Mondo
La minaccia dell'erosione del suolo sull'olivicoltura mediterranea
Il passaggio sempre più frequente di tempeste e cicloni, come Marta e Leonardo, in Andalusia e sul sud Italia mettono a rischio la sostenibilità di lungo termine dell'olivicoltura mediterranea e con essa l'olio di oliva
17 febbraio 2026 | 10:00 | C. S.
Il passaggio consecutivo delle tempeste di Leonardo e Marta ha intensificato uno dei più gravi problemi strutturali nel settore agricolo: l'erosione del suolo agricolo.
Secondo un’analisi del Gruppo di Idrologia e Idraulica Agricola (AGR127) dell’Università di Córdoba, episodi di piogge torrenziali e persistenti hanno accelerato la perdita di terreno fertile, soprattutto in olivicoltura.
Le precipitazioni, che in alcuni punti hanno superato i 100 l/m2 in 24 ore – con un record eccezionale di 581,5 l/m2 a Grazalema – hanno avuto un impatto su terreni già saturi, favorendo il massiccio trascinamento dei sedimenti.
In Andalusia, il 40% della superficie agricola ha tassi di erosione di oltre 50 tonnellate per ettaro all'anno, ben al di sopra della soglia critica di 12 t/ha/anno. Nei processi di erosione della carcave, le perdite possono raggiungere fino a 590 t/ha/anno, equivalenti a 5 centimetri di terreno in un unico esercizio.
Le carcave contribuiscono fino all’83% dei sedimenti che riempiono i serbatoi del Mediterraneo, riducendo la loro capacità di stoccaggio e aumentando il rischio di inondazioni. La sedimentazione e la perdita di capacità di rotolamento aggravano la vulnerabilità a futuri episodi estremi.
I ricercatori sottolineano la necessità di implementare le coperture vegetali, l'agricoltura di conservazione e la pianificazione adattata al territorio. Al di là degli aiuti annunciati dopo le perdite temporanee – con stime milionarie nell’uliveto e in altre colture – avvertono che la perdita di terreno fertile è un danno silenzioso che compromette la produttività, la sicurezza alimentare e la sostenibilità delle campagne andaluse a lungo termine.
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