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Tornano a crescere le vendite di fitofarmaci in Europa

Tornano a crescere le vendite di fitofarmaci in Europa

Fungicidi e diserbanti restano i prodotti più utilizzati. Francia, Spagna, Germania e Italia concentrano oltre due terzi delle vendite europee. Ma rispetto al 2011 il mercato resta in diminuzione del 12%

17 maggio 2026 | 09:00 | C. S.

Nel 2024 le vendite di pesticidi nell’Unione europea hanno raggiunto circa 316 mila tonnellate, segnando un aumento dell’8% rispetto al 2023 e interrompendo così due anni consecutivi di flessione. È quanto emerge dai nuovi dati pubblicati da Eurostat, che fotografano l’andamento del mercato dei prodotti fitosanitari nei Paesi membri.

Nonostante il rimbalzo registrato nell’ultimo anno, il livello delle vendite rimane comunque inferiore del 12% rispetto al 2011, quando nell’UE furono commercializzate quasi 351 mila tonnellate di pesticidi.

La categoria più venduta nel 2024 è stata quella dei “fungicidi e battericidi”, che rappresenta il 40% del totale. Seguono gli “erbicidi, disseccanti e prodotti contro il muschio” con il 35%, mentre “insetticidi e acaricidi” coprono il 17% delle vendite complessive.

A trainare il mercato europeo sono soprattutto i grandi produttori agricoli del continente. Francia, Spagna, Germania e Italia hanno infatti concentrato insieme il 68% dei volumi venduti nell’UE: la Francia guida con il 22% del totale, seguita dalla Spagna con il 19%, dalla Germania con il 14% e dall’Italia con il 13%.

L’analisi di lungo periodo mostra però andamenti molto differenziati tra i vari Stati membri. Tra il 2011 e il 2024 le vendite sono diminuite in 14 dei 21 Paesi per i quali sono disponibili dati comparabili. I cali più marcati sono stati registrati in Repubblica Ceca (-44%), Italia (-43%), Irlanda (-42%) e Portogallo (-40%).

Al contrario, sette Paesi hanno registrato un aumento delle vendite. Gli incrementi più elevati si osservano in Lettonia (+68%), Austria (+52%) e Lituania (+35%).

Secondo gli analisti, il rimbalzo del 2024 potrebbe essere legato a diversi fattori, tra cui condizioni climatiche sfavorevoli, maggiore pressione di parassiti e malattie delle colture, oltre alle oscillazioni dei prezzi agricoli e delle scorte di magazzino. I dati sulle vendite, inoltre, non coincidono necessariamente con l’effettivo utilizzo nei campi, poiché misurano i prodotti immessi sul mercato e non quelli realmente impiegati nelle coltivazioni.

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