Mondo
La famiglia reale degli Emirati Arabi incassa milioni dai sussidi agricoli Ue
Un’inchiesta internazionale del Guardian rivela che società riconducibili agli Al Nahyan hanno ricevuto oltre 71 milioni di euro dalla Politica agricola comune europea per terreni coltivati in Romania, Spagna e Italia
13 maggio 2026 | 09:00 | T N
La famiglia reale degli Emirati Arabi Uniti, una delle più ricche al mondo grazie alle immense rendite petrolifere di Abu Dhabi, avrebbe beneficiato di decine di milioni di euro provenienti dai fondi agricoli dell’Unione europea. A rivelarlo è un’inchiesta transfrontaliera pubblicata da The Guardian e realizzata insieme a DeSmog, El Diario e G4Media.
Secondo l’indagine, società controllate o riconducibili alla dinastia Al Nahyan e al fondo sovrano emiratino ADQ avrebbero ricevuto oltre 71 milioni di euro di sussidi agricoli europei tra il 2019 e il 2024. I finanziamenti sarebbero stati erogati attraverso la Politica agricola comune (Pac), il programma che assorbe circa un terzo dell’intero bilancio dell’Unione europea.
Le grandi aziende agricole in Romania, Spagna e Italia
La quota più consistente dei finanziamenti sarebbe arrivata in Romania tramite Agricost, società agricola acquisita nel 2018 dal gruppo emiratino Al Dahra per circa 230 milioni di euro. Agricost controlla quella che viene considerata la più grande azienda agricola dell’Unione europea: circa 57mila ettari di terreni coltivati, una superficie cinque volte superiore a quella di Parigi.
Nel solo 2024, Agricost avrebbe ricevuto 10,5 milioni di euro di pagamenti diretti europei, una cifra enormemente superiore rispetto ai contributi medi destinati agli agricoltori europei.
L’inchiesta evidenzia inoltre che Al Dahra ha acquisito negli anni diverse aziende agricole anche in Spagna, dove le società collegate avrebbero ottenuto oltre 5 milioni di euro di fondi Pac tra il 2015 e il 2024. In Italia, invece, i sussidi avrebbero interessato alcune attività agricole del gruppo Unifrutti, acquistato da ADQ nel 2022.
Il ruolo strategico dell’agricoltura per gli Emirati
L’espansione agricola emiratina in Europa rientra nella strategia di sicurezza alimentare degli Emirati Arabi Uniti. Il Paese del Golfo importa infatti fino al 90% del proprio fabbisogno alimentare a causa delle condizioni climatiche estreme, della scarsità d’acqua e della limitata disponibilità di terreni coltivabili.
Le aziende controllate dagli Emirati producono soprattutto erba medica e mangimi destinati all’allevamento animale, con esportazioni dirette verso il Golfo Persico. Al Dahra, secondo quanto riportato dall’inchiesta, mantiene contratti di lungo periodo con il governo emiratino per la fornitura di mangimi destinati al settore lattiero-caseario nazionale.
Le polemiche sui fondi europei
La scoperta ha alimentato nuove polemiche sulla distribuzione dei fondi agricoli europei. Da anni associazioni ambientaliste e organizzazioni agricole criticano il sistema della Pac, accusato di favorire soprattutto i grandi proprietari terrieri e le multinazionali agroindustriali.
Faustine Bas-Defossez, direttrice dell’European Environmental Bureau citata dal Guardian, ha dichiarato che “la Pac continua ad arricchire i proprietari terrieri più ricchi” e che il sistema starebbe addirittura “alimentando regimi autocratici”.
Anche l’eurodeputato austriaco dei Verdi Thomas Waitz ha definito la situazione “uno scandalo nascosto in piena vista”, sostenendo che i fondi europei dovrebbero sostenere i veri agricoltori europei e non “dinastie fossili”.
