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La denuncia degli olivicoltori di UPA Andalusia: prezzi all'origine troppo bassi

La denuncia degli olivicoltori di UPA Andalusia: prezzi all'origine troppo bassi

Nonostante il buon ritmo delle vendite e la riduzione delle scorte, il sindacato agrario stima perdite per 4 milioni di euro al giorno. Il prezzo medio sotto i 4 euro al chilo, mentre la redditività richiederebbe almeno 5 euro

15 maggio 2026 | 10:00 | C. S.

Una campagna oleicola con un paradosso amaro per gli olivicoltori andalusi. Nonostante un volume di vendite sostenuto e una progressiva riduzione delle scorte, il sindacato UPA Andalusia denuncia una continua perdita di redditività per i produttori di oliveto tradizionale.

Secondo i calcoli dell'organizzazione agraria, gli olivicoltori hanno smesso di incassare più di 1.000 milioni di euro nei primi sette mesi della campagna a causa del crollo dei prezzi in origine. Una situazione che, spiega il sindacato, si traduce attualmente in una perdita di circa 4 milioni di euro al giorno.

Il segretario generale di UPA Andalusia, Jesús Cózar Pérez, ha sottolineato l'incoerenza di un mercato che, con una produzione inferiore rispetto alle campagne precedenti e un elevato volume di commercializzazione, continua a registrare prezzi deboli. "I prezzi medi attuali sono inferiori a 4 euro al kilo, una soglia chiaramente al di sotto del livello di redditività dell'oliveto tradizionale, che noi situiamo oltre i 5 euro al kilo", ha dichiarato Cózar.

Il dirigente sindacale ha inoltre chiesto un'applicazione effettiva della Legge sulla Catena Alimentare spagnola e l'introduzione di meccanismi che garantiscano prezzi in origine allineati ai costi di produzione reali.

A rendere ancora più critico il quadro, si aggiunge la preoccupazione per il cosiddetto "enlace de campaña", ossia il periodo di raccordo tra due campagne oleicole. Dal settore si segnala che si sta già profilando un raccordo molto corto, dato che una parte significativa dell'olio prodotto in questa stagione è già stata commercializzata. Cooperative e organizzazioni agrarie temono quindi future tensioni tra la disponibilità di prodotto e la sostenibilità economica delle aziende.

Infine, UPA Andalusia ha messo in guardia contro l'impatto dell'aumento recente dei costi, derivante da fattori internazionali come il conflitto bellico in Medio Oriente e il rincaro dell'energia. Tali incrementi, avverte il sindacato, ampliano ulteriormente il divario tra i prezzi correnti e i costi effettivi di produzione, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa dell'olivicoltura tradizionale nella regione.

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