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La crisi sistemica dell'olivicoltura di Jaen
Il costo reale di produzione di olio di oliva a Jaen è 4,98 euro/kg. In corso non una semplice fase negativa dei mercati, ma una crisi strutturale che mette in discussione l’intero modello produttivo
22 febbraio 2026 | 10:00 | C. S.
L’oliveto tradizionale della provincia di Jaén affronta una delle fasi più delicate della sua storia recente. Non si tratta, secondo un nuovo studio, di una semplice fase negativa dei mercati, ma di una crisi strutturale che mette in discussione l’intero modello produttivo.
La ricerca è firmata da Antonio Ruz Carmona, responsabile della Cooperativa Agraria San Roque de Arjonilla; Manuel Parras Rosa, docente di Marketing e Ricerca di Mercati presso l’Università di Jaén; e Sergio Colombo, ricercatore dell’IFAPA Camino de Purchil di Granada.
Costi alti di produzione e frammentazione fondiaria alla base della crisi dell'olio di oliva
Al centro dell’analisi c’è la frammentazione fondiaria. Il 72% degli appezzamenti non supera l’ettaro di superficie: una polverizzazione estrema che, secondo gli autori, genera “inefficienze matematiche” tali da compromettere la sostenibilità economica delle aziende.
Per decenni il sistema ha retto grazie al lavoro familiare non retribuito. Ma i numeri raccontano un’altra realtà. Il cosiddetto “Costo Apparente” di produzione si attesta a 2,98 euro al chilo, considerando solo le spese dirette. Se però si include il lavoro autonomo e i costi opportunità, il “Costo Reale” sale a 4,98 euro al chilo.
Una differenza che pesa soprattutto sul ricambio generazionale. “La mancanza di redditività strutturale è il principale ostacolo all’ingresso dei giovani”, sottolineano gli esperti, evidenziando come le nuove generazioni non siano disposte a lavorare senza una remunerazione dignitosa.
Cooperative protagoniste del cambiamento
Secondo lo studio, le soluzioni individuali hanno ormai raggiunto il limite della loro efficacia. La proposta è quella di trasformare le cooperative in vere e proprie piattaforme di gestione strategica del territorio.
Tre gli strumenti indicati: il Contratto di locazione cooperativa zonale (ARZ), per favorire l’aggregazione dei terreni; la Sezione di gestione agricola (SGF), per centralizzare operazioni e acquisti; e la Sezione di trasformazione della zona (STF), per guidare in modo collettivo la riconversione e l’ammodernamento delle aziende.
Un passaggio decisivo
Il messaggio finale è chiaro: l’oliveto tradizionale jiennense deve passare da una gestione frammentata e isolata a un modello condiviso e professionalizzato. Solo attraverso l’aggregazione, la misurazione delle inefficienze e l’adozione di strumenti tecnologici il settore potrà evolvere in un’industria verde capace di garantire redditività e futuro alle prossime generazioni.
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