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Il cibo è causa della crisi ambientale, ma può essere anche la soluzione

Il cibo è causa della crisi ambientale, ma può essere anche la soluzione

Il 32% di alimenti perfettamente commestibili viene buttato via. E' un fallimento epocale

22 settembre 2022 | C. S.

"La crisi climatica è una vera e propria iattura che sta sconvolgendo la vita a milioni di persone, ma il principale responsabile di questo sconquasso è il sistema alimentare globale". Lo ha detto il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, all’inaugurazione della 14esima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, l’evento globale organizzato da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino dedicato al cibo buono, pulito e giusto e alle politiche alimentari, a Parco Dora a Torino fino a lunedì 26 settembre. Petrini ha puntato il dito contro le storture di un sistema che consuma risorse, impoverisce il suolo e non è in grado di soddisfare il bisogno nutritivo di tutti: "Già oggi che la popolazione mondiale non supera gli otto miliardi di persone, si produce cibo in grado di sfamarne dodici – ha aggiunto Petrini –. Significa che il 32% di alimenti perfettamente commestibili viene buttato via: è un fallimento epocale, perché nel frattempo circa 900 milioni di persone nel mondo soffrono la fame. Oltretutto, per produrre quel cibo abbiamo sprecato miliardi di litri d’acqua e utilizzato milioni di ettari di suolo. Occorre ridurre lo spreco nelle nostre case, non aumentare la produzione, come sento ripetere ciclicamente".

Alla conferenza inaugurale sono intervenuti anche il Commissario europeo per gli affari economici e monetari, il presidente della Regione Piemonte e il sindaco di Torino. Il primo ha sottolineato che, dopo quindici anni di progressi verso il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, nell’ultimo triennio abbiamo assistito a dei passi indietro, aggiungendo che tornare sui propri passi non può essere una soluzione e che il futuro va costruito non soltanto con l’obiettivo di salvare il pianeta, ma anche di vivere meglio. Il presidente della Regione Piemonte ha ribadito che Terra Madre è un fenomeno culturale che celebra il cibo e il legame inscindibile tra prodotti e territorio e che l’uomo ha il dovere di valorizzarlo e di difenderlo. Per il sindaco di Torino, Terra Madre è l’occasione per comprendere che siamo ospiti, e non padroni, di questo pianeta, e che la risposta alla sfida ambientale passa attraverso il cambiamento dei comportamenti quotidiani di ciascuno.

Il cibo come causa del problema, il cibo come soluzione

"Siamo nel mezzo di una crisi nella quale se ne intersecano molte altre: geopolitica, economica, energetica, alimentare, oltre che quella sanitaria dalla quale stiamo uscendo dopo un biennio di pandemia" ha dichiarato Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia. "In questi cinque giorni di Terra Madre il cibo è protagonista, inteso come vettore attraverso cui concretizzare la transizione e la rigenerazione di cui abbiamo bisogno. Il cambiamento è già in atto: ognuno di noi può scegliere di esserne parte come protagonista, oppure di subirne solamente le conseguenze. Terra Madre esiste proprio per comprendere le storture dei sistemi alimentari e per capire come agire in prima persona". La dimostrazione è data anche dall’afflusso di pubblico di questa prima giornata, a partire dalle scolaresche che hanno partecipato ai laboratori, sold out da settimane, e ai percorsi liberi allestiti a Parco Dora.
Più di 550 eventi, oltre 700 espositori da tutte le regioni d’Italia e dal mondo, quasi 200 Presìdi Slow Food, decine di ospiti italiani e internazionali che parleranno di gastronomia, di alimentazione e del significato economico, ambientale e sociale di ciò che ogni giorno mettiamo sotto i denti: Terra Madre è tutto questo e molto di più. È allegria, cene e degustazioni, buon cibo, vini, birre, caffè d’eccellenza. È una festa in cui l’alimentazione viene raccontata attraverso le persone: più di tremila delegati arrivati da più di 150 Paesi, ognuno con un bagaglio fatto di conoscenze, esperienze, tradizioni. Terra Madre è il luogo in cui avviene uno scambio di tutto questo sapere, un momento di arricchimento collettivo.

Le testimonianze dalle reti di Slow Food e Terra Madre

Dai rincari energetici alla siccità, dalla perdita di sovranità alimentare alle abitudini sconsiderate di consumo, la conferenza di inaugurazione di Terra Madre è stata l’occasione per mettere sul tavolo alcuni dei temi che verranno approfonditi nei prossimi giorni. "I mesi interi trascorsi senza pioggia hanno fatto scomparire gran parte dei pascoli in cui le nostre pecore e le nostre capre sono abituate a muoversi liberamente" ha raccontato Angela Saba, allevatrice e casara, produttrice del Presidio Slow Food del pecorino a latte crudo della Maremma. "La produzione di formaggio è quasi dimezzata, e per questo motivo abbiamo dovuto rinunciare a portare il pecorino a Terra Madre" ha aggiunto: gli effetti della crisi climatica esistono e si fanno sentire già oggi. 

Giuseppe Di Martino, produttore di pasta a Gragnano, ha fatto invece riferimento all’aumento di costi dell’energia elettrica e del gas, rincari che rischiano di costringere tante realtà a chiudere: "Le bollette sono cresciute di 12 volte rispetto ai mesi scorsi, se negli scorsi anni la politica si fosse concentrata sulle energie rinnovabili probabilmente oggi avremmo meno problemi".

Sul palco anche Altin Prenga, cuoco albanese dell’Alleanza Slow Food dei cuochi: "Per anni abbiamo trattato troppo male il cibo, facendolo viaggiare da una parte all’altra del mondo, consumandolo fuori stagione e sprecandolo: è triste da dire, ma forse questa batosta era necessaria per capire che cosa serve, cioè mani che lavorano la terra, mani che producono lavorando il cibo nei luoghi in cui viene consumato". 

Come ha sottolineato Dali Nolasco Cruz, referente dei produttori del Presidio Slow Food del peperoncino serrano di Tlaola, in Messico, e recentemente eletta nel Consiglio di amministrazione di Slow Food, l’alimentazione va di pari passo con i diritti umani: "In diverse aree del mondo, le persone e in particolare le donne non hanno accesso alla terra e ai semi, che sono nelle mani di multinazionali che determinano dove, quando e come fare agricoltura. Slow Food e Terra Madre lottano per far sì che le persone siano libere e che i loro diritti non vengano calpestati".

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