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Il prezzo dell’olio di oliva greco e spagnolo sotto gli 8 euro/kg
Forti ribassi delle quotazioni dell’olio extra vergine di oliva in Spagna e Grecia che scivolano per la prima volta da mesi sotto gli 8 euro/kg. Anche i futures per la primavera 2024 vedono prezzi bassi
06 novembre 2023 | C. S.
La tendenza internazionale dei prezzi dell’olio extra vergine di oliva è una discesa lenta dopo mesi di continue impennate.
Le prime indicazioni sui mercati spagnolo e greco, per olio extra vergine di oliva di nuova produzione, sono si prezzi sotto gli 8 euro/kg, oscillanti tra i 7,8 e i 7,9 euro/kg.
Ad aver buttato giù i listini, in Spagna soprattutto, è la disponibilità di olio nuovo degli impianti superintensivi, di Arbequina soprattutto. Raccolti precocemente, le aziende cercano di velocizzare contratti e forniture, ipotizzando che l’attuale prezzo sarà quello più alto dell’intera campagna olearia 2023/24. Il tentativo è quindi monetizzare in fretta, anche a scapito di valore aggiunto e marginalità.
Le disponibilità di questi oli, di qualche decina di migliaia di tonnellate in volume, sono in grado di modificare le dinamiche in un mercato ancora fermo.
E’ così che si stanno siglando contratti, in Spagna, a 7,9 euro/kg oggi, con consegne programmate a febbraio e marzo a 7,85 euro/kg, quindi scommettendo su un ribasso ulteriore delle quotazioni nel medio periodo.
E’ così che anche PoolRed ha registrato il crollo del prezzo dell’olio extra vergine di oliva a 7,95 euro/kg.
Questa situazione fa vedere i suoi effetti immediati anche in Grecia, Paese dove le richieste, fino a qualche giorno fa, arrivavano a 9 euro/kg. Oggi sono stati siglati contratti a 7,8 euro/kg.
I ribassi sono finiti? Secondo imbottigliatori e Grande Distribuzione no, visto che scommettono su un ulteriore assestamento al ribasso delle quotazioni e dei prezzi per portare l’olio extra vergine greco e spagnolo a stabilizzarsi intorno ai 7 euro/kg. Si tratta di quotazioni doppie rispetto alla media degli ultimi 5 anni ma comunque ben distanti dai record segnati a settembre.
D’altronde in Spagna, dove gli aggiornamenti dei contratti e delle forniture con la GDO vengono fatti ogni 3-4 mesi, gli uffici acquisti sono fermi, con un rinnovo temporaneo dei vecchi listini, in attesa della stabilizzazione delle quotazioni dell’olio nuovo ai livelli desiderati.
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