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Perù, Cile, Spagna e Portogallo: voci internazionali dal concorso Sol d'Oro

Perù, Cile, Spagna e Portogallo: voci internazionali dal concorso Sol d'Oro

Dentro le stanze del Sol d'Oro mentre i giurati sono al lavoro per decretare i migliori oli extravergini di oliva dell'Emisfero nord. Un diario di bordo per conoscere gli assaggiatori, le loro esperienze e tendenze

23 febbraio 2026 | 12:00 | Giulio Scatolini

A “singolar tenzone ed assaggio”, come tutti gli anni, si sfidano a Verona, in attesa della primavera, tutti gli oli del mondo che vogliono misurarsi con la vera qualità.

Il concorso, come già detto, rappresenta l’anteprima di Sol Expo il salone internazionale dell’olio d’oliva che quest’anno si terrà dal 1 al 3 marzo, naturalmente a Verona.

315 sono i campioni provenienti dalle parti più disparate del mondo che vogliono misurarsi nelle varie categorie: gli extravergini suddivisi in leggeri, medi, intensi, e in unica categoria: i biologici, le Dop, gli Absolute Beginners (piccoli produttori sino ad un massimo di 1.499 litri), i Big Producers (1.000.000 di litri o un fatturato complessivo superiore ai 50 milioni di euro).

Teatro Naturale che seguirà, come sempre, le varie fasi   del Concorso in diretta, con il suo “Diario di bordo”, vi presenta ora 4 dei 16 assaggiatori/assaggiatrici.

Capo panel e “motore mobile e immobile” del concorso è il Dottor Marino Giorgetti, abruzzese, che da anni dirige con autorevolezza e passione il Concorso.

Le prime 4 assaggiatrici/tori intervistate/i sono:

Lourdes Gonzales Koc (Perù), Brigida Jimenez Herrera (Spagna), Ana Carrilho (Portogallo), Josè Mingo Marinetti (Cile)

 

Che cosa ne pensa del Sol d’Oro come concorso?

Lourdes Gonzales Koc (Perù): Senza dubbio, Sol d'Oro è uno dei concorsi internazionali di olio extravergine di oliva più prestigiosi al mondo. La sua reputazione si basa su una metodologia di valutazione sensoriale rigorosa e trasparente, applicata con rigore a ogni campione partecipante.

La guida tecnica del capo panel Marino Giorgetti, insieme all'attenta selezione di una giuria internazionale composta da assaggiatori di grande esperienza provenienti sia dall'emisfero settentrionale che da quello meridionale, garantiscono un processo di valutazione imparziale, tecnico e altamente professionale.

Inoltre, la solida esperienza accumulata nell'organizzazione e nella gestione del concorso ha reso Sol d'Oro un punto di riferimento globale nella valutazione e nel riconoscimento dell'eccellenza degli oli extravergini di oliva.

Ana Carrilho (Portogallo): Sol d’Oro è un concorso estremamente ben organizzato, con una struttura molto professionale e rigorosa. Sottolineo soprattutto il livello del panel di assaggiatori: sono professionisti molto esperti, con grande sensibilità e conoscenza tecnica, il che garantisce valutazioni rigorose e credibili.
È un concorso che trasmette fiducia al settore e valorizza veramente la qualità degli oli.

Brigida Jimenez Herrera (Spagna): È uno dei concorsi internazionali più rigorosi e tecnicamente validi nel settore dell'olio d'oliva. Vorrei sottolineare il rigore del protocollo di degustazione, la selezione altamente qualificata della giuria e il rigore metodologico.

Josè Mingo Marinetti (Cile): Penso che questo sia un concorso di grande rilevanza per la valutazione professionale dal punto di vista organolettico e sensoriale.

La giuria di degustazione è responsabile della classificazione degli oli secondo uno specifico sistema di punteggio.

Questo è importante perché la valutazione sensoriale ha la precedenza sulle analisi di laboratorio. La giuria conferma una percezione sensoriale.

Con i suoi risultati, l'importanza sta nell'educare il consumatore, che generalmente riceve pochissime informazioni sull'olio che consuma.

Come ha trovato gli oli sino ad ora assaggiati?

Lourdes Gonzales Koc (Perù): Sono piacevolmente sorpreso dall'elevata qualità degli oli d'oliva che ho avuto modo di degustare nelle diverse categorie del concorso. Abbiamo trovato numerosi campioni con profili sensoriali di grande complessità, equilibrio e armonia, oltre a un fruttato davvero unico.

L'impegno e la passione dietro ogni olio sono evidenti. Questo dimostra quanto il settore oleario si sia evoluto negli ultimi anni e come i produttori siano sempre più impegnati a raggiungere l'eccellenza. Indubbiamente, concorsi come Sol d'Oro sono essenziali per dare visibilità e riconoscimento a questo lavoro ben svolto.

Ana Carrilho (Portogallo): Gli oli assaggiati fino ad ora presentano una qualità eccezionale, con un livello medio molto elevato.
Si trovano oli molto puliti, freschi, molto diversi tra loro e con caratteristiche alcune molto peculiari. Si percepisce chiaramente la cura nell’oliveto e nel frantoio, riflessa nel livello globale degli oli.

Brigida Jimenez Herrera (Spagna): Li ho trovati di livello medio-alto. Predominano profili sensoriali puliti, con un fruttato ben definito e diversificato, derivante dalle diverse varietà partecipanti al concorso. Si nota anche una netta tendenza all'armonia tra amaro e piccante, a testimonianza di un attento controllo agronomico e tecnologico in frantoio.

