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La protesta degli agricoltori tra show e politica europea
Mentre presidi di agricoltori si registrano in tutte le regioni italiane e la mucca Ercolina II si aggira per Sanremo, al Parlamento europeo va in scena un duro scontro tra popolari e socialisti, preludio della fine di un'alleanza pluridecennale
07 febbraio 2024 | T N
La mucca Ercolina II è arrivata a Sanremo, accompagnata dagli allevatori. L'erede della storica Ercolina, "mascotte" dei Cobas del latte nel 1997, rappresenta un simbolo di protesta. I manifestanti dell’epoca la portarono addirittura a Roma, dove venne benedetta da Papa Giovanni Paolo II.
La prima apparizione di Ercolina II è avvenuta domenica 4 febbraio, durante le proteste in piazza Duomo a Milano. Ora a farla passeggiare in giro per Sanremo è proprio Michele, che racconta le motivazioni della protesta che continua a far marciare i contadini.
"Con questi prezzi non possiamo andare avanti, è una vergogna. Ho paura per il mio futuro e per quello degli altri giovani, per questo stiamo cercando di farci sentire - spiega il ragazzo -. Costi troppo elevati per produrre e un prezzo finale che è troppo basso. Per esempio, la disparità con i supermercati è incredibile: se noi vendiamo 100 chilogrammi di un prodotto a 30 euro al kg, il supermercato lo vende a 400 euro".
Intanto la protesta degli agricoltori è pronta ad arrivare a Roma con una sfilata di trattori in pieno centro. Oggi i trattori sono vicino al Grande Raccordo Anulare, mentre continuano i presidi in nodi strategici come lo svincolo di Orte. Circa duecento trattori in presidio davanti al casello autostradale dell'A14 a Castel San Pietro Terme (Bologna) ha bloccato lo svincolo. Sono circa trecento gli agricoltori e gli allevatori da lunedì sera in presidio a Ripoli, nel torinese, in un terreno accanto all'interporto Sito e alla tangenziale.
Ma presidi di agricoltori si registrano in tutte le regioni italiane. Manifestazioni non violente e che stanno causando pochi disagi alla cittadinanza che saluta con entusiamo e affetto le proteste degli agricoltori.
Non così in altre nazioni europee, con greci e bulgari che sono scesi in piazza, con i più facinorosi che sono gli spagnoli, con blocchi stradali, barricate incendiate e minacce di boicottare l'operatività di porti e interporti.
Ma lo scontro più duro, e meno folcloristico, è in Europa.
Un centinaio di trattori hanno bloccato l'ingresso del Parlamento di Bruxelles mentre in aula era in corso il dibattito sulle conclusioni dell'ultimo vertice Ue alla presenza della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. E' in corso un presidio permanente che infuoca il clima anche all'interno del Parlamento europeo.
La protesta degli agricoltori: la politica europea si scontra
In particolare, in vista delle elezioni europee, si accende lo scontro tra Partito Popolare Europea e Partito Socialista Europeo.
A prendere le difese del movimento degli agricoltori è stato il capogruppo Ppe a Strasburgo Manfred Weber. "Mentre noi chiedevamo di ascoltare gli agricoltori venivamo trattati come lobbisti e i nostri eurodeputati denigrati per aver ascoltato le loro istanze", ha dichiarato Weber in merito alle conclusioni dell'ultimo vertice europeo. "Gli agricoltori europei non sono persone che vogliono inquinare, non vogliono distruggere la natura, loro conoscono la natura meglio di chiunque altro. Non vogliono maltrattare gli animali, loro con gli animali lavorano tutti i giorni. Non sono dei lobbisti. Noi come Ppe li ringraziamo e saremo sempre al loro fianco".
A replicare al capogruppo Ppe sono stati Socialisti e Verdi. "Weber non fa un grande favore al settore agricolo. Il fatto che lei cerca di sbandierare la sua difesa, non è accettabile strumentalizzare a fini elettorali la crisi e le sofferenze di un settore. È chiaro che i problemi ci sono ma le responsabilità sono comuni, o forse il Ppe ha votato contro la riforma della Pac?", ha affermato il capogruppo socialista Iratxe Garcia Perez.
"Noi Verdi da anni diciamo che la Pac come è stata concepita non è sostenibile per il pianeta e per gli agricoltori. Oggi è il momento di agire e non di fare lo scaricabarile", ha aggiunto da parte sua la capogruppo dei Verdi Terry Reintke.
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