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Gennaio e febbraio in affanno per il Portogallo dell'olio di oliva

Gennaio e febbraio in affanno per il Portogallo dell'olio di oliva

Temperature elevate durante la fase di fioritura e allegagione, precipitazioni irregolari ed episodi di vento hanno infatti compromesso la fruttificazione nelle principali aree olivicole del Paese, limitando i rendimenti

12 marzo 2026 | 12:00 | C. S.

La campagna olivicola 2026 in Portogallo si è caratterizzata per una significativa riduzione dei volumi produttivi, causata principalmente da condizioni meteorologiche avverse. Temperature elevate durante la fase di fioritura e allegagione, precipitazioni irregolari ed episodi di vento hanno infatti compromesso la fruttificazione nelle principali aree olivicole del Paese, limitando i rendimenti. Nonostante ciò, la raccolta si è svolta senza particolari difficoltà operative e la qualità dell’olio di oliva ottenuto è rimasta elevata, garantendo prodotti competitivi sia sul mercato nazionale sia su quello internazionale.

Gennaio 2026: avvio della campagna con perdite produttive

L’inizio dell’anno ha segnato una partenza difficile per la campagna delle olive da olio, con rese inferiori rispetto a quelle registrate nel 2024. Nella regione dell’Alentejo, la riduzione della produttività ha colpito soprattutto gli oliveti intensivi e superintensivi in siepe. Tuttavia, l’entrata in produzione di nuove superfici olivetate ha contribuito a compensare parzialmente il calo.

Situazione più complessa in Trás-os-Montes, dove le condizioni climatiche sfavorevoli durante la fioritura, unite agli effetti degli incendi dell’estate precedente, hanno provocato perdite significative di superficie produttiva e un ulteriore calo dei rendimenti. Nonostante le difficoltà, la qualità delle olive raccolte è rimasta elevata, consentendo la produzione di oli con ottime caratteristiche chimiche e sensoriali.

Febbraio 2026: chiusura della campagna con rese limitate

Con l’avvicinarsi della conclusione della campagna, è emerso con chiarezza come i rendimenti siano rimasti inferiori ai livelli del 2024, riflettendo l’impatto delle condizioni climatiche avverse su scala nazionale.

Nell’Alentejo, gli oliveti intensivi e quelli allevati a spalliera hanno registrato carichi produttivi inferiori, senza però compromettere la qualità delle olive conferite ai frantoi. Anche in Trás-os-Montes la produzione è risultata limitata, in particolare negli oliveti tradizionali, a causa delle basse temperature e dei danni legati agli incendi precedenti.

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