Mondo

LA NUOVA AMBIZIONE SPAGNOLA: NEL VINO SAREMO I PRIMI AL MONDO

Il Ministro dell’agricoltura spagnolo, Elena Espinosa, ha presentato un’iniziativa che mira a rendere la Spagna il leader mondiale nel settore vitivinicolo. Professionalità, competitività, risposta al consumatore e qualità, questi i valori su cui si regge la “Strategia Vino 2010”

30 giugno 2007 | Mena Aloia

Spagna, il primo vigneto del mondo, con 1.174.000 ettari di superficie vitivinicola, terzo esportatore mondiale, terzo produttore mondiale e quinto paese consumatore di vino.

Realtà produttiva e commerciale di rilievo che oggi punta a diventare leader mondiale con la “Strategia Vino 2010”.
Questo il nome dato all’iniziativa che il Ministro dell’agricoltura spagnolo, Elena Espinosa ha presentato il 25 giugno scorso.

Il piano strategico presentato mira ad aumentare la competitività del settore sia sul mercato interno che in quello estero attraverso delle azioni mirate e coordinate.
Sono bastate 16 pagine, tra l’altro facilmente reperibili sul sito del Ministero dell’Agricoltura (MAPA), per spiegare nel dettaglio, senza inutili dilungamenti, le azioni che il Governo spagnolo intende intraprendere.
Non sfugge, alla lettura, l’impostazione prettamente economica e poco politica data al programma. Non si tratta, si precisa nell’introduzione, di definire una strategia che necessariamente “accontenti tutti”, ma si vogliono offrire, ascoltando tutti, delle direttive future che diano risposte alle necessità attuali.
Innanzitutto si precisa che la Strategia si applicherà, in forma coordinata a tutta la Spagna favorendo un’immagine unitaria di paese.

Professionalità, competitività, risposta al consumatore e qualità, questi i valori su cui si regge la Strategia.
Per ognuno di essi si possono leggere delle interessanti osservazioni che non tralasciano né i punti di forza né le attuali debolezze del settore vitivinicolo spagnolo.
Ecco allora, che quando si parla di professionalità il piano strategico prevede che si debbano migliorare le capacità professionali di tutti gli operatori del settore e quando si parla si competitività delle imprese non viene nascosto il problema, anche spagnolo, delle piccole dimensioni.
Il 34,5% delle imprese spagnole non ha salariati, il 51,75% ha tra 1 e 9 dipendenti, ma, diversamente da quanto accade in Italia, il 60% della produzione è in mano a società cooperative (che rappresentano il 18% delle diverse fomre giuridiche). Ad esse sono mirate delle azioni tendenti a favorirne la fusione per utilizzare al meglio le risorse disponibili.

Per lo sviluppo del piano si prevede, tra le altre misure, la costituzione di un Osservatorio pubblico, ma con gestione privata, che dovrà studiare le evoluzioni del mercato mondiale del vino e sarà un mezzo chiave per conoscere in modo esaustivo il mercato e le sue opportunità.
Solo con un’ informazione precisa il settore può adattare i suoi prodotti alle esigenze del consumatore ed essere competitivo. E gli imprenditori possono prendere le decisioni adeguate con criterio.
Una Strategia, dunque, all’insegna del buon senso e della semplicità.

Abituati, in Italia, ad interminabili documenti che nulla di sostazioso dicono e che sono quasi tenuti nascosti da chi li emette, forse per vergogna, quando ci si trova di fronte ad un progetto ben strutturato non si può che lodarlo. Peccato, per noi italiani, che sia un progetto spagnolo e visto ciò che la Spagna ha fatto in pochi anni nel settore oleario, dovremmo, forse, preoccuparci per questo concorrete che diventerà sempre più forte.

L’unità di paese che la Spagna riesce a trasmettere è, per l’Italia, vera utopia e la colpa non è solo degli imprenditori che non riesco a capire l’importanza dell’associazionismo, ma anche di un sistema politico confuso, incapace di dare alle nostre imprese le necessarie certezze che il mercato pretende.

Per restare in tema di vino, si pensi a quante volte viene elogiato, dai politici, come bandiera del nostro made in Italy e quante, altrettante volte, viene demonizzato, sempre dai politici, come male oscuro della nostra società.

Potrebbero interessarti

Mondo

Area di libero scambio UE-Australia: potenzialità e perplessità sull'agroalimentare

Il prodotto australiano più importato nella UE è il grano duro per la pasta, che rappresenta circa il 43% dell’intero export in valore, seguito da carne bovina, foraggi e uva essiccata. Resta però consentito in Australia l’uso del termine parmesan, così come Prosecco

25 marzo 2026 | 11:00

Mondo

Accordo Ue-Mercosur, via libera all’applicazione provvisoria dal 1° maggio

L’intesa, firmata lo scorso gennaio dopo oltre 25 anni di negoziati, inizierà a produrre i primi effetti concreti da maggio, pur in assenza della piena ratifica da parte di tutti gli Stati membri dell’Ue

23 marzo 2026 | 14:15

Mondo

Torna a vivere il mercato ucraino dell'olio di oliva

Tra gennaio e febbraio, il valore complessivo delle importazioni ha raggiunto i 2,23 milioni di euro, segnando una crescita del 28,55% rispetto allo stesso periodo del 2025. A guidare il mercato resta saldamente l’Italia

23 marzo 2026 | 11:00

Mondo

Strategia andalusa per il settore dell’olivicoltura

Delle 52 misure complessive articolate in undici aree tematiche, 30 risultano già operative. L’obiettivo è consolidare la leadership dell’Andalusia nei mercati internazionali, rafforzare la competitività del comparto e promuovere la sostenibilità del settore olivicolo

23 marzo 2026 | 09:00

Mondo

Singapore per l'olio di oliva: resilienza e opportunità strategiche nel mercato asiatico

Le esportazioni spagnole sono passate da 8,7 a 15,8 milioni di dollari, consolidando una quota del 62% del mercato importatore. Italia, pur con una quota inferiore, 29,2%, mantiene un posizionamento qualitativo nei segmenti Premium e Horeca

22 marzo 2026 | 12:00

Mondo

Gli agronomi tunisini reclamano la supervisione della filiera dell'olio di oliva

Il progetto presentato al parlamento prevede l’introduzione dell’obbligo di supervisione tecnica da parte di ingegneri agronomi nelle aziende olivicole superiori ai 50 ettari, nei frantoi e nelle unità di confezionamento

21 marzo 2026 | 10:00