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Il bilancio dell’olio di oliva nell’Unione europea nel 2025

Il bilancio dell’olio di oliva nell’Unione europea nel 2025

La produzione europea dovrebbe sfiorare le 2 milioni di tonnellate, con 460 mila tonnellate di stock a settembre e livelli record di importazioni dalla Tunisia. Di torna ai livelli della campagna olearia 2019/2020

13 febbraio 2025 | 13:00 | T N

La produzione di olio di oliva nell’Unione europea dovrebbe sfiorare o leggermente superare le 2 milioni di tonnellate, secondo il report della Commissione europea al 4 febbraio.

Con una produzione spagnola stimata ancora a 1,29 milioni di tonnellate, il dato di 1,989 milioni di tonnellate potrebbe essere visto al rialzo. Molto dipenderà dalla Grecia, ancora accreditata di 250 mila tonnellata di produzione, ma che aveva visto una produzione di sole 109 mila tonnellate a fine dicembre. Ottimo il dato del Portogallo a 195 mila tonnellate, un record produttivo per il Paese iberico.

Si ritorna quindi ai livelli produttivi delle annate 2019/2020 e 2020/2021 ma senza gli stock di quelle annate che ammontavano a 789 e 677 mila tonnellate, mentre nella campagna 2024/25 si è iniziato con la metà: 297 mila tonnellate.

A settembre 2025 l’Unione europea stima una giacenza finale di 460 mila tonnellate per consumi di 1,326 milioni di tonnellate.  Un livello di consumo inferiore a quello del 2020/2021, quando fu di 1,477 mila tonnellate. I primi livelli di vendite della Spagna a gennaio, oltre le 140 mila tonnellate (comprese le importazioni), fanno ipotizzare un livello di consumi superiore, specie se i prezzi si manterranno piuttosto bassi.

Il dato più significativo è il record di importazioni da extra Ue, stimato in 215 mila tonnellate (prevalentemente dalla Tunisia), ben inferiore alle 160-170 mila tonnellate della media degli ultimi anni.

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