Mondo
Gli olivicoltori brasiliani contro l’olio di oliva europeo
L’olivicoltura brasiliana ormai occupa 6200 ettari di terreno per una produzione di poche centinaia di tonnellate ma si guarda già al futuro e a trovare mercati e sbocchi commerciali
11 luglio 2023 | C. S.
La produzione di olio d'oliva in Brasile nella campagna 2022/2023 è stata di 580.228 mila litri, con un aumento del 29% rispetto al periodo precedente. I dati sono stati resi noti dall'Istituto brasiliano di olivicoltura (Ibraoliva) e dalla Segreteria per l'agricoltura, l'allevamento, la produzione sostenibile e l'irrigazione (Seapi).
Il presidente di Ibraoliva, Renato Fernandes, ha affermato che una delle sfide per i produttori del Rio Grande do Sul è la lotta contro gli oli d'oliva contraffatti e quelli stranieri che arrivano con difetti. "Questi non sono extravergini. Hanno dei difetti e l'olio difettoso è vergine. L'olio d'oliva è il secondo prodotto più contraffatto al mondo".
Da parte sua, il vicepresidente dell'organizzazione, Flávio Obino Filho, ha sottolineato che è importante poter spiegare al pubblico la differenza tra l'olio d'oliva prodotto nel Rio Grande do Sul e quello che si trova sugli scaffali. "L'olio d'oliva prodotto in Europa a volte non è nemmeno vergine, è di seconda scelta, e noi lo compriamo in Brasile come se fosse il migliore", ha lamentato.
Nell’area del Rio Grande do Sul vi è una superficie di 6.200 ettari di olivi in 110 comuni, di cui 4300 in produzione, per 340 produttori. Il numero di marchi di olio d'oliva nel Rio Grande do Sul è di 93, con un aumento del 32% rispetto al raccolto 2021/2022.
Il Segretario all'Agricoltura, Giovani Feltes, ha sottolineato che la produzione di olio d'oliva sta raggiungendo una fase industriale e l'apertura dei mercati è essenziale. "Avremo una produzione di circa 900.000 litri di olio d'oliva nei prossimi anni. E dobbiamo trovare un mercato per questo", ha detto.
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