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Il mercato globale dell'olio di oliva, a Lisbona il settore si confronta sulle sfide future

Il mercato globale dell'olio di oliva, a Lisbona il settore si confronta sulle sfide future

Il 123° Consiglio dei Membri del Consiglio oleicolo internaizonale e la riunione del Comitato Consultivo hanno tracciato le priorità per il comparto: dalla sostenibilità alla certificazione dei crediti di carbonio, fino all'espansione in nuovi mercati come il Brasile

30 giugno 2026 | 18:15 | T N

La capitale portoghese ha ospitato il 123° Consiglio dei Membri del Consiglio Oleicolo Internazionale (COI) e la 66° riunione del suo Comitato Consultivo, due appuntamenti fondamentali per il dialogo e la cooperazione nel settore dell'olio d'oliva e delle olive da tavola. I Paesi membri dell'organizzazione rappresentano circa il 95% della produzione mondiale.

Ai lavori, svoltisi il 29 e 30 giugno su invito del Ministero dell'Agricoltura portoghese, hanno preso parte delegazioni di 48 Paesi membri, oltre a rappresentanti di Stati osservatori come Stati Uniti, Brasile, Perù e Siria, e di organizzazioni internazionali come il CIHEAM e l'AOAD. La scelta di Lisbona come sede sottolinea il crescente peso del settore oleicolo portoghese, trainato in anni recenti da modernizzazione, innovazione tecnologica e rafforzamento delle esportazioni.

"Il futuro del settore dell'olio d'oliva dipende dalla nostra capacità di coniugare tradizione e innovazione", ha dichiarato José Manuel Fernandes, Ministro dell'Agricoltura e del Mare del Portogallo. "Il Portogallo resta impegnato a investire in produzione sostenibile, gestione efficiente dell'acqua, progresso tecnologico e promozione dell'olio d'oliva sui mercati internazionali".

I partecipanti hanno concordato che le principali sfide per i prossimi anni saranno migliorare la resilienza ai cambiamenti climatici, gestire la volatilità dei mercati, promuovere sistemi produttivi sempre più sostenibili, aprire nuove opportunità commerciali e rafforzare la fiducia dei consumatori attraverso standard di qualità rigorosi e armonizzati.

Un settore sempre più globale

Negli ultimi sei decenni, produzione e consumo mondiale di olio d'oliva sono triplicati. Attualmente, circa il 45% del consumo globale avviene al di fuori dei Paesi produttori tradizionali, e l'olivo è coltivato in tutti e cinque i continenti.

"L'olio d'oliva non è più solo un prodotto mediterraneo. Oggi è consumato in tutto il mondo, e i principali motori della crescita della domanda si trovano in mercati sempre più diversificati", ha sottolineato Jaime Lillo, Direttore Esecutivo del COI. "Questa internazionalizzazione richiede maggiore cooperazione, condivisione di conoscenze e standard di qualità robusti".

In questo contesto, il COI ha ribadito il proprio impegno ad ampliare la base dei membri e a rafforzare i quadri di cooperazione internazionale. Il Pakistan ha confermato i progressi nel processo di adesione, con un settore in crescita che ha prodotto 1.500 tonnellate di olio nella campagna 2024/25. La Siria ha formalmente manifestato l'interesse a rientrare nell'organizzazione, forte di una produzione di 122.000 tonnellate e di un surplus esportabile di 22.000 tonnellate.

Particolarmente significativa è la partecipazione del Brasile, la cui influenza nel commercio internazionale è in crescita: le importazioni di olio d'oliva sono aumentate di quasi il 60% nell'ultimo decennio, passando da 50.000 a 80.000 tonnellate, consolidando il Paese come primo mercato importatore in America Latina. Il COI ha pertanto esteso fino al 2027 la propria campagna promozionale in Brasile. Anche il Perù, con una produzione di olive da tavola che supera le 30.000 tonnellate a stagione, ha mostrato un crescente interesse ad approfondire la cooperazione.

Sostenibilità e qualità al centro

Durante i lavori, il COI ha presentato i risultati della fase pilota del progetto bilancio di carbonio. La piattaforma digitale, gratuita e accessibile a tutti, consente di calcolare il bilancio di carbonio di un oliveto e di simulare come migliorarlo con pratiche agricole sostenibili. Dopo il lancio ufficiale, previsto nell'ultimo trimestre dell'anno in diverse lingue, lo strumento ha già generato 110 report su oltre 20.000 ettari in 16 Paesi, rappresentando il più grande studio mai realizzato con dati reali sulla capacità di sequestro del carbonio degli oliveti. I risultati mostrano un bilancio medio di 4,19 t CO2e/ha/anno, confermando il potenziale dell'olivo come strumento nella lotta ai cambiamenti climatici.

I Paesi membri hanno dato il via libera alla seconda fase del progetto: la progettazione di un sistema di certificazione e registrazione di crediti di carbonio volontari per oliveti, supportato dalla tecnologia blockchain e compatibile con il nuovo regolamento europeo (UE) 2024/3012.

In tema di valorizzazione, è stato presentato un aggiornamento dello studio del 2010 sulle denominazioni di origine e indicazioni geografiche. L'analisi evidenzia la maturità del sistema europeo (168 registri) e la forte crescita nei Paesi extra-UE, dove il numero di indicazioni protette è aumentato del 1.060% negli ultimi quindici anni. Queste certificazioni sono fondamentali per migliorare qualità, valore di mercato e percezione dei consumatori.

Infine, l'associazione spagnola QvExtra! International ha presentato il marchio SIQEV, un sigillo di qualità per oli extravergini con composti bioattivi in grado di comunicare, in linea con le normative europee, i benefici per la salute legati alla protezione antiossidante e al mantenimento dei normali livelli di colesterolo.

Lisbona capitale mondiale dell'olio d'oliva

Le riunioni statutarie del COI coincidono con la seconda edizione del Olive Oil World Congress (OOWC), in programma il 2 e 3 luglio al Centro Culturale di Belém. Il congresso affronterà temi strategici come l'adattamento al cambiamento climatico, la digitalizzazione, l'intelligenza artificiale in agricoltura, la qualità e autenticità dell'olio e l'impatto dell'instabilità geopolitica sui mercati.

Tra i relatori di spicco, Fabrice DeClerck, direttore scientifico di EAT, che analizzerà il contributo dell'olio d'oliva alla salute umana e alla sostenibilità dei sistemi alimentari. Per il COI interverranno il Direttore Esecutivo Jaime Lillo, il Vicedirettore Abderraouf Laajimi, e i responsabili degli uffici tecnici Mercedes Fernández e Juan Antonio Polo.

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