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Stop all'accordo UE-Mercosur: il Parlamento chiede il parere della Corte di Giustizia europea

Stop all'accordo UE-Mercosur: il Parlamento chiede il parere della Corte di Giustizia europea

L'accordo resta in vigore in via temporanea ma ora i tempi per la sua approvazione si allungano, con il Parlamento europeo che procederà alla ratifica solo dopo il parere giuridico della Corte di Giustizia. Contro l'accordo UE-Mercosur 334 deputati

21 gennaio 2026 | 14:05 | T N

Con 334 voti favorevoli, 324 contrari e 11 astensioni, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che chiede un parere giuridico alla Corte di giustizia europea (CGE) sull'accordo. Una seconda risoluzione che chiede anche una valutazione legale è stata respinta con 225 voti favorevoli, 402 contrari e 13 astensioni. 

La base giuridica dell'accordo di partenariato UE-Mercosur (EMPA) e dell'accordo commerciale interinale (iTA) saranno ora riesaminate dalla Corte di giustizia. Il Parlamento europeo proseguirà l'esame dei testi, in attesa del parere della Corte Ue. Solo allora, il Parlamento potrà votare per concedere il consenso (o meno) all'accordo.

Nel corso delle ultime settimane, l'accordo è stato oggetto di furiose proteste, soprattutto da parte del mondo agricolo.

Solo ieri circa cinquemila agricoltori hanno invaso le strade di Strasburgo per dire no al Mercosur. "Siamo qui in tanti perché vogliamo continuare a difendere un'agricoltura che produce in Europa", ha scandito dal palco il presidente della Federazione francese dei sindacati agricoli (Fnsea), Arnaud Rousseau. La Francia è stata tra le nazioni più attive nell'opporsi all'accordo di libero scambio.

In Italia contro l'accordo tutte le sigle sindacali classiche, Coldiretti, Confagricoltura e CIA, ma anche i liberi agricoltori di Coapi che hanno manifestato a Milano, Parma, Vittoria e anche a Strasburgo.

La posizione delle associazioni

Il Coapi ha voluto chiedere risposte concrete alla crisi strutturale del settore primario.“La mobilitazione – sottolinea l'associazione – non riguarda solo chi produce, ma anche i cittadini e i consumatori, colpiti dall’aumento dei prezzi e dalla perdita di qualità del cibo”. Dai presidi di Parma e Vittoria, alle manifestazioni territoriali, fino all’assemblea e alla manifestazione nazionale a Roma, csottolinea il Coordinamento, la mobilitazione proseguirà finché non arriveranno risposte concrete.

"La nostra battaglia continuerà oggi, nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, finché non otterremo elementi chiari di trasparenza e di coerenza da parte della Commissione europea", sottolinea il presidente di Coldiretti Ettore Prandini. "Partendo proprio dal Mercosur, tutti i prodotti che importiamo in Europa e soprattutto in Italia devno essere pienamente tracciabili", dichiara il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo.

"Diamo da mangiare agli europei tutti i giorni, vogliamo continuare a farlo ma non possiamo farlo se non abbiamo quegli strumenti necessari per poter garantire un giusto reddito agli agricoltori", ha puntualizzato il presidente di Confagricoltura e del Copa Massimiliano Giansanti.

La protesta di Cia accende i riflettori sui numeri dell'accordo Ue-Mercosur che mette a rischio 40mila posti di lavoro nell'agroalimentare, oltre a falle nei controlli e squilibri produttivi che minacciano i produttori italiani. "Non ci fermiamo - ha dichiarato il presidente della CIA Cristiano Fini - pretendiamo nero su bianco la reciprocità degli standard produttivi, sanitari e ambientali, più controlli rigorosi su tutte le merci dal Sud America e clausole di salvaguardia rapide e efficaci". 

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