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Olio d’oliva spagnolo, frenano le vendite, crescono le scorte e il mercato teme nuove pressioni sui prezzi
I dati ufficiali relativi ad aprile mostrano un netto rallentamento delle uscite di olio dalla Spagna. Sul settore pesano l’aumento delle esportazioni di Tunisia e Marocco e le attese per una campagna 2026-27 molto abbondante
14 maggio 2026 | 14:00 | R. T.
Doccia fredda per il settore spagnolo dell’olio d’oliva dopo la diffusione degli ultimi dati provvisori dell’Agenzia di Informazione e Controllo Alimentare (AICA). Nel mese di aprile le uscite di olio si sono fermate a 93.664 tonnellate, senza considerare le importazioni, stimate intorno alle 20.000 tonnellate, in linea con i mesi precedenti. Se il dato verrà confermato, il volume complessivo si attesterebbe quindi intorno alle 120.000 tonnellate, ben al di sotto delle 141.000 tonnellate registrate a marzo e delle circa 135.000 tonnellate dei mesi precedenti.
Un rallentamento che non rappresenta ancora un segnale d’allarme per l’intero comparto, ma che viene osservato con crescente attenzione dagli operatori, soprattutto per l’effetto sull’aumento delle scorte. Le giacenze presso gli imbottigliatori sono infatti salite da 238.000 a 254.326 tonnellate, indicando una minore velocità di assorbimento del prodotto sul mercato.
Secondo molti analisti, alla base della frenata delle vendite spagnole vi sarebbe la crescente concorrenza di Tunisia e Marocco, che stanno incrementando le proprie esportazioni sia verso l’Europa sia, soprattutto, verso gli Stati Uniti, mercato strategico per il comparto iberico.
L’attenzione del settore si concentra ora sull’andamento dei prossimi mesi. Alcune stime prevedono uscite comprese tra 100.000 e 105.000 tonnellate mensili, scenario che porterebbe a un collegamento di campagna superiore alle 330.000 tonnellate.
Parallelamente, sul fronte agricolo sembrano ormai dissolti i dubbi sulla prossima raccolta. Le prospettive per la campagna 2026-27 vengono giudicate molto positive, con una disponibilità complessiva stimata intorno ai 2,1 milioni di tonnellate, risultato della somma tra le 330.000 tonnellate di stock di collegamento e una produzione prevista di circa 1,8 milioni di tonnellate.
In questo contesto il mercato si prepara a settimane caratterizzate da un’offerta abbondante, una domanda più debole e una forte instabilità dei prezzi.
Secondo i dati di aprile, la produzione cumulata della campagna ha raggiunto 1.294.590 tonnellate. Le scorte finali si attestano a 863.340 tonnellate, di cui 600.270 conservate presso le frantoi, 254.326 presso gli imbottigliatori e 8.744 tonnellate detenute dal Patrimonio Comunale Olivicolo (PCO).
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