Mondo

Export di olio d’oliva tunisino in forte crescita: l’Italia si conferma seconda cliente mondiale

Export di olio d’oliva tunisino in forte crescita: l’Italia si conferma seconda cliente mondiale

Nella campagna 2025-2026 le esportazioni tunisine di olio d’oliva volano a +63,9% in volume e +49,2% in valore. L’Italia assorbe il 19,6% del totale e diventa primo importatore per il bio. Resta critica la bassa incidenza del confezionato

03 giugno 2026 | 10:00 | C. S.

L’olio d’oliva tunisino continua la sua marcia trionfale sui mercati internazionali. Secondo i dati diffusi dall’Office national de l’agriculture (Onagri) lunedì 1° giugno 2026, tra novembre 2025 e aprile 2026 il Paese nordafricano ha esportato 295.400 tonnellate, contro le 180.200 dello stesso periodo della campagna precedente: un balzo del 63,9%.

Una crescita che si riflette positivamente anche sulle entrate: le ricavi da esportazione hanno raggiunto i 3.643,8 milioni di dinari (circa 1,1 miliardi di euro al cambio attuale), in aumento del 49,2% rispetto ai 2.442,4 milioni della scorsa annata.

L’Italia, seconda acquirente mondiale

Sul fronte delle destinazioni, l’Unione Europea rimane di gran lunga il primo mercato, assorbendo da sola il 56,5% dei volumi esportati dalla Tunisia. Seguono l’America del Nord (23,2%), l’Asia (12,1%) e l’Africa (4,5%).

A livello di singoli Paesi, l’Italia si conferma la seconda cliente mondiale della Tunisia per l’olio d’oliva, con una quota del 19,6% dei volumi totali. Davanti a tutti resta la Spagna, che da sola ne acquista il 32,3%. Al terzo posto gli Stati Uniti (19%).

Olio bio: l’Italia è il primo mercato

Particolarmente interessante il dato relativo all’olio d’oliva biologico. Nei primi sei mesi della campagna 2025-2026, la Tunisia ne ha esportato 37.900 tonnellate per un valore di 497,7 milioni di dinari. In questo segmento, l’Italia diventa primo importatore assoluto con il 38% dei volumi bio, davanti a Stati Uniti (25%), Spagna (24%) e Francia (8%).

Il prezzo medio dell’olio bio tunisino si è attestato a 13,12 dinari/kg (circa 3,90 euro/kg), con una forbice che va dai 12,94 dinari/kg per lo sfuso ai 16,15 dinari/kg per il confezionato.

Prezzi in calo nonostante il boom

Un dato che controcorrente emerge dal report è la flessione dei prezzi. In aprile 2026, il prezzo medio dell’olio d’oliva tunisino è sceso a 12,67 dinari/kg, contro i 13,77 dinari/kg di aprile 2025: un calo dell’8%. A seconda delle categorie, i prezzi all’esportazione sono variati tra 8,81 e 16,55 dinari/kg.

Il nodo del confezionato

Nonostante i volumi record, l’Onagri sottolinea un limite strutturale: l’olio confezionato rappresenta ancora una quota marginale, pari appena al 12,5% dei volumi esportati (era l’11,9% nella campagna precedente). Il restante 87,5% viaggia infatti ancora alla rinfusa, penalizzando il valore aggiunto.

Segnale positivo invece per la qualità: l’olio extra vergine domina largamente l’export tunisino, con l’83,5% dei volumi complessivi.

Potrebbero interessarti

Mondo

Oleolovers: Jaén punta tutto sul “mare di ulivi” per il turismo

La provincia andalusa lancia un progetto da 170 esperienze immersive finanziato con 4,5 milioni di euro dai fondi Next Generation EU. Oltre 250 imprese coinvolte per attrarre visitatori da tutta Europa

02 giugno 2026 | 11:00

Mondo

I nuovi padroni dell'olivicoltura mondiale: SDG Farmland

Van Lanschot Kempen amplia la piattaforma Rio de Azeite con un nuovo oliveto irrigato in Portogallo: 400 ettari nella regione di Alqueva per rafforzare la produzione sostenibile di olio extra vergine di oliva

01 giugno 2026 | 11:00

Mondo

L'olio di oliva spagnolo merita un prezzo sopra i 5 euro al chilo

L’associazione Olive A denuncia la pressione al ribasso nonostante la domanda forte e le scorte minime. Richiesto un prezzo minimo di 5 euro al chilo per garantire la redditività dell’oliveto tradizionale, mentre i costi di produzione aumentano e la prossima campagna si preannuncia incerta

01 giugno 2026 | 09:00

Mondo

L'Interprofessione olio di oliva spagnola investe 22 milioni per una promozione negli USA contro i dazi

Entro il 2030, gli USA potrebbero diventare i primi consumatori mondiali di olio spagnolo, superando il mercato interno. Obiettivo della campagna: rafforzare la propria presenza nel mercato strategico per eccellenza e contrastare l’impatto dei dazi commerciali

30 maggio 2026 | 10:00

Mondo

Nasce il marchio SIQEV, per l'olio extravergine di oliva benefici per cuore e antiossidanti certificati

L’associazione spagnola QvExtra! lancia una nuova certificazione per gli oli extravergini con elevato contenuto di polifenoli, vitamina E e grassi insaturi. In arrivo sugli scaffali 36 marchi con indicazioni salutistiche riconosciute dalla normativa europea

29 maggio 2026 | 10:00

Mondo

Fondi Agricoli Europei: la prevenzione delle frodi cambia passo

Ginger è il progetto europeo a cui il CREA intende dare supporto, un’iniziativa strategica che rafforza la tutela e la trasparenza nella gestione dei fondi europei destinati all’agricoltura e allo sviluppo dei territori

29 maggio 2026 | 09:00