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L’olio d’oliva spagnolo punta sull’Australia

L’olio d’oliva spagnolo punta sull’Australia

Delle 44.000 tonnellate di olio di oliva importate dal mercato australiano nel 2025, il 63% proveniva dalla Spagna. L'obiettivo della campagna The Drizzle Effect è aumentare il consumo pro capite a 3 litri all'anno

29 marzo 2026 | 12:00 | C. S.

L’Interprofesional del Aceite de Oliva Español rafforza la propria presenza in Australia partecipando a una nuova campagna promozionale dedicata all’olio d’oliva, con l’obiettivo di incentivarne l’utilizzo quotidiano nelle cucine domestiche.

L’iniziativa, intitolata The Drizzle Effect, punta a mostrare ai consumatori australiani come un semplice filo d’olio a crudo, aggiunto a fine preparazione, possa valorizzare il gusto, la consistenza e l’aspetto di numerosi piatti. Un gesto semplice, ma capace di trasformare ricette comuni in esperienze gastronomiche più ricche e curate.

La continuità della campagna “Get Drizzling”

La nuova azione è guidata dalla Australian Olive Oil Association e si inserisce nel solco della campagna Get Drizzling, lanciata due anni fa per spiegare al pubblico il valore culinario dell’utilizzo finale dell’olio extravergine di oliva.

Si tratta di una pratica consolidata nella ristorazione e nella cucina professionale, ma ancora poco diffusa in molte famiglie australiane. Per colmare questo divario, la campagna coinvolge chef australiani affermati e content creator specializzati in cucina, chiamati a condividere suggerimenti pratici e consigli professionali per esaltare i piatti di tutti i giorni.

L’obiettivo è duplice: aumentare i consumi tra i nuclei familiari che già acquistano olio d’oliva e, al tempo stesso, ampliare la platea dei consumatori, facendo leva sul valore gastronomico e sulla versatilità del prodotto.

Australia, mercato strategico per gli oli spagnoli

Negli ultimi anni, Australia si è affermata come uno dei mercati esteri più rilevanti per gli oli d’oliva spagnoli. Vent’anni fa, con circa 12.000 tonnellate importate, il Paese occupava l’ottava posizione tra i maggiori acquirenti mondiali di olio spagnolo e la quarta al di fuori dell’Europa.

Oggi il quadro è profondamente cambiato. Nel 2025 le importazioni hanno raggiunto 28.060 tonnellate, portando l’Australia al settimo posto a livello mondiale e al terzo tra i mercati extra-Ue, dietro soltanto a Stati Uniti e Cina.

A sottolineare il peso strategico di questo mercato è Teresa Pérez, secondo cui l’interesse australiano non si misura soltanto in termini di volume, ma anche di posizionamento del prodotto spagnolo. “Delle 44.000 tonnellate importate dal mercato australiano nel 2025, il 63% proveniva dalla Spagna. Per il nostro Paese si tratta di una grande opportunità: è un mercato in cui esiste ancora margine per aumentare la penetrazione nelle famiglie e, soprattutto, per moltiplicare le occasioni di consumo tra chi già conosce il prodotto”, ha spiegato.

Qualità percepita e buon rapporto qualità-prezzo

A rafforzare il potenziale commerciale contribuisce anche la reputazione positiva dell’olio spagnolo presso i consumatori australiani. Secondo David Valmorbida, oggi molti acquirenti nel Paese associano gli oli spagnoli a standard qualitativi elevati e a un buon rapporto qualità-prezzo.

Una percezione che rappresenta un vantaggio competitivo importante in un contesto in cui l’Australia dispone sì di una propria produzione olivicola, ma non sufficiente a coprire il fabbisogno interno. Proprio questa limitata autosufficienza lascia spazio alle importazioni e apre ulteriori prospettive di crescita per i produttori esteri.

Un consumo ancora espandibile

Nonostante la familiarità crescente con il prodotto, i margini di sviluppo restano significativi. In molte case australiane, infatti, l’olio d’oliva viene ancora utilizzato prevalentemente in insalate o in accompagnamento al pane. Da qui la volontà delle organizzazioni promotrici di incoraggiarne l’impiego in una gamma più ampia di preparazioni, tecniche culinarie e occasioni di consumo.

Teresa Pérez ha indicato anche un obiettivo preciso in termini di diffusione e consumo: “Puntiamo ad aumentare dell’1% la presenza nelle famiglie e, possibilmente, a portare il consumo fino a tre litri pro capite”.

Nel lungo periodo, l’ambizione della AOOA è quella di radicare l’uso dell’olio d’oliva nella cultura alimentare quotidiana australiana, con il potenziale di espandere in modo significativo l’intero mercato.

Export al centro della strategia del settore

La spinta verso mercati come l’Australia rientra pienamente nella strategia di internazionalizzazione del comparto oleicolo spagnolo. Nell’ultima campagna commerciale, circa il 68% dell’olio d’oliva commercializzato dalla Spagna è stato destinato all’export, a conferma della forte vocazione internazionale del settore.

In questo scenario, per gli operatori diventa essenziale continuare a diversificare i mercati di sbocco e sfruttare le opportunità offerte dagli accordi commerciali internazionali, così da consolidare ulteriormente la presenza dell’olio d’oliva spagnolo a livello globale.

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