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A Jaén formazione tecnica per affrontare le sfide dell’olivicoltura tra cambiamento climatico e nuove norme
Uno dei principali blocchi tecnici del programma è stato dedicato alla gestione dell’irrigazione e alla nutrizione intelligente dell’olivo. Le sessioni hanno analizzato strategie per ottimizzare l’uso dell’acqua e migliorare la fertilizzazione di precisione in un contesto di crescente scarsità idrica
10 marzo 2026 | 12:00 | C. S.
Il Parco Scientifico-Tecnologico Geolit di Mengíbar, nella provincia di Jaén, ha ospitato nel mese di febbraio la prima edizione dei Seminari CITOLIVA, un ciclo di formazione specialistica che ha riunito quasi un centinaio di professionisti del settore olivicolo. Agricoltori, tecnici, consulenti agronomici e responsabili di frantoi hanno partecipato a una serie di incontri dedicati alle principali sfide strutturali dell’olivicoltura in un contesto segnato dal cambiamento climatico e da una crescente pressione normativa e di mercato.
L’iniziativa rientra nel Piano Strategico della Politica Agricola Comune (PAC) 2023-2027 promosso dal Ministero spagnolo dell’Agricoltura, Pesca e Alimentazione (MAPA). Il progetto è cofinanziato per il 43% dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) e per il 57% dal MAPA, con una dotazione complessiva di 75.773,40 euro. L’obiettivo è rafforzare la modernizzazione del settore agroalimentare e sostenere la formazione tecnica come leva per aumentare la competitività dell’olivicoltura.
Gestione dell’acqua e nutrizione del suolo
Uno dei principali blocchi tecnici del programma è stato dedicato alla gestione dell’irrigazione e alla nutrizione intelligente dell’olivo. Le sessioni hanno analizzato strategie per ottimizzare l’uso dell’acqua e migliorare la fertilizzazione di precisione in un contesto di crescente scarsità idrica.
Particolare attenzione è stata riservata all’interpretazione degli indicatori agronomici, all’uso dei dati per supportare le decisioni in campo e alle pratiche utili per migliorare l’efficienza produttiva mantenendo criteri di sostenibilità. L’obiettivo è fornire agli operatori strumenti concreti per adattare la gestione degli oliveti alle nuove condizioni climatiche, riducendo i costi e aumentando la resilienza dei sistemi produttivi.
Qualità dell’olio e affidabilità delle analisi
Un altro modulo ha approfondito la composizione fisico-chimica degli oli di oliva e i fattori che determinano la qualità del prodotto finale. I relatori hanno illustrato l’influenza delle varietà di olive e delle condizioni climatiche sul profilo analitico dell’olio, oltre ai principali metodi di analisi utilizzati nei laboratori.
Durante le sessioni sono stati trattati anche gli aspetti normativi e i criteri di accreditamento ENAC, evidenziando l’importanza dell’affidabilità analitica per la gestione delle aziende agricole, dei frantoi e dei laboratori di controllo qualità.
Produzione integrata, biologica e controllo naturale dei parassiti
Ampio spazio è stato dedicato alla transizione dal modello convenzionale verso sistemi di produzione integrata e biologica. Gli esperti hanno illustrato l’evoluzione delle tecniche di difesa fitosanitaria, i requisiti per la certificazione biologica, le opportunità di finanziamento e alcuni casi pratici di conversione e commercializzazione di olio extravergine certificato.
Il programma ha incluso inoltre un modulo sul ruolo degli “alleati naturali” nella gestione dei parassiti, con un approccio entomologico e agroecologico che punta a rafforzare la biodiversità funzionale e la salute del suolo, elementi fondamentali per costruire agroecosistemi più resilienti.
Formazione applicata e confronto tra professionisti
I seminari sono stati organizzati e tenuti dal team tecnico di CITOLIVA insieme a specialisti provenienti da università, laboratori accreditati ed enti di certificazione. Il formato degli incontri ha favorito il confronto diretto tra i partecipanti e lo scambio di esperienze professionali.
Secondo Lola Jiménez, direttrice di CITOLIVA, la forte partecipazione registrata a Jaén dimostra quanto il settore abbia bisogno di una formazione tecnica rigorosa e orientata alla pratica. “L’olivicoltura – ha sottolineato – deve affrontare sfide strutturali che richiedono decisioni basate su conoscenza scientifica ed esperienza tecnica, integrando gestione agronomica, qualità dell’olio, analisi sensoriale e contesto climatico in una visione globale”.
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