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Le mani di Dcoop su Pompeian: così controlla il 20% dell'olio di oliva negli Stati Uniti

Le mani di Dcoop su Pompeian: così controlla il 20% dell'olio di oliva negli Stati Uniti

Il dramma della siccità colpisce duramente l'olivicoltura spagnola, causando un grave problema di volumi per rafforzare il settore oleicolo. Con l'acquisizione di Pompeian Dcoop vuole continuare a conquistare posizioni nel mercato statunitense

11 novembre 2025 | 12:00 | C. S.

Presto Dcoop controllerà il marchio Pompeian. 

Già oggi controlla il 50% dell'azienda ma presto potrebbe arrivare al 100%. Pompeian ha attualmente ha il 20% della quota di mercato degli oli di oliva negli USA, secondo i dati NielsenIQ.

Il fatturato di Pomepeian è di oltre 700 milioni di dollari all'anno e che ha un impianto di confezionamento a Baltimora, dopo aver chiuso lo stabilimento di Los Angeles, per motivi logistici. Una struttura che facilita il posizionamento di Dcoop nel mercato statunitense.

Luque ha affermato che il settore agroindustriale deve consolidarsi con integrazioni verticali e che nonostante non veda con occhi buoni l'accordo del Mercosur, ritiene che il Brasile possa essere un Paese interessante; anche se per Dcoop il suo grande obiettivo è continuare a conquistare posizioni nel mercato statunitense, dove i consumi hanno già raggiunto più di 400.000 tonnellate.

Il problema dell'olivicoltura spagnola in asciutto

Secondo il direttore generale Dcoop, Rafael Sánchez de Puerta, non bastano gli aiuti per l'olivicoltura in asciutto spagnola, ha urgente bisogno di poter avere acqua per guadagnare competitività e redditività.

Sulla stessa linea Luque ha affermato che gli oliveti hanno bisogno nuova irrigazione o acqua rigenerata e che, se questi territori migliorassero, potrebbero dare una svolta importante alle future campagne olivicole in volume. E la prova, secondo Luque “la stiamo vivendo nell’attuale campagna che, a causa della mancanza di acqua da maggio, ha colpito molto direttamente l'oliveto in asciutto e ha causato una significativa diminuzione del volume finale stimato per questa campagna”.

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