Mondo
L’olio extravergine di oliva migliora il microbiota intestinale
Premiato uno studio dell’Università di Jaén. La ricerca guidata dalla microbiologa Magdalena Martínez Cañamero evidenzia il ruolo dei polifenoli nel favorire i batteri benefici e ridurre l’infiammazione intestinale
26 aprile 2026 | 10:00 | C. S.
Un gruppo di ricercatori dell’Universidad de Jaén, coordinato dalla docente di Microbiologia Magdalena Martínez Cañamero, ha vinto l’VIII edizione del Premio Internacional Castillo de Canena de Investigación Oleícola ‘Luis Vañó’ grazie a uno studio che approfondisce gli effetti dell’olio extravergine di oliva sulla salute intestinale. Il lavoro si concentra in particolare sull’azione dei polifenoli e dei composti minoritari presenti nell’olio extravergine di oliva e sul loro impatto sulla microbiota.
La ricerca mette in luce differenze significative tra l’olio extravergine e quello raffinato, sottolineando come i processi industriali riducano drasticamente la presenza di composti bioattivi. Secondo Martínez Cañamero, sono proprio i polifenoli a esercitare un’azione antimicrobica selettiva, capace di modulare l’equilibrio dei microrganismi intestinali. Questo meccanismo favorisce la crescita dei batteri autoctoni, in armonia con la fisiologia umana, e limita invece la proliferazione di specie opportuniste associate a processi infiammatori.
Lo studio evidenzia quindi come l’olio extravergine non rappresenti soltanto una fonte di grassi salutari, ma un alimento con effetti funzionali sull’organismo, in grado di influenzare direttamente l’ecosistema intestinale. I risultati contribuiscono ad arricchire il quadro scientifico sui benefici della dieta mediterranea, rafforzando il ruolo centrale dell’olio d’oliva di alta qualità.
Il premio, promosso dall’azienda Castillo de Canena in collaborazione con la stessa Università di Jaén e il UC Davis Olive Center, punta a incentivare la ricerca scientifica e tecnologica nel settore olivicolo. Con una dotazione di 6.000 euro, il riconoscimento viene assegnato ogni due anni a studi capaci di ampliare le conoscenze sul valore nutrizionale e salutistico degli oli di oliva.
Nel commentare il risultato, i promotori del premio hanno sottolineato l’importanza di sostenere il lavoro della comunità scientifica, evidenziando come ricerche di questo tipo contribuiscano a consolidare il legame tra tradizione agricola e innovazione nel campo della salute.
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