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Olio di oliva: mercato dinamico ma prezzi ancora insufficienti per molti produttori
Il problema principale resta però la redditività dell’olivicoltura tradizionale. Garantire prezzi all’origine sufficienti a coprire i costi di produzione rimane dunque la sfida principale per il settore
17 marzo 2026 | 12:00 | C. S.
Gli ultimi dati sulla campagna olearia 2025/26 pubblicati dalla Agencia de Información y Control Alimentarios (AICA) e diffusi dalla testata specializzata Olimerca mostrano un mercato dell’olio d’oliva particolarmente dinamico. Le principali organizzazioni agricole spagnole valutano positivamente l’andamento delle vendite, ma avvertono che i prezzi all’origine restano ancora troppo bassi per garantire la redditività di molti olivicoltori.
Secondo i dati ufficiali, la produzione accumulata fino a febbraio ha raggiunto circa 1,19 milioni di tonnellate. Nei primi cinque mesi della campagna sono state già commercializzate 619.000 tonnellate, ovvero più della metà dell’olio disponibile, con un incremento del 7,5% rispetto allo stesso periodo della stagione precedente.
Le organizzazioni agricole UPA, ASAJA e COAG sottolineano come il mercato stia assorbendo il prodotto con rapidità, segnale di una domanda solida. Tuttavia, chiedono un aumento dei prezzi all’origine che consenta di coprire i costi di produzione, soprattutto per l’olivicoltura tradizionale.
UPA: meno produzione ma vendite più forti
Per UPA Andalusia, la combinazione tra minore offerta e ritmo sostenuto delle vendite dimostra la forza del mercato e dei consumi. Il segretario generale dell’organizzazione, Jesús Cózar Pérez, osserva però che questa situazione dovrebbe tradursi in prezzi più alti per i produttori.
“Abbiamo meno produzione ma una commercializzazione più elevata, e questo dovrebbe spingere i prezzi verso l’alto”, ha dichiarato. Secondo l’organizzazione, l’olivicoltura tradizionale necessita di circa 5 euro al litro all’origine per coprire i costi di produzione e garantire la sostenibilità economica delle aziende.
UPA segnala inoltre un aumento delle scorte nelle mani delle aziende imbottigliatrici, interpretato come una possibile strategia per rafforzare le riserve in previsione di futuri rialzi dei prezzi.
ASAJA: vendite solide e mercato equilibrato
Anche ASAJA evidenzia il buon ritmo delle vendite. Il portavoce dell’organizzazione nella provincia di Jaén, Luis Carlos Valero, spiega che le uscite sul mercato si mantengono su livelli molto simili a quelli dello scorso anno.
Nei primi mesi della campagna sono state commercializzate circa 30.000 tonnellate in più rispetto allo stesso periodo della stagione precedente. Secondo ASAJA, questo andamento è fondamentale per evitare un accumulo eccessivo di scorte alla fine della campagna. Nonostante la produzione finale possa risultare leggermente inferiore alle previsioni iniziali, il buon ritmo delle vendite contribuisce a mantenere un mercato relativamente equilibrato.
COAG: preoccupazione per il calo dei prezzi
Più critica la posizione di COAG Andalusia. Il responsabile del settore olivicolo, Francisco Elvira, esprime forte preoccupazione per l’andamento dei prezzi all’origine, che in molti casi restano sotto i 4 euro al litro.
Secondo Elvira, è difficile spiegare questa dinamica considerando che la produzione è diminuita, le scorte sono inferiori e il ritmo di commercializzazione rimane sostenuto. Inoltre, le recenti piogge e raffiche di vento hanno provocato la caduta di una parte significativa delle olive prima della raccolta, riducendo ulteriormente l’offerta disponibile.
Il nodo della redditività
Nel complesso, le organizzazioni agricole concordano sul fatto che i dati della campagna confermano la buona tenuta del mercato dell’olio d’oliva, con una domanda capace di assorbire rapidamente il prodotto anche in presenza di una produzione inferiore.
Il problema principale resta però la redditività dell’olivicoltura tradizionale, da cui dipendono migliaia di aziende familiari e una parte importante dell’economia rurale dell’Andalusia. Garantire prezzi all’origine sufficienti a coprire i costi di produzione rimane dunque la sfida principale per il settore.
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