove verranno effettuati rilievi settimanali per valutare la presenza dell'insetto, la fertilità degli adulti e il livello di infestazione dei frutti, secondo il protocollo della Rete Andalusa di Allerta e Informazione Fitosanitaria (RAIF).

I dati raccolti consentiranno di individuare il momento più opportuno per intervenire, ottimizzando i trattamenti e riducendo le applicazioni non necessarie. Le informazioni saranno condivise ogni settimana con cooperative, frantoi e operatori della filiera affinché possano trasferire tempestivamente le indicazioni agli olivicoltori.

Parallelamente continuerà a essere impiegato il tradizionale trattamento esca localizzato, che rimane il sistema di controllo prevalente. L'introduzione dei droni non punta infatti a sostituire le tecniche consolidate, ma a integrarle con uno strumento capace di aumentare l'efficienza degli interventi.

Oltre agli aspetti agronomici, la sperimentazione guarda anche ai benefici ambientali ed economici. Un impiego più preciso dei fitosanitari può contribuire a ridurne i consumi, limitare l'impatto ambientale delle operazioni, diminuire le emissioni legate ai trattamenti e migliorare la sicurezza degli operatori agricoli, aprendo la strada a un modello di olivicoltura sempre più sostenibile e tecnologicamente avanzato.

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