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Olio d’oliva, negli USA quasi metà del mercato certificato NAOOA

Olio d’oliva, negli USA quasi metà del mercato certificato NAOOA

Secondo la NAOOA, la preoccupazione principale dei consumatori americani riguarda la purezza dell’olio d’oliva. Annunciato che il programma “NAOOA Certified” copre ormai il 49% degli oli d’oliva di marca venduti nel Paese

15 marzo 2026 | 10:00 | C. S.

Quasi una bottiglia su due di olio d’oliva venduta negli Stati Uniti riporta oggi il sigillo di certificazione della North American Olive Oil Association (NAOOA), il principale organismo di rappresentanza del settore nel mercato nordamericano. L’associazione ha annunciato che il programma “NAOOA Certified” copre ormai il 49% degli oli d’oliva di marca venduti nel Paese, secondo gli ultimi dati di mercato disponibili.

Il marchio di certificazione garantisce che l’olio d’oliva che lo espone sia autentico e non adulterato con altri oli vegetali. Il sistema si basa su controlli periodici e test casuali effettuati direttamente sui prodotti acquistati sugli scaffali dei negozi, una pratica che l’organizzazione considera centrale per rafforzare la fiducia dei consumatori.

«Quasi metà del mercato ha scelto di partecipare all’unico programma di certificazione negli Stati Uniti che prevede test casuali sui prodotti in vendita», ha dichiarato Joseph R. Profaci, direttore esecutivo della NAOOA. «La trasparenza costruisce fiducia e i consumatori stanno cercando sempre più prodotti su cui poter contare».

Nel 2025 il programma ha coinvolto 99 prodotti diversi, inclusi numerosi marchi della grande distribuzione. Secondo l’associazione, la pagina web dedicata alla certificazione registra oltre 250.000 visite all’anno, segnale di un crescente interesse dei consumatori per l’autenticità dell’olio d’oliva.

Standard più severi della normativa internazionale

Parallelamente all’espansione del programma, la NAOOA ha annunciato una serie di nuove misure per rafforzare gli standard qualitativi, con requisiti più stringenti rispetto a quelli internazionali.

Tra le principali novità:

  • Riduzione del limite di acidità libera per gli oli extra vergini dallo 0,8% allo 0,5%, un parametro chimico che indica la qualità e la freschezza del prodotto.

  • Durata di conservazione più breve, con un termine massimo di 18 mesi dall’imbottigliamento per la dicitura “best if used by”, rispetto ai due anni spesso previsti dalle linee guida internazionali.

  • Creazione di un database di monitoraggio della qualità, per analizzare nel tempo le performance dei prodotti e migliorare la gestione della filiera.

  • Maggiore frequenza dei test, soprattutto per i marchi con distribuzione nazionale.

  • Audit obbligatori di terze parti in tutti gli stabilimenti dove vengono imbottigliati i prodotti certificati.

L’associazione ha inoltre annunciato l’estensione del programma al Canada, con l’obiettivo di ampliarlo progressivamente ad altri mercati.

La questione della purezza

Secondo la NAOOA, la preoccupazione principale dei consumatori riguarda la purezza dell’olio d’oliva, che rappresenta circa il 90% delle richieste di informazioni ricevute attraverso il sito dell’associazione.

Uno studio di controllo condotto nel 2024 su 190 campioni di olio appartenenti ai 15 marchi più venduti negli Stati Uniti – che rappresentano circa l’85% del mercato – non ha rilevato casi di adulterazione.

Un mercato in crescita, ma con incognite

L’annuncio arriva in una fase di espansione per il consumo di olio d’oliva negli Stati Uniti. Secondo i dati citati dalla NAOOA nel suo rapporto sullo stato dell’industria, la penetrazione dell’olio d’oliva nelle famiglie americane ha raggiunto il 50,9%.

Un risultato che il settore punta ad aumentare ulteriormente, anche se restano alcune incognite legate al commercio internazionale. L’associazione segnala infatti che eventuali dazi sulle importazioni potrebbero incidere sui prezzi al consumo, mettendo a rischio l’accessibilità del prodotto.

«La fiducia dei consumatori è la base della crescita del nostro settore», ha sottolineato Profaci. «Per questo dobbiamo assicurarci che ogni bottiglia offra esattamente ciò che il consumatore si aspetta».

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