Mondo
Le viti a piede franco siano riconosciute come patrimonio Unesco
Si tratta di viti che, grazie alla presenza di terreni sabbiosi, vulcanici o per le notevoli altitudini, hanno resistito alla fillossera, responsabile nella seconda metà dell' 800 della distruzione della maggior parte dei vigneti europei
25 gennaio 2025 | 09:00 | C. S.
Una rete internazionale per il riconoscimento Unesco delle viti coltivate a piede franco, ovvero con radici proprie e non innestate su viti americane.
Un progetto ambizioso per poter certificare, tutelare e far conoscere a livello mondiale, valore e unicità di questo patrimonio dell'enologia, storia, tradizioni e biodiversità. Le linee guida del percorso sono state tracciate in un incontro a Napoli, che per la prima volta in Italia ha messo a confronto produttori, ricercatori, enologi, sommelier da diversi paesi come Francia, Spagna, Svizzera, Grecia, Turchia, Argentina e territori italiani, Sardegna, Val d'Aosta, Trentino, Lazio, Basilicata, Campania.
Un convegno organizzato dal comitato italiano per la tutela del piede franco presieduto da Silvano Ceolin e coordinato dalla vicepresidente Adele Munaretto, in collaborazione con l'associazione francese Francs de Pied. "La Sardegna - ha messo in rilievo Mariano Murru, presidente Assoenologi Sardegna e delegato del comitato nazionale per la tutela del piede franco - è tra le regioni di maggior rilievo sia in Italia che in Europa, con una superficie vitata stimata in oltre 430 ettari. Tra i territori più rappresentativi, l'isola di Sant'Antioco, il Sulcis e la zona di Badesi".
Per Erica Verona, rappresentante della comunità del Carignano a piede franco di Sant'Antioco, "il riconoscimento Unesco può portare grandi benefici a produttori, comunità, ambiente e paesaggio". Il percorso, ha spiegato Murru, parte "dalla necessità di salvaguardare le vigne coltivate a piede franco e la loro biodiversità. Si tratta di viti che, grazie alla presenza di terreni sabbiosi, vulcanici o per le notevoli altitudini, hanno resistito alla fillossera, responsabile nella seconda metà dell' 800 della distruzione della maggior parte dei vigneti europei. La Regione - ricorda -, tramite Laore e l'Università di Sassari, sta portando avanti un importante censimento delle viti a piede franco. Una preziosa mappa dettagliata che man mano coinvolgerà l'intera Isola confermandola tra le prime regioni in Italia ad aver svolto questo prezioso lavoro".
Potrebbero interessarti
Mondo
Agricoltura 4.0, l'Europa è spaccata in due: connessa sì, intelligente ancora no
Non basta avere Internet nei campi per fare agricoltura di precisione. Mentre Danimarca e Germania sfiorano il 100% di connettività, solo il 18% delle aziende usa tecnologie avanzate. Ma quelle poche gestiscono già quasi la metà della superficie agricola europea
06 agosto 2026 | 11:00
Mondo
Raccolto promettente negli oliveti della Sierra de Cazorla in Spagna
L'elevato numero di frutti per germoglio lascia intravedere una campagna olearia superiore alla media. Tuttavia, la DOP Aceite Sierra de Cazorla invita alla prudenza: saranno l'andamento climatico, la disponibilità d'acqua e la formazione dell'olio nei prossimi tre mesi a determinare il risultato finale
04 agosto 2026 | 11:00
Mondo
Olio d'oliva, l'accusa di OliveA: le importazioni tunisine vengono usate per deprimere i prezzi all'origine
L'associazione spagnola OliveA Tradición y Progreso denuncia un utilizzo sempre più esteso delle importazioni di olio tunisino, in particolare attraverso il regime di perfezionamento attivo. Così si mantengono sotto pressione le quotazioni riconosciute agli olivicoltori
04 agosto 2026 | 09:00
Mondo
L'olivicoltura tradizionale di Jaén alla prova della sostenibilità economica: i costi nascosti mettono in crisi il modello produttivo
Una ricerca basata sul metodo OliCost rivela che la principale minaccia per l'olivicoltura tradizionale non è il prezzo dell'olio, ma una struttura aziendale frammentata e l'incapacità di contabilizzare i reali costi di produzione
03 agosto 2026 | 14:00
Mondo
La Spagna investe sempre più nell'olivicoltura irrigua: 9000 ettari in Castilla La Mancha
Il governo regionale ha presentato alla Confederazione Idrografica del Guadalquivir un progetto per trasformare tra 6.000 e 9.000 ettari di oliveto da asciutto a irrigato. L’intervento, sostenuto da un investimento di 15 milioni di euro
03 agosto 2026 | 11:00
Mondo
Olio di oliva, il mercato si stabilizza in Spagna: vendite piatte ma segnali di ripresa
Dopo anni di rincari e scarsità di prodotto, il settore degli imbottigliatori chiude il primo semestre della campagna 2025/2026 con volumi quasi invariati. Ma nel secondo trimestre si registra un +3,46%, sintomo di una graduale ripresa dei consumi
03 agosto 2026 | 09:00