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Area di libero scambio UE-Australia: potenzialità e perplessità sull'agroalimentare
Il prodotto australiano più importato nella UE è il grano duro per la pasta, che rappresenta circa il 43% dell’intero export in valore, seguito da carne bovina, foraggi e uva essiccata. Resta però consentito in Australia l’uso del termine parmesan, così come Prosecco
25 marzo 2026 | 11:00 | C. S.
L'accordo tra Ue e Australia permetterà l'eliminazione dei dazi su quasi il 100% dei prodotti oggetto di scambio commerciale e garantirà condizioni di parità per le merci dell'Ue nel mercato australiano, eliminando oltre 1 miliardo di euro all'anno di tariffe pagati per esportazioni imponibili dell'Unione valutate oltre 20 miliardi di euro.
E' quanto spiega la Commissione Ue alla luce dell'accordo concluso a Canberra tra Ursula von der Leyen e il primo ministro autraliano Anthony Albanese.
Si tratta dell'ottavo accordo di libero scambio concluso dall'Ue nell'area indo-pacifica.
L'accordo potrà essere firmato solo dopo il via libera del Consiglio Ue. I dazi scenderanno a zero sui principali prodotti di esportazione dell'Ue, come i formaggi (dopo tre anni dell'entrata in vigore), vino e spumante, alcuni frutti e verdure, comprese le preparazioni e i succhi di frutta. Inclusi cioccolato, zucchero, dolciumi e gelati e diversi prodotti agricoli trasformati. L'intesa va a toccare anche i principali prodotti di esportazione dell'Australia: la carne bovina, la carne ovina, lo zucchero, il riso. Su questi comparti, sottolinea Palazzo Berlaymont, l'intesa prevede una serie di salvaguardie per l'agricoltura europea. Per quanto riguarda la carne bovina l'Ue aprirà due quote tariffarie di un totale di 30.600 tonnellate, con la maggior parte del volume (55%, corrispondente) che entrerà esente da dazi e soggetta a una condizionalità di "alimentazione a erba", e una parte minore (45%, corrispondente a 13.770) da importare con un dazio ridotto del 7,5%. L'accordo istituisce un meccanismo bilaterale di salvaguardia. Questo permette all'Ue e all'Australia di imporre misure di salvaguardia temporanee durante i primi 7 anni successivi all'entrata in vigore, qualora un aumento significativo delle importazioni preferenziali provochi, o minacci di provocare, gravi danni all'industria nazionale, o provochi, o minacci di provocare, un grave deterioramento della situazione economica.
Il maggiore punto di contesa nei negoziati di libero commercio ha riguardato la libertà per i produttori australiani di vendere carne di manzo e agnello, zucchero e formaggi ai 450 milioni di consumatori europei senza punitive tariffe e quote. Secondo fonti citate dal Sydney Morning Herald gli esportatori australiani potranno ora vendere all'Europa fra 30 e 35 mila tonnellate di manzo l'anno, contro la quota annuale corrente di 3389 tonnellate.
L’accordo commerciale con l’Australia può rappresentare una spinta importante per l’export agroalimentare tricolore, con l’azzeramento dei dazi sui principali prodotti, dal vino ai formaggi, dagli ortaggi trasformati ai dolci, ma occorre rafforzare la tutela delle nostre eccellenze e garantire la tutela degli allevamenti nazionali attraverso meccanismi di salvaguardia efficaci e rapidi. Ad affermarlo è la Coldiretti dopo la firma dell’intesa tra Unione Europea e governo australiano che prevede, oltre all’abbattimento delle tariffe aggiuntive sulle esportazioni, anche l’estensione della protezione di una lista di prodotti a indicazione di origine che potrà essere ulteriormente ampliata. Resta però consentito in Australia l’uso del termine parmesan, così come per il Prosecco di cui viene però impedito l’utilizzo per l’export, con un periodo transitorio.
La bilancia commerciale agroalimentare Italia-Australia è oggi assolutamente favorevole al nostro Paese, con esportazioni per 896 milioni di euro e importazioni per appena 81 milioni (fonte: analisi Coldiretti su dati Istat). Il prodotto italiano più esportato in Australia sono le conserve di pomodoro (109 milioni di euro), davanti a dolci (93 milioni), formaggi e latticini (77 milioni), pasta (75 milioni) e vino (71 milioni). Prodotti su cui pesano oggi dazi tra il 5% e l’11% che verranno totalmente azzerati.
Il prodotto australiano più importato è il grano duro per la pasta, che rappresenta circa il 43% dell’intero export in valore, seguito da carne bovina, foraggi e uva essiccata.
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