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L’olio extravergine spagnolo punta su intelligenza artificiale e nuovi mercati

L’olio extravergine spagnolo punta su intelligenza artificiale e nuovi mercati

Dalla digitalizzazione dei frantoi alla tracciabilità avanzata, fino all’espansione commerciale verso Asia e Mercosur: la Spagna definisce la strategia per rafforzare il posizionamento internazionale dell’olio extravergine di oliva nei prossimi anni

13 maggio 2026 | 14:00 | C. S.

L’intelligenza artificiale e l’apertura di nuovi mercati saranno le leve decisive per mantenere la leadership mondiale dell’olio extravergine di oliva spagnolo. È il messaggio lanciato dalla segretaria di Stato all’Agricoltura e all’Alimentazione, Begoña García Bernal, durante l’inaugurazione di Futuroliva 2026, manifestazione dedicata all’innovazione del comparto oleicolo.

Secondo García Bernal, l’olio di oliva rappresenta uno degli asset strategici più rilevanti dell’agroalimentare spagnolo, sia per il peso economico sia per il riconoscimento internazionale raggiunto dal prodotto. Nel 2025 il settore agroalimentare nazionale ha superato i 78 miliardi di euro di esportazioni, con un saldo commerciale positivo superiore ai 18 miliardi. L’Andalusia si conferma il principale polo produttivo, con oltre 16 miliardi di euro di export, di cui più di 3,4 miliardi legati all’olio di oliva.

Oltre ai risultati economici, il Governo spagnolo ha ribadito il ruolo centrale dell’olivicoltura nella tenuta sociale ed economica delle aree rurali. Il comparto continua infatti a rappresentare una fonte primaria di occupazione e sviluppo in gran parte del territorio nazionale.

L’IA entra nella filiera oleicola

Nel suo intervento, García Bernal ha indicato la digitalizzazione come fattore imprescindibile per la competitività futura del settore. Diverse università pubbliche spagnole stanno sviluppando, con il supporto governativo, sistemi di intelligenza artificiale in grado di classificare gli oli e prevederne la qualità già prima dell’uscita dal frantoio.

I modelli, testati direttamente in cooperative olivicole e su campagne reali, avrebbero raggiunto livelli di precisione superiori al 90% nella distinzione tra categorie qualitative. Un passo che potrebbe incidere profondamente sui processi di controllo, valorizzazione e commercializzazione dell’extravergine.

“La digitalizzazione non è più un’opzione, ma una condizione di competitività”, ha sottolineato la segretaria di Stato, ricordando che il Ministero ha già promosso oltre 200 iniziative di innovazione digitale in ambito agroalimentare.

Tra i progetti più rilevanti figurano AgriFoodTEF, piattaforma europea per il test di soluzioni di IA e robotica in contesti produttivi reali, e il nuovo marchio Spain AgrifoodTech, nato per rafforzare la proiezione internazionale della tecnologia agroalimentare spagnola.

Attualmente, tuttavia, solo l’11,3% delle imprese agroalimentari utilizza strumenti basati sull’intelligenza artificiale, dato che evidenzia un ampio margine di crescita.

Tracciabilità e certificazione come valore competitivo

La strategia spagnola guarda con particolare attenzione ai mercati emergenti ad alto potenziale, come Cina, India e Sud-Est asiatico, dove il valore dell’olio tende a essere sempre più associato a elementi quali tracciabilità, certificazione digitale e trasparenza informativa.

In questo scenario assume un ruolo centrale il “quaderno digitale di campagna”, considerato uno strumento chiave per generare valore aggiunto e garantire maggiore affidabilità lungo tutta la filiera.

Secondo il Governo spagnolo, il futuro dell’extravergine si giocherà sempre meno sul prezzo e sempre più sulla capacità di offrire qualità certificata, dati verificabili e differenziazione commerciale.

Internazionalizzazione e nuovi accordi commerciali

Accanto all’innovazione tecnologica, Madrid individua nell’apertura commerciale un secondo pilastro strategico. García Bernal ha definito la politica agricola contemporanea anche come “politica commerciale”, richiamando il ruolo degli accordi internazionali per sostenere il comparto.

In questo quadro, la Spagna sostiene l’accordo tra Unione Europea e Mercosur, considerato un’opportunità di accesso privilegiato a un mercato di oltre 700 milioni di consumatori, pur mantenendo sistemi di salvaguardia e controlli sanitari per i settori più sensibili.

Parallelamente, Madrid ha intensificato il lavoro diplomatico e sanitario con numerosi Paesi extraeuropei: dal 2018 sono stati siglati oltre 22 accordi sanitari con la Cina, mentre risultano in corso negoziati con India, Indonesia, Australia, Messico e Cile.

La linea strategica appare ormai definita: tecnologia, internazionalizzazione e valorizzazione qualitativa saranno i cardini su cui la Spagna intende costruire il futuro del proprio olio extravergine di oliva.

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