Josè Mingo Marinetti (Cile): Penso che siano di buon livello. Anche se non abbiamo ancora provato quelli super intensi. C'è una notevole intensità negli oli con caratteristiche di mandorla e pomodoro. Oli interessanti con alti livelli di amaro e un buon equilibrio.

Come è andata la campagna produttiva nella sua nazione?

Lourdes Gonzales Koc (Perù): L'anno scorso è stata una stagione molto positiva per il nostro Paese. Abbiamo raggiunto livelli di produzione prossimi al record storico, superando di gran lunga il raccolto scarso del 2024, sia per l'olio d'oliva che per le olive da tavola. Siamo persino riusciti a superare i volumi ottenuti nel 2018, che era stato uno degli anni più produttivi per il settore.

Per quanto riguarda quest'anno, le proiezioni indicano una produzione significativamente inferiore. Tuttavia, conosceremo i dati definitivi alla fine della stagione 2026, quando potremo valutare con maggiore precisione l'effettivo andamento del raccolto.

Ana Carrilho (Portogallo): È stata una campagna impegnativa. Abbiamo avuto diversi periodi di pioggia che hanno reso significativamente difficile la raccolta e hanno avuto un impatto sulla qualità finale degli oli.
Le precipitazioni sono state positive per gli oliveti in asciutto; tuttavia, dal punto di vista operativo, è stato difficile raccogliere nel momento ottimale di maturazione, soprattutto nella raccolta tradizionale e negli oliveti intensivi con maggiore dipendenza da finestre operative brevi. La campagna si è protratta a lungo, il che ha portato, in molti casi, alla produzione di oli di raccolta più tardiva.
Dal punto di vista fitosanitario, è stata una campagna eccezionale. Non abbiamo avuto problemi rilevanti di parassiti o malattie, in particolare di lebbra dell’olivo o di mosca dell’olivo.
Dal punto di vista sensoriale, osservo oli più intensi in bocca — con amaro e piccante più marcati — e, in generale, meno esuberanti al naso rispetto alle campagne precedenti.

Brigida Jimenez Herrera (Spagna): In Spagna, la stagione è iniziata in modo molto promettente, con oli di qualità eccezionale. Tuttavia, le successive condizioni meteorologiche hanno causato significative perdite di raccolto. Inoltre, alcune delle olive recuperabili arriveranno al frantoio in uno stato che impedisce la produzione di oli che soddisfano adeguati standard qualitativi. Di conseguenza, la raccolta presenta un netto contrasto tra un inizio eccellente e un risultato finale disomogeneo.

Josè Mingo Marinetti (Cile): Quest'anno in Cile il raccolto è stato più abbondante rispetto al 2024 (33% in più), raggiungendo quasi i numeri del 2023. Il raccolto del 2024 è stato particolarmente scarso a causa dei cambiamenti climatici durante l'annata agricola. I produttori sono soddisfatti di questo raccolto, sia in termini di quantità che di qualità. Nel 2025 ne sono stati prodotti circa 20 milioni di litri.

Per quanto riguarda la tua esperienza, come ti confronti con altri degustatori di altri Paesi?

Lourdes Gonzales Koc (Perù): Credo che ogni assaggiatore sviluppi la propria esperienza unica nel tempo. La nostra percezione sensoriale è plasmata dallo studio, dalla pratica e dalle numerose ore di degustazione, ma anche dal contesto culturale e produttivo di ogni Paese.

L'aspetto più prezioso della partecipazione a concorsi internazionali è proprio lo scambio. Condividere con assaggiatori di diversi Paesi arricchisce notevolmente l'esperienza perché ci permette di confrontare criteri, affinare le nostre percezioni e ampliare la nostra prospettiva.

Ana Carrilho (Portogallo): È un’esperienza molto arricchente. Alcuni colleghi sono ormai più che colleghi — sono diventati amici nel corso degli anni.
È molto prezioso poter scambiare esperienze, discutere i profili sensoriali degli oli prodotti in ogni paese e condividere diverse prospettive tecniche. Questo confronto internazionale eleva il livello dell’assaggio e amplia la nostra visione come assaggiatori.

Brigida Jimenez Herrera (Spagna): L'esperienza è molto positiva, perché condividere un tavolo con degustatori di altri Paesi è sempre arricchente, perché impariamo gli uni dagli altri e ampliamo la nostra conoscenza e percezione della qualità delle varietà dei diversi Paesi partecipanti.

Josè Mingo Marinetti (Cile): È un'esperienza estremamente interessante. L'esperienza degli assaggiatori europei è molto più completa ed è sempre un'ottima opportunità per confrontare il nostro livello. Tuttavia, come assaggiatore dell'emisfero australe, credo di contribuire con le nostre conoscenze geosensoriali: siamo cresciuti in ambienti diversi, dove ci sono innumerevoli varietà di erbe e tipi di graminacee, così come frutti diversi. In alcuni casi, questo contribuisce a scoprire sapori o aromi diversi.

La cosa più importante è partecipare a un concorso come questo e, soprattutto, imparare.

Molti anni fa, ho avuto l'opportunità di recarmi a Verona per convincere il presidente della Fiera della necessità di organizzare un concorso specifico per l'emisfero australe. Poiché nei nostri Paesi la raccolta inizia ad aprile, eravamo svantaggiati rispetto agli europei e, in generale, all'emisfero settentrionale.

L'ho convinto che questa rappresentava anche un'opportunità unica per SOL di posizionarsi come marchio internazionale ed essere all'avanguardia. E' stato raggiunto, e in Cile.

Esiste anche una dimensione umana molto importante: è un privilegio poter godere di così buona compagnia, in un ambiente di grande rispetto e professionalità.

Vi invitiamo alla lettura, domani, della prossima puntata …

     

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