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Olio d’oliva, export spagnolo in crescita nei volumi ma in calo in valore

Olio d’oliva, export spagnolo in crescita nei volumi ma in calo in valore

La media mensile delle esportazioni di olio di oliva spagnolo si è attestata a 75.285 tonnellate, con livelli superiori sia a quelli registrati nello stesso periodo della campagna 2024/25, sia alla media delle quattro campagne precedenti

30 marzo 2026 | 10:00 | C. S.

Aumentano le quantità spedite all’estero nei primi quattro mesi della campagna 2025/26, ma scendono gli incassi. Boom della domanda da Cina, Giappone e Brasile. In flessione le importazioni spagnole

Le esportazioni spagnole di olio d’oliva accelerano nei volumi, ma rallentano sul fronte del valore. Tra ottobre 2025 e il 31 gennaio 2026, la Spagna ha esportato 301.140 tonnellate di prodotto, segnando un incremento del 10% rispetto allo stesso periodo della campagna precedente. Nello stesso arco temporale, però, il valore complessivo dell’export si è attestato a 1.373,9 milioni di euro, in calo del 20%.

È quanto emerge dall’ultimo bollettino sul commercio estero diffuso dal Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione spagnolo (MAPA), che fotografa un mercato caratterizzato da una ripresa dei flussi commerciali accompagnata però da una riduzione dei prezzi medi.

La media mensile delle esportazioni si è attestata a 75.285 tonnellate, con livelli superiori sia a quelli registrati nello stesso periodo della campagna 2024/25, sia alla media delle quattro campagne precedenti, ad eccezione del solo mese di gennaio.

Sul piano economico, invece, il valore medio mensile si è fermato a 343,5 milioni di euro: un risultato inferiore rispetto alle campagne 2023/24 e 2024/25, ma comunque superiore ai livelli osservati nel 2021/22 e nel 2022/23.

Italia primo mercato, vola la domanda asiatica

Tra i principali mercati di destinazione, l’Italia si conferma il primo sbocco per l’olio d’oliva spagnolo, con 92.799 tonnellate importate e una crescita del 4% rispetto allo stesso periodo della campagna precedente.

Seguono gli Stati Uniti, che hanno acquistato 38.015 tonnellate (+8%), e il Portogallo, con 29.068 tonnellate (+17%). In aumento anche le spedizioni verso Francia (+3%, a 25.993 tonnellate) e Regno Unito (+8%, a 13.407 tonnellate).

Particolarmente rilevante l’espansione registrata in alcuni mercati extraeuropei. Spicca soprattutto la Cina, che ha aumentato gli acquisti del 162%, raggiungendo 9.336 tonnellate. Crescite sostenute anche per Giappone (+61%, a 6.153 tonnellate), Brasile (+71%, a 3.474 tonnellate), Colombia (+88%, a 3.018 tonnellate) e Corea del Sud (+44%, a 7.290 tonnellate).

Andamento positivo anche per Germania (+9%, a 6.503 tonnellate), Australia (+7%, a 6.321 tonnellate) e Messico (+15%, a 6.195 tonnellate).

Le uniche flessioni tra i principali mercati di destinazione riguardano Belgio e Paesi Bassi, che hanno ridotto rispettivamente del 5% e del 10% i volumi importati di olio d’oliva spagnolo.

Extravergine dominante, ma con peso in lieve calo

Il report evidenzia anche il ruolo centrale dell’olio extravergine di oliva (AOVE), che rappresenta il 66% del volume esportato e il 71% del valore complessivo delle vendite oltreconfine.

Si tratta comunque di una quota leggermente inferiore rispetto alla campagna precedente, quando l’extravergine pesava per il 71% dei volumi e il 73% del valore dell’export.

Importazioni in calo del 7% nei volumi

Sul fronte opposto, la Spagna ha ridotto le importazioni di olio d’oliva. Nel periodo considerato, gli acquisti dall’estero si sono fermati a 80.925 tonnellate, in diminuzione del 7% rispetto allo stesso periodo della campagna 2024/25.

Più marcato il calo in termini di valore: le importazioni hanno infatti totalizzato 299,1 milioni di euro, segnando una contrazione del 30%.

Anche sul fronte delle importazioni cresce il peso dell’olio extravergine, che nel primo quadrimestre della campagna rappresenta il 60% del volume totale, in netto aumento rispetto al 51% della campagna precedente.

Portogallo e Tunisia i principali fornitori

Per quanto riguarda l’origine delle importazioni, il Portogallo si conferma il principale fornitore della Spagna, con 39.249 tonnellate, pari al 49% del totale importato.

Al secondo posto si colloca la Tunisia, con 26.573 tonnellate e una quota del 33%, in crescita rispetto alla campagna passata.

Nel complesso, il 56% delle importazioni spagnole di olio d’oliva proviene da Paesi comunitari. Un dato che si confronta con il 73% registrato nella campagna precedente e che segnala una maggiore incidenza delle forniture extra-Ue.

Tra gli altri Paesi fornitori, il bollettino del MAPA evidenzia una diminuzione delle importazioni dalla Turchia e, al contrario, un incremento di quelle provenienti dal Marocco.

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