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Torna a vivere il mercato ucraino dell'olio di oliva
Tra gennaio e febbraio, il valore complessivo delle importazioni ha raggiunto i 2,23 milioni di euro, segnando una crescita del 28,55% rispetto allo stesso periodo del 2025. A guidare il mercato resta saldamente l’Italia
23 marzo 2026 | 11:00 | C. S.
Le importazioni di olio d’oliva in Ucraina registrano un forte incremento nei primi mesi del 2026, confermando un mercato in espansione e sempre più competitivo tra i principali Paesi fornitori europei.
Tra gennaio e febbraio, il valore complessivo delle importazioni ha raggiunto i 2,23 milioni di euro, segnando una crescita del 28,55% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato che evidenzia il consolidarsi della domanda interna e l’interesse crescente verso prodotti legati alla dieta mediterranea.
A guidare il mercato resta saldamente l’Italia, che rafforza ulteriormente la propria posizione di leadership. Le esportazioni italiane hanno toccato quota 1,08 milioni di euro, con un incremento del 52,87% su base annua. La quota di mercato sale così al 48,41%, avvicinandosi alla metà dell’intero import ucraino.
Diversa la dinamica per la Spagna, tradizionalmente tra i principali competitor. Madrid registra una lieve flessione del 5%, con esportazioni pari a 582.071 euro e una quota di mercato che scende al 26,16%. Più marcato il calo della Grecia, che perde il 34,2%, fermandosi a 246.298 euro e mantenendo l’11,07% del mercato.
A sorprendere è invece la crescita della Polonia, che emerge come nuovo attore di rilievo. Le esportazioni polacche balzano a 309.186 euro, con un incremento superiore al 2000%, conquistando una quota del 13,9% e avvicinandosi rapidamente ai livelli dei fornitori storici.
Restano marginali i contributi degli altri Paesi: Francia, Germania, Tunisia, Lituania, Belgio e Stati Uniti registrano valori contenuti. Da segnalare, inoltre, l’assenza di esportazioni da parte di Turchia e Regno Unito nei primi mesi del 2026, nonostante la loro presenza nel mercato ucraino nel 2025.
Nel complesso, il quadro evidenzia un mercato in crescita ma in trasformazione, con l’Italia sempre più dominante e nuovi equilibri competitivi che iniziano a delinearsi, in particolare sul fronte della distribuzione regionale.
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