Mondo
Ragù, Parmigiano reggiamo e Aceto balsamico sono i prodotti italiani più imitati
Il valore dell'Italian Sounding nel mondo sfiora gli 80 miliardi, il doppio del nostro export alimentare. Giappone, Brasile e Germania sono i Paesi dove dominano i tarocchi tricolori
23 giugno 2022 | C. S.
Sono ragù (61,4%), parmigiano (61,0%) e aceto balsamico (60,5%) i prodotti più imitati e taroccati nel mondo. Lo rileva la sesta edizione del Forum “La Roadmap del futuro per il Food&Beverage: quali evoluzioni e quali sfide per i prossimi anni” organizzato da The European House – Ambrosetti.
Partendo da una survey che ha coinvolto oltre 250 retailer internazionali della Gdo di 10 Paesi diversi in cui c’è una maggiore diffusione a scaffale di falsi prodotti italiani, sono state poste sotto la lente le 11 referenze più colpite del Made in Italy agroalimentare.
Se si addiziona il valore di Italian Sounding su tutti i prodotti alimentari monitorati dalla survey nei 10 Paesi, si stima un fatturato di 10,4 miliardi di euro, il 58% in più rispetto a quanto generano complessivamente gli stessi 11 prodotti veramente italiani. Partendo da questi risultati e correlandoli con il valore dell’export di tali referenze, si ottiene un moltiplicatore dell’Italian Sounding pari a 1,58 che, applicato su larga scala internazionale, fa emergere come questo fenomeno da solo possa giungere a valere 79,2 miliardi di euro. Sommando, quindi, questa cifra al dato effettivo delle esportazioni, l’Italia idealmente incasserebbe dal commercio oltreconfine dei suoi prodotti agroalimentari ben 129,3 miliardi di euro.
La ricerca evidenzia come, in 3 casi su 10, il consumatore straniero si orienta su una tipicità gastronomica italiana quando questa prevede una spesa più bassa, piuttosto che porre come prioritaria la reale garanzia di provenienza territoriale del prodotto acquistato. Seguendo questa logica, il fenomeno dell’Italian Sounding ammonterebbe a 6,8 miliardi di euro nel cluster dei dieci paesi di riferimento sugli 11 prodotti analizzati, ovvero il 3% in più rispetto al valore concreto dell’export italiano, da cui si ottiene un moltiplicatore di 1,03. Riparametrando il modello sull’intero valore dell’export agroalimentare nel mondo e depurando l’Italian Sounding da tale effetto prezzo, si arriverebbe a quantificare il fenomeno per un valore di 51,6 miliardi di euro che, sommato al dato reale di export, permetterebbe all’Italia di generare all’estero con i suoi prodotti un giro di affari doppio e superiore ai 100 miliardi di euro.
Potrebbero interessarti
Mondo
Oliveti 4.0: la rivoluzione dell'irrigazione a goccia che guarda all'olivo
Dalla ricerca spagnola arriva una piattaforma che unisce LiDAR, sensori infrarossi e intelligenza artificiale per irrigare ogni pianta in base alle sue reali esigenze. Addio alla gestione “a blocchi”: l’obiettivo è risparmiare acqua, energia e aumentare la redditività, in un’epoca di risorse sempre più scarse
29 agosto 2026 | 09:00
Mondo
51 mila euro agli oleifici per salvaguardare la filiera olearia delle Canarie
Il Governo delle Canarie stanzia 51.875 euro a favore di 11 oleifici dell’arcipelago per sostenere la capacità di molitura e trasformazione dopo le campagne caratterizzate da una forte contrazione della produzione di olive. Il contributo potrà arrivare fino a 12.500 euro per impresa
27 agosto 2026 | 10:00
Mondo
La strategia dell'Andalusia per l’olivicoltura: in campo quasi un miliardo di euro
La Junta de Andalucía ha già avviato 45 delle 52 misure previste dalla prima strategia regionale per il settore olivicolo. Nel 2025 sono stati mobilitati oltre 347 milioni di euro, mentre il piano complessivo prevede investimenti per 986,8 milioni entro il 2027
27 agosto 2026 | 09:00
Mondo
Le cooperative andaluse dicono no alla vendita di Deoleo a Coricelli
La federazione delle cooperative agroalimentari sostiene l'offerta di Dcoop e lancia l'allarme: il controllo di Coricelli potrebbe favorire le importazioni di olio da paesi terzi, penalizzando la produzione nazionale
27 agosto 2026 | 09:00
Mondo
Sempre più Spagna e meno Italia per l'olio di oliva tunisino
Le esportazioni di olio d’oliva della Tunisia raggiungono 368 mila tonnellate nei primi nove mesi della campagna 2025-2026, con ricavi per circa 1,4 miliardi di euro. L’Ue assorbe il 57,1% dei volumi, con Spagna e Italia principali destinazioni
26 agosto 2026 | 09:00
Mondo
Ottime vendite di olio di oliva spagnolo a luglio: 114 mila tonnellate
Le prime stime dell’Agenzia spagnola AICA confermano anche a luglio un ritmo sostenuto delle vendite. Le disponibilità complessive di olio di oliva tra frantoi, confezionatori e Patrimonio Comunal Olivarero scendono a circa 569 mila tonnellate
25 agosto 2026 | 11:00