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Olio di oliva sempre più richiesto sui mercati mondiali, Stati Uniti in testa
Gli oli d’oliva vergini rappresentano la quota maggiore delle importazioni, con il 73,5% del totale. Secondo il COI, nel periodo ottobre-dicembre 2025 le importazioni di olio d’oliva nei principali mercati mondiali sono aumentate del 13,8% rispetto allo stesso periodo della campagna precedente
18 marzo 2026 | 09:00 | C. S.
Il commercio internazionale dell’olio d’oliva continua a mostrare segnali di dinamismo nei primi mesi del 2026, secondo gli ultimi dati del Consiglio Oleicolo Internazionale (COI), tra febbraio e marzo.
Gli Stati Uniti restano il primo mercato
Gli Stati Uniti si confermano il principale importatore mondiale di olio d’oliva. Durante la campagna 2024/2025 le importazioni statunitensi hanno raggiunto 437.309 tonnellate, con un aumento del 20,6% rispetto alla stagione precedente, secondo dati provvisori del COI.
Nei primi tre mesi della campagna 2025/2026, tuttavia, le importazioni americane hanno registrato una lieve flessione dell’1,6%, mentre altri mercati internazionali hanno continuato a crescere.
I principali fornitori degli Stati Uniti restano Spagna, Italia, Tunisia e Turchia, che insieme rappresentano l’88,6% delle importazioni complessive. Nel corso della campagna 2024/2025 gli acquisti dagli stessi Paesi sono aumentati in modo significativo: Spagna +20,1%, Italia +19,2%, Tunisia +33,3% e Turchia +9%.
Prevale l’olio d’oliva vergine
Per quanto riguarda la tipologia di prodotto, gli oli d’oliva vergini rappresentano la quota maggiore delle importazioni, con il 73,5% del totale. Seguono gli oli classificati nel codice doganale HS 15.09.90, che coprono il 21,5%, mentre l’olio di sansa d’oliva si ferma al 5%.
Differenze emergono anche nei formati di esportazione. L’Italia, ad esempio, esporta prevalentemente confezioni inferiori ai 18 chilogrammi, destinate alla vendita diretta al consumatore. Gli imballaggi più grandi, da 18 kg o più, rappresentano infatti solo il 6% delle esportazioni italiane verso il mercato statunitense.
Cresce la domanda mondiale
Il quadro generale mostra una domanda internazionale in espansione. Secondo il COI, nel periodo ottobre-dicembre 2025 le importazioni di olio d’oliva nei principali mercati mondiali sono aumentate del 13,8% rispetto allo stesso periodo della campagna precedente.
L’incremento è stato registrato nella maggior parte dei Paesi analizzati, confermando una tendenza positiva del consumo globale. L’unica eccezione significativa resta proprio il mercato statunitense, dove gli acquisti hanno mostrato un temporaneo rallentamento all’inizio della nuova campagna.
Nel complesso, i dati indicano un mercato internazionale ancora in crescita, sostenuto dalla domanda globale e dalla forte presenza dei grandi produttori mediterranei, mentre nuovi equilibri commerciali continuano a delinearsi tra i principali Paesi esportatori.
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