Mondo
Il test di 60 Millions de Consommateurs boccia l’olio extra vergine di oliva venduto in Francia
Il test sui marchi di olio extra vergine di oliva venduto in Francia dalla rivista dei consumatori boccia la metà dei campioni per rancido e muffa. Fari sui contaminati
01 giugno 2023 | T N
La rivista 60 Millions de consommateurs sono pubblicati dall'Institut national de la consommation (INC), una delle cui missioni principali è quella di "raccogliere, produrre, analizzare e distribuire informazioni, studi, indagini e test ". L'INC ha lo status di ente pubblico di natura industriale e commerciale (EPIC), posto sotto la supervisione del Ministro del consumo.
Con cadenza regolare i consumatori francesi si occupano di testare l’olio di oliva presente in Francia poiché “i francesi sono grandi estimatori dell'olio d'oliva, di cui consumano quasi 110.000 tonnellate ogni anno.”
Con altrettanta cadenza regolare, sono tante le irregolarità registrate dalla rivista.
Per questo nuovo test comparativo, pubblicato sulla rivista di giugno 2023, sono state analizzate 24 referenze di oli di grandi marche (Carapelli, Puget, Tramier, Terra Delyssa...) e di private label (Lidl, Carrefour, E. Leclerc, Naturalia...), sia biologici che convenzionali.
Sono stati riscontrati difetti inaccettabili nella metà degli oli d'oliva che sono stati testati, in particolare un difetto di rancido o ammuffito. I prodotti in questione non dovrebbero essere venduti come "extra vergine".
L’attenzione dei consumatori francesi su plastificanti o idrocarburi nell’olio extra vergine d’oliva
Ventitré dei prodotti analizzati contenevano da uno a tre plastificanti. Il principale era il di-isononil ftalato (DINP), seguito da vicino dal dietilesil ftalato (DEHP), classificato come interferente endocrino e reprotossico (tossico per la riproduzione) dall'Agenzia europea per le sostanze chimiche, e dal dibutil ftalato (DBP). Oltre a essere un interferente endocrino e un tossico per la riproduzione, il DBP è sospettato di essere persistente e bioaccumulabile.
I risultati sono ancora più preoccupanti quando si parla di idrocarburi di oli minerali. Questi composti si dividono in due categorie: i MOSH (idrocarburi saturi da oli minerali) e i MOAH (idrocarburi aromatici da oli minerali), i più temuti per le loro proprietà cancerogene e genotossiche.
Entrambi sono presenti in cinque oli d'oliva, in particolare nell'extravergine Simplement bon et bio (Aldi), nell'extravergine Bio Village (marchio E. Leclerc) e nell'extra classico Carapelli bio "Vierge": le loro quantità di MOAH sono prossime a 2 mg/kg. È proprio questa la soglia che l'Europa definisce come limite accettabile. Al di sopra di questo livello, il Dipartimento Frodi può chiedere il ritiro dei prodotti.
Potrebbero interessarti
Mondo
Olive non pagate: 258 produttori denunciano perdite per 1,76 milioni di euro
La Guardia Civil mantiene aperta l’operazione “Alxaraf Proditio Olea”, avviata dopo le denunce di agricoltori, cooperative e società agricole di Siviglia e Huelva. Sequestrate oltre 1.200 tonnellate di olive da tavola e beni di lusso
23 settembre 2026 | 08:30
Mondo
Ortofrutta: la Corte dei conti bacchetta Bruxelles e gli Stati membri
Nonostante 1,06 miliardi di euro di fondi UE, l'adesione alle organizzazioni di produttori cala dal 2017 e il potere contrattuale resta sbilanciato rispetto alla grande distribuzione. La Corte dei conti europea chiede semplificazione e regole più uniformi
22 settembre 2026 | 10:00
Mondo
In Giappone il mercato dell’olio d’oliva guarda sempre più al segmento premium
Il consumo giapponese di olio di oliva evolve verso prodotti più specializzati, con crescente attenzione a origine, cultivar, biologico, polifenoli e produzioni limitate. Per i produttori italiani si aprono opportunità legate alla differenziazione e al posizionamento di qualità
22 settembre 2026 | 09:00
Mondo
Al via la raccolta delle olive a Malaga: produzione media, ma frutti di buon calibro
La campagna 2026/27 della DOP Aceituna Aloreña de Málaga è iniziata ufficialmente ad Alhaurín el Grande. Le prime valutazioni indicano una produzione nella media, accompagnata da un buon calibro dei frutti e da una bassa incidenza delle punture di mosca
21 settembre 2026 | 09:00
Mondo
Omnibus sulla sicurezza alimentare: cosa cambia per fitofarmaci, agricoltori e industria agroalimentare
Il pacchetto europeo punta a semplificare e accelerare procedure considerate troppo lente. Ma la proposta divide il mondo agricolo e quello scientifico: per la Commissione non vengono abbassati gli standard di sicurezza, mentre 573 scienziati chiedono una valutazione d’impatto indipendente prima di proseguire il negoziato
20 settembre 2026 | 12:00
Mondo
Dcoop calcola la carbon footprint dell’olio di oliva: il 97% delle emissioni arriva dalla fase agricola
Il gruppo cooperativo ha elaborato un fattore di emissione specifico per la propria produzione di olio, basato sui dati di 518 aziende agricole e 96 frantoi. L’analisi evidenzia il peso predominante della fase agricola, legato soprattutto a fertilizzanti, emissioni di N₂O, carburanti, irrigazione e gestione dei residui di potatura
18 settembre 2026 | 10:30