L’Interprofessione dell’Olio d’Oliva Spagnolo (Interprofesional del Aceite de Oliva Español) investirà 22 milioni di euro in una “potente” campagna di promozione negli Stati Uniti. L’obiettivo è duplice: rafforzare la presenza dell’olio d’oliva spagnolo in uno dei mercati considerati strategici per il settore e, allo stesso tempo, contrastare l’impatto negativo dei dazi commerciali.
A darne l’annuncio è stato il presidente dell’Interprofessionale, Pedro Barato, durante un convegno organizzato da El Economista, a cui ha assistito anche Olimerca. L’incontro ha messo in luce l’impegno di tre grandi leader del settore verso la qualità, il rafforzamento dei marchi e l’attenzione al consumatore.
Nel suo intervento, Barato ha riconosciuto la necessità di combattere i dazi, affermando che l’unico modo per farlo è sviluppare campagne di promozione in un mercato che resterà prioritario per l’olio spagnolo, grazie alla crescita costante del suo consumo.
Secondo le previsioni del settore, gli Stati Uniti potrebbero diventare entro il 2030 i primi consumatori mondiali di olio d’oliva spagnolo, superando lo stesso mercato nazionale, con un consumo annuo previsto superiore alle 530.000 tonnellate. Attualmente, il paese nordamericano importa già il 50% del consumo mondiale al di fuori dell’Unione Europea, confermandosi un mercato totalmente strategico e di primaria importanza per la Spagna.
Parallelamente, il direttore generale dell’Associazione Spagnola dell’Industria e del Commercio Esportatore di Olio d’Oliva (Asoliva), Rafael Pico Acevedo, ha ricordato che il settore ha chiesto formalmente l’eliminazione del dazio sia alla Segreteria di Stato per il Commercio spagnola sia alla Direzione Generale del Commercio della Commissione Europea. Secondo Pico, si sta lavorando con senatori e congressisti sia repubblicani che democratici, con la speranza di ottenere risultati concreti entro il 24 luglio, data fino alla quale l’attuale dazio resterà in vigore.





