Mondo
El Niño mette a rischio la sicurezza agroalimentare mondiale
L'Australia, il Brasile e il Sudafrica, tutti grandi produttori ed esportatori di cereali, sono tra i Paesi a rischio di siccità. Il rischio inverso riguarda l'Argentina, la Turchia e gli Usa
28 aprile 2023 | C. S.
Dopo una prolungata presenza di tre anni, La Niña ha lasciato la scena atmosferica globale, lasciando spazio a un probabile imminente passaggio a El Niño, un evento meteorologico che tipicamente distribuisce i modelli meteorologici in modo opposto. Questo potrebbe essere un sollievo per alcune aree colpite dalla siccità, come il Corno d'Africa, ma potrebbe significare problemi per altre zone dell'Africa, dell'America centrale e dell'Asia orientale.
Secondo un nuovo rapporto del Global Information and Early Warning Systems della Divisione Mercati e Commercio e dell'Ufficio Cambiamento Climatico, Biodiversità e Ambiente della FAO, l'Africa meridionale, l'America Centrale e i Caraibi e alcune zone dell'Asia sono particolarmente preoccupate, poiché alcuni Paesi di queste regioni devono già affrontare alti livelli di insicurezza alimentare e le stagioni chiave delle colture ricadono nei tipici modelli climatici di El Niño, caratterizzati da condizioni più secche. Anche le aree settentrionali del Sud America sono a rischio di potenziale siccità, mentre l'Australia è normalmente soggetta a precipitazioni ridotte.

Alla luce delle più recenti previsioni che hanno aumentato la probabilità che un evento El Niño si verifichi a partire da giugno, la Fao sta già avviando i primi preparativi per sostenere i Paesi colpiti.
Gli eventi di El Niño si verificano in genere ogni due-sette anni, con episodi di La Niña e condizioni neutre negli anni intermedi. Catalizzato da un riscaldamento delle acque dell'Oceano Pacifico, El Niño ha un'influenza importante sulla temperatura e sulle condizioni climatiche.
Sebbene gli eventi e gli impatti di El Niño non siano mai uguali, gli schemi tipici di El Niño favoriscono conseguenze prevedibili a livello regionale.
Mentre la pioggia sarà un gradito sollievo per gli agricoltori in Argentina e nel Vicino Oriente asiatico, El Niño può anche causare gravi inondazioni, che possono danneggiare l'agricoltura e aumentare il rischio di malattie. Questo è un rischio particolare che la Fao ha esaminato in relazione all'Africa orientale, che ha affrontato quattro anni di deficit pluviometrico estremo e dove la ripresa richiederà comunque molto tempo anche se le piogge dovessero finalmente tornare.
L'Australia, il Brasile e il Sudafrica, tutti grandi produttori ed esportatori di cereali, sono tra i Paesi a rischio di siccità, così come una serie di altri Paesi dell'Africa centrale e occidentale, del Sud-Est asiatico e dei Caraibi.
Il rischio inverso di precipitazioni eccessive riguarda esportatori come l'Argentina, la Turchia e gli Stati Uniti d'America, nonché i Paesi dell'Asia centrale.
El Niño in genere innalza la temperatura media globale ed è stato associato al record registrato nel 2016, quando si sono verificate diverse calamità che hanno generato emissioni di carbonio, tra cui incendi di foreste e torbiere in Indonesia e miliardi di alberi decimati dalla siccità in Amazzonia.
Potrebbero interessarti
Mondo
Gennaro Sicolo alla presidenza del Comitato consultivo del COI: l’Italia torna ai vertici dell’olivicoltura mondiale
Dalla nascita nel 1991 al ruolo di interlocutore tra produttori, industria, commercio e consumatori: il Comitato consultivo del Consiglio oleicolo internazionale è uno dei luoghi in cui la filiera olivicola mondiale porta le proprie istanze al confronto istituzionale. L’Italia rafforza la propria presenza in un organismo strategico
29 ottobre 2026 | 18:00
Mondo
Sul nuovo raccolto olivicolo in Italia e Spagna pesano clima e costi di produzione
Nel terzo trimestre del 2026 il mercato dell’olio extravergine d’oliva ha proseguito la propria fase di assestamento. In Italia le quotazioni all’origine dell'extravergine convenzionale hanno rallentato la brusca discesa avviata nei mesi scorsi, con previsioni per il 2027 in leggera crescita
29 ottobre 2026 | 11:00
Mondo
La pioggia rilancia la raccolta delle olive della Sierra de Cazorla, produzione attesa oltre 250 milioni di chili
A metà ottobre la resa in grasso sulla sostanza secca raggiunge il 39,30%, mentre le stime produttive indicano un raccolto doppio rispetto alla campagna precedente. Il Consiglio regolatore invita ad anticipare la raccolta per tutelare la qualità dell’extravergine
29 ottobre 2026 | 09:00
Mondo
Olive da tavola in Spagna oltre le 572 mila tonnellate: cresce il raccolto, ma il caldo penalizza la qualità
Il quarto bollettino previsionale richiesto da Interaceituna stima una produzione di olive da tavola in aumento del 13,7% rispetto alla campagna precedente. Le temperature elevate e la carenza di piogge hanno tuttavia ridotto la quota di frutti con caratteristiche adeguate alla lavorazione da mensa
28 ottobre 2026 | 09:00
Mondo
Olio d’oliva in Uruguay, opportunità per l’export italiano: qualità, prezzi e accordo Ue-Mercosur
Il mercato uruguaiano cresce, ma la Spagna occupa già una posizione dominante nelle importazioni. Per l’Italia le opportunità passano dalla valorizzazione dell’extravergine, dai segmenti premium e dalla capacità di ampliare i consumi oltre le nicchie gourmet
27 ottobre 2026 | 11:00
Mondo
Export andaluso di olio di oliva in calo del 10,2% nei primi otto mesi del 2026
Le vendite all’estero di olio d’oliva dell’Andalusia valgono 2,326 miliardi di euro tra gennaio e agosto, con una flessione legata soprattutto alla diminuzione dei prezzi. La regione mantiene comunque il primato tra le aree esportatrici spagnole, con il 71% del totale nazionale
27 ottobre 2026 | 09:00