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La corsa al biologico dell'olivicoltura mondiale si è fermata

La corsa al biologico dell'olivicoltura mondiale si è fermata

Rimangono sostanzialmente stabili i numeri complessivi dell'olivicoltura bio nel mondo. La percentuale di oliveti bio più alta rispetto al totale in Francia mentre in Italia si ferma al 19%. Spagna indistro con solo l'11% dell'olivo a biologico

20 febbraio 2026 | 09:00 | C. S.

Nel 2024 l’olivicoltura biologica mondiale raggiunge un nuovo traguardo: 792.705 ettari certificati, pari al 7,2% della superficie olivicola globale. A fotografare il settore è il rapporto World of Organic Agriculture, pubblicato dall’Istituto di ricerca dell'agricoltura biologica (FiBL) e dalla Federazione internazionale dei movimenti dell'agricoltura biologica (IFOAM).

Un dato che conferma la crescita strutturale del comparto e che potrebbe ulteriormente rafforzarsi: 72.760 ettari risultano attualmente in fase di conversione, segnale di un interesse ancora dinamico verso il modello produttivo bio.

Spagna e Italia guidano la classifica

Per superficie assoluta, la leadership resta saldamente nelle mani della Spagna, con 284.335 ettari di oliveti biologici, seguita dall’Italia con 221.141 ettari. Al terzo posto la Tunisia (153.233 ettari), che consolida il ruolo del Nord Africa nella produzione olivicola sostenibile.

Seguono Portogallo (54.506 ettari), Turchia (41.942 ettari) e, più distante, Argentina (9.464 ettari), a testimonianza di una progressiva diffusione anche fuori dall’area mediterranea.

Completano la Top 15: Francia, Palestina, Marocco, Cina, Croazia, Cipro, Egitto, Cile e Azerbaijan.

Europa protagonista

L’analisi per continente evidenzia il netto predominio europeo: 612.678 ettari si trovano in Europa, contro i 158.989 ettari dell’Africa. Il continente europeo rappresenta quindi oltre tre quarti della superficie mondiale di oliveti biologici, sostenuto da politiche agricole orientate alla transizione ecologica e da una domanda interna consolidata.

La Francia prima per incidenza percentuale

Se la Spagna primeggia per estensione, la Francia detiene invece il primato per incidenza del biologico sulla superficie olivicola nazionale: il 39% degli oliveti francesi è coltivato secondo metodo biologico.

In Italia la quota si attesta al 19%, mentre in Spagna raggiunge l’11%. Un dato che mette in luce strategie differenti: grandi volumi in Spagna, maggiore conversione strutturale in Francia, equilibrio intermedio in Italia.

Un settore in trasformazione

Il quadro delineato dal rapporto conferma una tendenza chiara: l’olivicoltura biologica non è più una nicchia, ma una componente strutturale del comparto oleicolo globale. Con quasi 800 mila ettari certificati e migliaia ancora in conversione, il settore sembra destinato a rafforzare il proprio peso nei prossimi anni, trainato da sostenibilità, domanda di mercato e politiche agricole orientate alla transizione verde.

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