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I legumi, campioni di benessere e di sostenibilità

I legumi, campioni di benessere e di sostenibilità

L’alternativa alle proteine della carne non necessariamente sono gli insetti. Va rivalutato il ruolo dei legumi, veri elisir di salute e alla loro resilienza ai cambiamenti climatici, favorendo anche la fertilità dei suoli

10 febbraio 2023 | T N

Dopo il successo della celebrazione dell'Anno internazionale dei legumi nel 2016, ogni 10 febbraio l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) celebra la Giornata mondiale dei legumi.

Il tema di quest'anno, "Legumi per un futuro sostenibile", sottolinea come i legumi - i semi commestibili di leguminose come fagioli, lenticchie, piselli e ceci - stiano aumentando la resilienza dei sistemi agricoli e migliorando la vita grazie alla loro bassa impronta idrica, alla tolleranza alla siccità e alla resistenza alle catastrofi climatiche.

"I legumi contribuiscono in vari modi alla trasformazione dei nostri sistemi agroalimentari e possono aiutarci ad affrontare molteplici crisi globali", ha dichiarato il Direttore Generale della FAO, QU Dongyu.

Gli ampi benefici dei legumi

I legumi creano opportunità economiche per i piccoli agricoltori, poiché in genere offrono margini di profitto più elevati rispetto ai cereali.

Favoriscono la fertilità del suolo grazie alla loro capacità di fissare l'azoto dall'aria e ottimizzano l'uso di fertilizzanti sintetici, contrastando al contempo gli effetti degli shock climatici, come la siccità o le forti precipitazioni. Quando i cereali vengono coltivati dopo le leguminose nei sistemi di coltivazione agricola, possono rendere 1,5 tonnellate in più per ettaro rispetto ai sistemi monocolturali.

Inoltre, possono contribuire a mitigare il cambiamento climatico aumentando la capacità del suolo di immagazzinare carbonio e ripristinando i terreni poveri e degradati.

Il contributo dei legumi a una dieta sana non si limita solo al loro elevato contenuto proteico - da due a tre volte superiore a quello dei cereali - o alle calorie e ai micronutrienti essenziali che forniscono, ma anche al fatto che sono poveri di grassi e ricchi di fibre.

Legumi, occasione di business per gli agricoltori italiani

Da quanto emerge dalle elaborazioni di Bmti, sui dati rilevati nei mercati all’ingrosso della Rete Italmercati sono raddoppiati, negli ultimi 20 anni, i prezzi all’ingrosso dei legumi principalmente consumati: lenticchie, fagioli borlotti, fave e ceci.

Tra le cause, due fattori: da una parte l’aumento del consumo negli ultimi anni di questi prodotti, a favore di regimi alimentari che prediligono proteine vegetali; dall’altro, un aumento del consumo legato allo stabilizzarsi in Italia di diverse popolazioni che hanno mantenuto le loro tradizioni culinarie in cui è previsto un alto utilizzo di legumi.

E per far fronte all’aumento della domanda, anche la produzione italiana degli ultimi venti anni è nettamente aumentata.

Sebbene, quelle dei legumi, siano quotazioni piuttosto regolari e non soggette a bruschi cambiamenti, per alcuni di loro negli ultimi 20 anni, i prezzi sono più che raddoppiati. In particolare, i prezzi delle lenticchie, che nel 2005 erano intorno ai 0,80 euro/Kg, nel 2022 hanno raggiunto quasi i 2,00 euro/Kg, Raddoppiati anche i prezzi dei fagioli Borlotti che da 1,10 euro/Kg nel 2005 a quasi 2,00 euro/Kg nel 2022 mentre per i ceci è stato registrato un picco dei prezzi intorno al 2018 a causa di una forte siccità che ha coinvolto il Messico e altri paesi del Nord America, rientrato negli anni successivi e riconducendo il prezzo da 2,70 euro/Kg ai 2,00 euro/kg.

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