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La Tunisia dell'olio di oliva cambia rotta: valorizzare l'origine
Con volumi così elevati, la priorità della Tunisia dell'olio di oliva non è più aumentare la produzione, ma valorizzare meglio l’origine, sviluppare il biologico, rafforzare il posizionamento premium e incrementare la quota di prodotto confezionato
21 aprile 2026 | 11:00 | C. S.
La campagna olearia 2025-2026 della Tunisia si preannuncia positiva con una produzione inferiore alle 400 mila tonnellate, rappresentando comunque un record storico.
Le esportazioni hanno già registrato un’accelerazione significativa: secondo l’ONAGRI, tra novembre 2025 e febbraio 2026 sono state esportate 184.300 tonnellate, con un incremento del 49,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Le entrate hanno superato i 2,263 miliardi di dinari, confermando il ruolo cruciale dell’olio d’oliva nella bilancia commerciale del Paese.
Tuttavia, dietro questi risultati si nasconde una criticità persistente: la prevalenza delle esportazioni in bulk, che rappresentano circa l’88,5% dei volumi, contro appena l’11,5% di prodotto confezionato. È proprio su quest’ultimo segmento – insieme a marchi, certificazioni e posizionamento di qualità – che si gioca la sfida della creazione di valore.
L’Ordine degli ingegneri tunisini (OIT) ha avviato un’ampia indagine nazionale con l’obiettivo di definire una roadmap operativa per il rilancio dell’olio d’oliva.
Realizzata in collaborazione con la Commissione parlamentare per l’agricoltura, l’iniziativa punta a raccogliere criticità e proposte lungo l’intera catena del valore: dalla produzione alla trasformazione, dallo stoccaggio al confezionamento, fino all’export e al posizionamento nei segmenti a maggiore valore aggiunto.
Un settore chiave ancora frenato
Nonostante il suo ruolo centrale nell’economia tunisina e una presenza consolidata sui mercati internazionali, il comparto continua a scontare debolezze strutturali. Tra queste, la scarsa valorizzazione del prodotto confezionato, la forte dipendenza dalle esportazioni in bulk, la volatilità dei prezzi e le carenze logistiche e infrastrutturali.
L’indagine si rivolge a ingegneri, esperti e operatori del settore, chiamati a contribuire con analisi e raccomandazioni per costruire una visione più coerente e competitiva della filiera.
L’attuale campagna offre alla Tunisia un’opportunità strategica: trasformare una performance quantitativa in un vantaggio competitivo duraturo. Con volumi così elevati, la priorità non è più aumentare la produzione, ma valorizzare meglio l’origine, sviluppare il biologico, rafforzare il posizionamento premium e incrementare la quota di prodotto confezionato.
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