Mondo
L’India si butta nella produzione di olio d’oliva. Spagna e Israele in prima fila
Un accordo fra Rajasthan e Israele per un campo sperimentale di 250 ettari è già stato siglato. Contemporaneamente un’azienda indiana e una spagnola hanno firmato per una joint venture strategica
05 aprile 2008 | Ernesto Vania
Israele e India per un nuovo modello di olivicoltura
La regione indiana di Rajasthan e alcune società israeliane, leader nello sviluppo di tecniche e tecnologie irrigue, hanno siglato un accordo per lo sviluppo di un nuovo modello di olivicoltura in quella regione che, per condizioni climatiche, assomiglia allo Stato di Israele.
In considerazione delle considerevoli differenze podologiche tra le due regioni geografiche la partnership inizierà con un poderoso progetto di ricerca che, arrivando alla piantumazione di 120.000 piante di diverse varietà , poterà utili indicazioni agronomiche sullâadattabilità della coltura olivo in India.
Un programma di studio che avrà a disposizione ben 250 ettari di campi sperimentali.
Dopo la fase di ricerca iniziale, che individuerà i genotipi più adatti allâarea, le società israeliane introdurranno tali cultivar in India, fornendo anche il know how ai nuovi olivicoltori locali.
Le piante saranno irrigate con le tecniche di irrigazione a goccia più innovative, compreso il metodo dellâiniezione diretta, in cui le radici sono raggiunte direttamente dallâacqua e dai nutrienti.
Ciò consente di risparmiare il 40% dellâacqua normalmente utilizzata con i tradizionali sistemi di irrigazione a goccia, ottenendo ottime risposte produttive. In recenti prove, in Israele, anche grazie a questa tecnica si è riuscito ad ottenere fino a 2,8 tonnellate di olio di oliva per ettaro, un risultato che sperano di raggiungere anche in Rajasthan.
Olio dâoliva? Un ottimo business
Perché lâIndia si butta sulla produzione dâolio dâoliva? Semplice, perché conviene.
Attenti a unâalimentazione corretta e salutare, sebbene la stragrande maggioranza del miliardo di indiani non possano permettersi ancora tale prodotto, lo sviluppo economico fa presumere che i consumi di olio dâoliva sono rapidamente destinati a crescere e, viste le attuali quotazioni, la coltura olivicola potrebbe risultare altamente redditizia.
In India il prezzo medio dellâolio di oliva è di circa 800 Rs, contro i 53-55 Rs del più comune olio di arachide.
Tale quotazione potrebbe essere destinata a scendere, ma mantenendosi su livelli interessanti, se lâIndian Olive Oil Association riuscirà a convincere il governo ad abbassare i dazi doganali su questo prodotto (attualmente 45%) allineandoli a quelli di Paesi limitrofi quali la Cina o la Corea (8-10%).
Anche la Spagna mette un piede nel mercato indiano
La Sojivit, azienda spagnola che dal 1995 produce e vende alimenti naturali, ha previsto un investimento di due milioni di euro per lâimpianto di oliveti, in regime di coltivazione biologica, nel nord dellâIndia, pensando di iniziare a commercializzare la propria produzione a partire dal 2012. Il Presidente della Sojivit afferma che la sua non è una scommessa eccessivamente rischiosa, ricordando che già gli inglesi piantarono olivi quando lâIndia era una colonia britannica.
Nel frattempo ha siglato unâintesa con unâazienda indiana per la creazione di una joint venture che si occuperà dellâimportazione e della commercializzazione di olio spagnolo.
Saranno due i nuovi marchi presenti sul mercato indiano: Olivita (extra vergine dâoliva) e Olicook (olio per frittura).
Potrebbero interessarti
Mondo
Olio extravergine d'oliva, l’Australia alza la guardia: “Scegliere il certificato per tutelare qualità e consumatori”
L’Australian Olive Association rilancia il marchio “Certified Australian Extra Virgin Olive Oil” dopo una nuova tornata di controlli sulla qualità degli oli venduti al dettaglio. Secondo l’associazione, numerosi campioni importati non avrebbero rispettato i parametri previsti per l’extravergine
05 settembre 2026 | 09:00
Mondo
Dal nocciolo di oliva all’energia: in Extremadura il frantoio punta al residuo zero
Il progetto EVOP trasforma il nocciolo di oliva, sottoprodotto della lavorazione olearia, in biocombustibile per alimentare gli impianti termici dei frantoi. L’obiettivo è ridurre il ricorso ai combustibili fossili, contenere i costi energetici e trattenere valore economico nelle aree rurali
03 settembre 2026 | 09:00
Mondo
L'olivicoltura spagnola a due facce: bene gli oliveti irrigui, il forte sofferenza quelli in asciutto
Gli uliveti spagnoli in asciutto soffrono e mostrano olive raggrinzite, mentre quelli irrigui promettono bene. Il meteo mite dell'ultima settimana di agosto favorisce la lipogenesi e fa ben sperare per la resa in frantoio
02 settembre 2026 | 11:00
Mondo
Suoli sempre più degradati, la FAO lancia l’allarme: servono interventi su scala globale
Oltre la metà delle valutazioni regionali e subregionali indica un’adozione bassa o molto bassa delle pratiche di gestione sostenibile del suolo. Dal 2015 il 58% delle valutazioni segnala un peggioramento, mentre solo il 10% registra progressi. L’erosione è la minaccia più grave e interconnessa
02 settembre 2026 | 10:00
Mondo
Gli ulivi più antichi del Portogallo hanno oltre 3.000 anni
In Portogallo sopravvive un patrimonio straordinario di ulivi millenari. Alcuni esemplari, certificati attraverso un metodo sviluppato dall’Università di Trás-os-Montes e Alto Douro, avrebbero più di 3.000 anni. L’Oliveira do Peso, nell’Alentejo, potrebbe averne addirittura oltre 3.700
01 settembre 2026 | 13:00
Mondo
Pakistan e Italia insieme per l’olio d’oliva
A Islamabad è stata lanciata la National Olive Value Chain Policy, voluta dal Primo Ministro Shehbaz Sharif con il sostegno dell’Ambasciatore italiano Ugo Ciarlatani. L’obiettivo è creare una filiera moderna e sostenibile, ridurre la dipendenza dall’estero e formare in Italia 100 laureati pakistani
31 agosto 2026 | 09:00 | Giosetta Ciuffa