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Olivicoltura tradizionale, il Senato spagnolo approva misure di sostegno al settore
Via libera unanime della Commissione Agricoltura a una mozione che chiede aiuti specifici per gli oliveti tradizionali: dalla PAC alle agevolazioni fiscali, fino al controllo delle importazioni e agli investimenti contro la siccità
19 maggio 2026 | 09:00 | C. S.
Il Senato spagnolo accende i riflettori sull’olivicoltura tradizionale. La Commissione Agricoltura, Allevamento e Alimentazione ha approvato all’unanimità una mozione presentata dal Partito Popolare che sollecita il Governo ad adottare un ampio pacchetto di misure per garantire la sostenibilità economica del comparto.
L’iniziativa punta a riconoscere le specificità dell’oliveto tradizionale, caratterizzato da costi produttivi più elevati, minore meccanizzazione e maggiore impiego di manodopera rispetto ai modelli intensivi e superintensivi.
Tra le misure richieste figura un trattamento differenziato nell’ambito della Politica agricola comune (PAC), con aiuti specifici che valorizzino il ruolo economico, sociale e ambientale dell’olivicoltura tradizionale. La mozione propone inoltre una riduzione della pressione fiscale, anche attraverso correttivi ai moduli Irpef per compensare l’aumento dei costi di produzione.
Previsti anche aiuti diretti destinati soprattutto alle aziende situate in aree con difficoltà naturali o a rischio di abbandono, oltre a investimenti nelle infrastrutture idriche e nell’efficienza dell’uso dell’acqua per contrastare gli effetti della siccità.
Il testo approvato chiede poi un rafforzamento dei meccanismi di regolazione e trasparenza del mercato dell’olio d’oliva, con l’obiettivo di limitare la volatilità dei prezzi che penalizza i produttori. Spazio anche alla promozione dell’olio extra vergine proveniente da oliveti tradizionali, valorizzandone qualità, sostenibilità e contributo allo sviluppo delle aree rurali.
La mozione include inoltre misure per sostenere la modernizzazione tecnologica delle aziende senza snaturarne il modello produttivo e un maggiore controllo sulle importazioni di olio da Paesi terzi, per garantire il rispetto degli standard qualitativi ed evitare fenomeni di concorrenza sleale.
Nel corso del dibattito, la senatrice Mariola Aranda ha evidenziato il “carattere specifico” dell’olivicoltura tradizionale e i suoi “problemi strutturali” rispetto ai sistemi più meccanizzati. Anche il senatore socialista José Latorre ha condiviso la necessità di un sostegno rafforzato al settore, sottolineando che “l’oliveto tradizionale ha limiti alla meccanizzazione e richiede maggiore manodopera”.
La Commissione ha inoltre approvato una seconda mozione, sempre proposta dal Partito Popolare, relativa all’applicazione della normativa europea sui contaminanti da idrocarburi aromatici degli oli minerali nell’olio d’oliva. Il documento chiede che la Spagna applichi il quadro comunitario senza introdurre requisiti aggiuntivi più restrittivi rispetto a quelli previsti dall’Unione europea.
Secondo il deputato Javier Marcos, un eccesso di regolamentazione rispetto ad altri Paesi produttori come Italia e Grecia potrebbe comportare un aumento dei costi e una perdita di competitività per il settore oleario spagnolo. Anche in questo caso il PSOE ha espresso sostegno alla mozione, ricordando che la normativa europea rappresenta “un quadro unico con criteri comuni” per tutti gli Stati membri.
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