Bruxelles valuta una riforma della Pac
La Commissione europea sta discutendo una possibile revisione della Politica agricola comune per il periodo 2028-2034. Tra le ipotesi sul tavolo vi è l’introduzione di un tetto massimo ai pagamenti diretti pari a 100mila euro annui per singolo beneficiario.
Secondo Bruxelles, il sistema attuale necessita di una distribuzione “più mirata” degli aiuti, soprattutto nei confronti delle grandi aziende agricole che oggi assorbono una parte rilevante delle risorse europee.
L’inchiesta solleva inoltre interrogativi sulla trasparenza dei beneficiari finali dei fondi europei. I registri ufficiali dell’Ue riportano infatti soltanto i nomi delle società che ricevono materialmente i contributi, senza indicare con chiarezza i proprietari effettivi o gli investitori che controllano tali aziende.
La ricchezza degli Al Nahyan
La famiglia Al Nahyan governa Abu Dhabi ed esercita il potere politico dominante negli Emirati Arabi Uniti. Il presidente del Paese, Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan, guida una delle monarchie più influenti del Medio Oriente.
Secondo le stime citate dall’inchiesta, la famiglia controllerebbe patrimoni per oltre 320 miliardi di dollari, mentre i fondi sovrani emiratini gestiscono asset complessivi vicini ai 2.500 miliardi di dollari.
L’inchiesta completa è disponibile sul sito del Guardian.
Potrebbero interessarti
Mondo
Raccolto promettente negli oliveti della Sierra de Cazorla in Spagna
L'elevato numero di frutti per germoglio lascia intravedere una campagna olearia superiore alla media. Tuttavia, la DOP Aceite Sierra de Cazorla invita alla prudenza: saranno l'andamento climatico, la disponibilità d'acqua e la formazione dell'olio nei prossimi tre mesi a determinare il risultato finale
04 agosto 2026 | 11:00
Mondo
Olio d'oliva, l'accusa di OliveA: le importazioni tunisine vengono usate per deprimere i prezzi all'origine
L'associazione spagnola OliveA Tradición y Progreso denuncia un utilizzo sempre più esteso delle importazioni di olio tunisino, in particolare attraverso il regime di perfezionamento attivo. Così si mantengono sotto pressione le quotazioni riconosciute agli olivicoltori
04 agosto 2026 | 09:00
Mondo
L'olivicoltura tradizionale di Jaén alla prova della sostenibilità economica: i costi nascosti mettono in crisi il modello produttivo
Una ricerca basata sul metodo OliCost rivela che la principale minaccia per l'olivicoltura tradizionale non è il prezzo dell'olio, ma una struttura aziendale frammentata e l'incapacità di contabilizzare i reali costi di produzione
03 agosto 2026 | 14:00
Mondo
La Spagna investe sempre più nell'olivicoltura irrigua: 9000 ettari in Castilla La Mancha
Il governo regionale ha presentato alla Confederazione Idrografica del Guadalquivir un progetto per trasformare tra 6.000 e 9.000 ettari di oliveto da asciutto a irrigato. L’intervento, sostenuto da un investimento di 15 milioni di euro
03 agosto 2026 | 11:00
Mondo
Olio di oliva, il mercato si stabilizza in Spagna: vendite piatte ma segnali di ripresa
Dopo anni di rincari e scarsità di prodotto, il settore degli imbottigliatori chiude il primo semestre della campagna 2025/2026 con volumi quasi invariati. Ma nel secondo trimestre si registra un +3,46%, sintomo di una graduale ripresa dei consumi
03 agosto 2026 | 09:00
Mondo
Olive da tavola spagnole in difficoltà: export in calo del 9%, crollo del mercato Usa
Il rapporto del Ministero dell’Agricoltura spagnolo fotografa una fase complessa per la filiera: diminuiscono le esportazioni, aumentano la pressione competitiva di Egitto e Turchia e gli operatori denunciano il peso dei costi produttivi e delle barriere commerciali
02 agosto 2026 | 10:00